Italia, non chiedere mai scusa per essere l’Italia. Tu sei Roma. Dante. Leonardo. Michelangelo. Galileo. Verdi. Sei il marmo trasformato in bellezza, le rovine trasformate in memoria e secoli di civiltà che ancora oggi fanno fermare il mondo ad ammirarti. Quindi, quando Giorgia Meloni @GiorgiaMeloni sostiene che l’Italia abbia il diritto di difendere la propria identità e di richiedere che i volti restino visibili nelle scuole, giudicate questa posizione per ciò che realmente sostiene.
E da arabo musulmano, non posso fare a meno di sorridere quando una parte della sinistra italiana cerca di essere più musulmana dei musulmani e più araba degli arabi.
Paesi a maggioranza musulmana come l’Egitto e la Tunisia hanno imposto restrizioni sul fatto che i bambini possano coprirsi il volto nelle scuole. Allora perché, se in una scuola italiana si richiede che un insegnante possa vedere il volto di uno studente, questo dovrebbe improvvisamente essere considerato ostilità verso l’Islam?
Non potete pretendere che l’Italia sia più permissiva, sul piano religioso, degli stessi Paesi musulmani e poi definire gli italiani intolleranti semplicemente perché pongono delle domande.
No, proteggere le vostre scuole non è «islamofobia». Contrastare l’estremismo islamista non è «islamofobia». I Fratelli Musulmani hanno creato il termine «islamofobia» per impedire alla vostra democrazia di criticare gli islamisti radicali e per indurvi a chiamare un terrorista «attivista».
La parola «islamofobia» non deve mai diventare un telecomando con un tasto “muto” per ogni discussione scomoda sull’islamismo.
È qui che una parte della sinistra italiana capovolge clamorosamente la questione: nel tentativo di dimostrare a tutti i costi la propria tolleranza, rischia di trattare l’identità stessa dell’Italia come l’unica identità che debba continuamente chiedere scusa.
Non spetta ai Fratelli Musulmani stabilire i confini del dibattito europeo. Perché state cercando di avere più estremisti musulmani del Medio Oriente? L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare italiana.
L’Italia non è «Italianistan».
È l’Italia.
Bella. Antica. Fiera. Libera.
Roma è sopravvissuta agli imperi. L’Italia non dovrebbe avere paura delle etichette.
Milioni di "euri" del #Pnrr per una distesa di "lapidi".
Dopo l'erba pitturata ci mancavano gli alberelli piantati sui calcinacci.
#Gualtieri, ma che è 'sta roba?
La foresta che non c'è?
No, dico, guardate che scempio!
@GianniniDanRoma: Grida vendetta...⬇️
#22settembre2026#Roma
L’analista degli emirati arabi Amjad Taha commenta le misure del governo italiano del divieto di burqa e niqab a scuola:
“Da arabo musulmano, non posso fare a meno di sorridere quando una parte della sinistra italiana cerca di essere più musulmana dei musulmani e più araba degli arabi.
Paesi a maggioranza musulmana come l’Egitto e la Tunisia hanno imposto restrizioni sul fatto che i bambini possano coprirsi il volto nelle scuole. Allora perché, se in una scuola italiana si richiede che un insegnante possa vedere il volto di uno studente, questo dovrebbe improvvisamente essere considerato ostilità verso l’Islam?
Non potete pretendere che l’Italia sia più permissiva, sul piano religioso, degli stessi Paesi musulmani e poi definire gli italiani intolleranti semplicemente perché pongono delle domande.
No, proteggere le vostre scuole non è «islamofobia». Contrastare l’estremismo islamista non è «islamofobia». I Fratelli Musulmani hanno creato il termine «islamofobia» per impedire alla vostra democrazia di criticare gli islamisti radicali e per indurvi a chiamare un terrorista «attivista».
La parola «islamofobia» non deve mai diventare un telecomando con un tasto “muto” per ogni discussione scomoda sull’islamismo.
È qui che una parte della sinistra italiana capovolge clamorosamente la questione: nel tentativo di dimostrare a tutti i costi la propria tolleranza, rischia di trattare l’identità stessa dell’Italia come l’unica identità che debba continuamente chiedere scusa.
Non spetta ai Fratelli Musulmani stabilire i confini del dibattito europeo. Perché state cercando di avere più estremisti musulmani del Medio Oriente? L’Italia non ha bisogno del permesso di nessuno per restare Italiana”.
Le recenti elezioni in Svezia mostrano una vittoria risicata del centrosinistra, sostenuta da un'ampia percentuale di voti nei quartieri a forte presenza di immigrati e nuove generazioni. Il dato invita il governo italiano a riflettere sulla gestione dei flussi migratori e della cittadinanza per evitare squilibri politici e sociali. L’analisi di Fabio Dragoni
#Svezia #Immigrazione #PoliticaItaliana
Il lato oscuro delle #Ong e il finanziamento al terrorismo. Sotto la lente 58 organizzazioni un giro di oltre 86 milioni di euro
https://t.co/0oZmce8O58
Il sindaco di #NY, il musulmano #Mamdani idolo della #sinistra ride come un idiota durante le commemorazioni dell’#11settembre neanche fosse a un aperitivo!
Leggono i nomi dei morti e lui ride.
Quanta ignoranza, che schifo!
Difendiamo la vita e la libertà di Taraneh e Romina Rahimi: l’Iran vuole impiccare una ragazza di 20 anni, il mondo non può restare in silenzio https://t.co/jx5yrG6zWA
Due sorelle di 20 anni #Taraneh e Romina. La prima condannata a morte, la seconda a 25 anni di carcere.
Il loro reato: aver chiesto un po' di libertà in #Iran.
Ripetiamo i loro nomi. Condividiamo sui social la loro storia. Non lasciamole sole. #FreeIran
Alla stazione Termini due poliziotti cercano di soccorrere un uomo. Lui risponde a capocciate e ginocchiate, li malmena e viene subito rilasciato. Io questa roba alle persone normali non riesco a spiegarla. E poi ci stupiamo se avremo cento milioni di Vannacci. Se uno straniero fa una cosa del genere, lo prendi per un orecchio e lo rimandi nel suo Paese. È sufficiente essere democratici e liberali. #zuppadiporro
Queste immagini mostrano due agenti aggrediti e feriti mentre stanno facendo il proprio dovere, durante l’arresto di un individuo. L’uomo, accusato di aggressione, resistenza, oltraggio e lesioni, viene portato davanti al giudice: l’arresto viene convalidato, ma lui torna comunque libero poche ore dopo.
Episodi, sempre più numerosi, di decisioni che vanificano il lavoro di chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini, spesso mettendo a rischio la propria incolumità.
Il Governo continuerà a rafforzare tutele e strumenti per le Forze dell’Ordine. Ma quando, dopo comportamenti di questa gravità e dopo un’aggressione a chi rappresenta lo Stato, si torna liberi nel giro di poche ore, non è soltanto difficile da comprendere. È francamente inaccettabile, perché indebolisce la credibilità dello Stato nel suo complesso.
TOUR EIFFEL. LE DONNE VENGONO FATTE SPARIRE PER NON DISTURBARE GLI INDIANI
A Parigi una delegazione religiosa indù visita la Tour Eiffel. C’è però una richiesta: limitare le interazioni con le donne, eliminandole.
E che cosa fa l’Occidente che da mattina a sera celebra la parità, combatte il sessismo, denuncia il patriarcato e ci impartisce lezioni sulla discriminazione?
Fa sparire le donne: le lavoratrici vengono allontanate dalle proprie postazioni, altre sostituite da uomini, altre ancora invitate a non attraversare determinate zone durante la presenza della delegazione.
È questo il cortocircuito che trovo intollerabile. Abbiamo impiegato secoli per affermare un principio elementare: una donna non è una creatura da occultare affinché un uomo possa sentirsi a proprio agio. Non è impura. Non è una tentazione ambulante da nascondere dentro il sacco dell’immondizia. Non è un elemento di disturbo da rimuovere dal paesaggio. È una persona, una cittadina e una lavoratrice con esattamente la stessa dignità di un uomo.
E invece che cosa facciamo quando qualcuno arriva con consuetudini religiose incompatibili con questo principio? Non chiediamo a lui di rispettare le nostre regole, bensì siamo noi a retrocedere.
Una donna che deve lasciare il proprio posto di lavoro perché è una donna. Non mi interessa quale religione, tradizione o cultura venga invocata. La libertà religiosa merita tutela finché non pretende che siano gli altri a perdere i propri diritti per renderla possibile. Se per accogliere un ospite bisogna rendere invisibile metà dell’umanità, non è inclusione. È discriminazione sessuale con il timbro dell’ospitalità.
E che questo sia accaduto proprio a Parigi rende la scena quasi grottesca. Nella città che ha dato all’Europa una parte fondamentale del lessico moderno dell’uguaglianza, nel suo monumento più riconoscibile, nel 2026 alcune donne devono togliersi di mezzo perché degli uomini non vogliono interagire con loro.
Poi torneremo a organizzare convegni sul patriarcato occidentale. Ma prima, magari, potremmo recuperare un concetto basilare: una donna non scompare perché un uomo lo pretende.
Altrimenti non stiamo rispettando altre culture. Stiamo rinunciando alla civiltà.
Un cagnolino scodinzolante si rifugia in un angolo, un immigrato lo afferra dalla coda e con ferocia lo scaraventa su un bidone, come se fosse un oggetto vecchio. E gli amici ridono.
Ho notato che inciviltà e assenza di umanità, di empatia verso il prossimo, spesso si accompagnano. Più un popolo è incivile e più disprezzo esso nutre per le vita umana e animale. Ecco perché all’incivilimento corrisponde la diffusione di violenza e barbarie.
Per secoli abbiamo esportato in Africa civiltà, diritti, progresso.
Il risultato?
Non siamo riusciti a civilizzare l’Africa, dove ancora vengono negate libertà fondamentali.
Oggi pretendiamo di importare in Occidente masse provenienti dall’Africa e di civilizzarle.
Il risultato?
Ci stiamo incivilendo noi.
Ma se lo dici, sei razzista.
🔴 ORRENDO AVVENIMENTO A #CEUTA !!!
Ecco la civiltà delle #risorse che hanno invaso Ceuta!!!
STOP SUBITO ALL'#INVASIONE BARBARICA!!!
https://t.co/mVpIgKto6Z