"The Creator, reflecting on the things which are by nature visible, found that no unintelligent creature...was fairer than the intelligent...so he put intelligence in soul, and soul in body, that he might be the Creator of a work which was by nature fairest and best."
- Plato
@paracleto4@GinoDAlessio1 Stai usando una categoria teologica (la legge naturale) all'interno di una cornice politica (lo Stato liberale) che l'ha espulsa e sostituita con il fatto biologico. Non puoi essere cattolico e liberale, devi scegliere.
@GinoDAlessio1@paracleto4 La morale teologica cristiana e fallacia naturale (che a quanto pare Paracleto condivide) sono inconciliabili, cari catto-liberali.
Ecco che i catto-liberali spuntano fuori e non si rendono conto che parlando di fallacia naturale e razionalità intrinseca del processo storico (idealismo), stanno negando la teologia cattolica alle sue fondamenta.
Quello che hai scritto sembra pensiero critico, ma è l'esatto contrario: è confusione concettuale spacciata per lucidità.
Partiamo dal tuo errore principale. Tu dici che il "diritto alla vita" è inutile perché la vita esiste già come fatto biologico. Questo dimostra che non sai distinguere tra due categorie fondamentali della filosofia occidentale: il piano dell'essere e il piano del dover essere. Il diritto alla vita non ti dice che esisti, ti dice che nessuno può eliminarti. Confondere queste due cose si chiama fallacia naturalistica, e Hume la identificò tre secoli fa. Non è una svista è l'abc del ragionamento morale.
Secondo errore: chiami i diritti inalienabili "costrutto illuministico" come se questo li smontasse. Ma l'origine storica di un concetto non ne determina la verità è la genetic fallacy, un altro errore di logica elementare. Con lo stesso ragionamento potresti dire che la geometria euclidea è falsa perché è "un costrutto greco".
Terzo errore, il più grave: evochi il contratto sociale come alternativa solida ai diritti naturali, ma il contratto sociale è esso stesso un costrutto teorico, e più fragile. Senza diritti pre-politici, il contratto è solo un accordo tra chi ha più forza. Rousseau, Hobbes e Locke lo sapevano. Evidentemente tu non li hai letti.
Ora veniamo al punto che nessuno osa dire chiaramente.
I diritti inalienabili hanno un fondamento che regge solo se esiste qualcosa di oggettivo sopra l'uomo. La tradizione cristiana lo chiama imago Dei, l'essere umano è persona perché porta in sé l'immagine di Dio, e questa dignità non gliela dà nessuno Stato, nessun contratto, nessuna maggioranza. È anteriore a tutto. È per questo che anche un tiranno non ha il diritto di calpestarlo.
Se invece vuoi fare a meno di Dio, cosa che sei liberissimo di fare, allora devi essere coerente fino in fondo come lo fu Nietzsche: senza un fondamento trascendente, non esistono valori oggettivi, non esiste ingiustizia reale, esiste solo la volontà del più forte. Il Novecento ha sperimentato concretamente cosa succede quando gli Stati abbracciano questa logica. Si chiama Auschwitz. Si chiama Gulag. Vuoi che continui con gli esempi?
La confusione che vediamo nel mondo nasce esattamente da qui: generazioni intere hanno buttato via il fondamento metafisico e teologico della dignità umana pensando di fare un atto di libertà intellettuale e poi si sono ritrovate senza strumenti per dire perché lo schiavismo è sbagliato, perché il genocidio è sbagliato, perché un bambino non si tocca. Continuano a usare il linguaggio dei diritti svuotandolo delle radici che lo reggono. È come abitare in una casa demolendo le fondamenta.
I diritti inalienabili non sono un'invenzione illuministica. Sono il punto di arrivo di duemila anni di ragione umana, da Aristotele agli Stoici, da Cicerone a Tommaso d'Aquino, da Grozio a Locke che ha cercato di rispondere a una domanda serissima: cosa sei tu, che nessuno può toccare?
La risposta è: sei una persona. E questo non te lo dà nessun contratto sociale.
L'eutanasia – ma anche l'aborto – in quest'ottica, non è l'atto di libertà del singolo, ma l'esercizio finale della sovranità dello Stato, che valida la distruzione di ciò che amministra.
Se non si capisce questo, allora non si comprenderà perché la Chiesa sta vivendo oggi una
@paracleto4 E soprattutto non ti rendi conto della tua fallacia genetica, ovvero che se duemila anni di pensiero ci abbiano portato ai diritti inalienabili, allora essi siano intrinsecamente giusti e indiscutibili. Insomma una fede cieca nel progresso, che è sempre visto positivo.
@paracleto4 Terzo "errore" che mi attribuisci: mi accusi di evocare il contratto sociale (quando in realtà lo smonto alla radice). Questo perché non conosci alternativa ai diritti inalienabili, fatto grave per un cattolico.
@catenaaurea66 E quando mai avrei detto che sbagliava? Sto dicendo che la vita non è un Diritto, ma un Dono di Dio, e come tale va preservata fuori dalla giurisdizione dello Stato.