ENRICO RUGGERI:
"SE ANCHE IL VACCINATO POTEVA TRASMETTERE IL VIRUS, PERCHE IL PROBLEMA ERA IL NON VACCINATO?"
Nulla da aggiungere!
Grande @enricoruggeri
Da IL Grande Inganno ⬇️
L’esercizio abusivo di professione medica da parte dei cittadini stranieri extra Unione Europea viene portata avanti con la complicità dell’ordine dei medici della federazione nazionale
L’esercizio abusivo di professione medica da parte dei cittadini stranieri extra Unione Europea viene portata avanti con la complicità dell’ordine dei medici della federazione nazionale
Lo sapevi che il merito dell'elezione di Ursula nel 2019 va a Conte e al Movimento 5 Stelle.
Ursula ha vinto per uno scarto di soli 9 voti e il merito hai capito a chi va
Proposte ir-ri-ce-vi-bi-li, fasciste, illiberali: noi vogliamo che Rogoredo resti un luogo di libertà, un luogo dove poter liberamente spacciare, stuprare, prostituirsi, menarsi, cagare e pisciare a volontà...
L’ex parà, candidato di Futuro nazionale nel capoluogo lombardo: «Quando parlo di rastrellamenti intendo servizi di polizia ad alto impatto. La sinistra non sa più scherzare. Non farò lo sceriffo, ma gli stranieri dopo il crocifisso vorranno levarci le chiese».
https://t.co/pWqEz2o7Gc
@Tommasocerno Vorrebbe virare prima di finire sugli scogli? Non tiene conto dei tempi e degli spazi di evoluzione della barca che conduce... @GiorgiaMeloni
"Bulgaria gli hanno imposto l’Euro da soli 7 mesi e sono già alla canna del gas come accadde alla Croazia.
L' inflazione sale alle stelle
Sofia sta seguendo (di corsa) la via già percorsa dai Paesi periferici della moneta unica"
VI AVEVAMO AVVERTITI
STATE LONTANO DALL' EUROPA
POVERO MONTAGNIER ! 🔥
Luc Montagnier, vincitore del Nobel, intervista finale prima di essere TROVATO MORTO 6 giorni dopo… Ma guarda il caso !
"Sono qui per smascherare il gain-of-function di Fauci – il COVID è stato il lavoro di un professionista... NON è naturale. Sequenze come quelle dell'HIV sono state aggiunte... al fine di creare un vaccino."
Ricordate la Svizzera quale emblema di ordine e sicurezza? Bene. Scordatevela. Questa è Zurigo. Quando si spalancano le porte a orde di clandestini che non mostrano alcun rispetto nei confronti delle regole né dei popoli e delle Nazioni che li hanno accolti, questi sono i risultati.
È ora di ammettere che il multiculturalismo è un abominio e che occorre ripristinare i limiti.
Anche nel parlamento francese si abbandonarono a urla di gioia e applausi quando introdussero in costituzione il diritto di omicidio del nascituro indifeso...
Maura Healey, governatrice democratica del Massachusetts, firma la legge sull'aborto fino alla nascita, circondata dagli applausi scroscianti di donne di sinistra.
A sinistra piace uccidere bambini appena nati in nome dell'"aborto libero", castrare bambini o sterilizzarli in nome della "transizione di genere", venderli o comprarli in nome della "maternità surrogata", sradicarli dalla loro terra in nome delle migrazioni di massa, togliere loro mamma o papà in nome delle "famiglie arcobaleno", crescerli come idioti senza identità sessuale in nome degli "studi di genere" etc. etc.
Ogni anno negli USA vengono commessi oltre un milione di aborti volontari. L'aborto è di gran lunga la prima causa di morte negli Stati Uniti, e queste festeggiano come oche.
Non c'è nulla da festeggiare, e verranno giorni in cui filmati come questi saranno usati come prove nei processi per crimini contro l'umanità.
PS: chi sa ascoltare con gli orecchi dell'anima può sentire il ghigno di colui che è menzognero e omicida fin dal principio: lui è molto soddisfatto di questa firma.
Il generale Vannacci mi attacca di nuovo ma stavolta lo fa senza intelligenza artificiale. Anzi senza intelligenza proprio. E dice RASTRELLEREMO l’Italia. Rastrellare era il verbo usato dai nazifascisti. A Vannacci non consentiremo di rastrellare un bel nulla
L'EURO E LA BULGARIA: LA MONETA PIÙ STUPIDA DELLA STORIA
"La sostanza è che anche la Bulgaria, entrata a far parte della moneta unica soltanto dal primo gennaio, sembra avviata verso un percorso molto simile a quello di altre economie che l’hanno preceduta nell’adesione all’euro e che segue quasi sempre lo stesso copione. Nella prima fase l’ingresso nella moneta unica viene salutato come un successo indiscutibile: il costo della raccolta bancaria si riduce, si spalanca l’accesso diretto alla liquidità della Bce, la fiducia dei mercati finanziari si consolida. Ne consegue un’espansione del credito che si riversa sulla domanda interna, alimentando crescita e consumi, non di rado accompagnata da comportamenti opportunistici di alcuni settori che, al cambio di valuta, approfittano per alzare i prezzi ben oltre la semplice conversione aritmetica.
Si apre così una fase di divergenza tra l’inflazione del Paese entrante e quella media dell’Eurozona, che va costantemente aumentando. Il Paese, con prezzi sempre più elevati rispetto ai partner commerciali, perde progressivamente competitività: le importazioni crescono, le esportazioni arrancano, il saldo con l’estero peggiora e, con esso, si accumulano più rapidamente passività nei confronti del resto del mondo, passività che a loro volta generano interessi e redditi da pagare all’estero, deteriorando ulteriormente il conto delle partite correnti.
Si arriva quindi, inevitabilmente, al momento della correzione macroeconomica, quello in cui si ripetono le solite formule sul “mettere in ordine i conti” e “fare le riforme”, che nella sostanza significano comprimere la domanda interna, principalmente attraverso un taglio reale dei salari, fino a riportare il saldo con l’estero in attivo e la dinamica dei prezzi in linea con la media della zona euro, se non sotto.
In appena sei mesi di adesione, la Bulgaria ha già accumulato un differenziale di inflazione di un punto percentuale con l’area euro, mentre il saldo delle partite correnti nei primi cinque mesi dell’anno è stato negativo per 4,5 miliardi di euro e la posizione netta sull’estero (la differenza tra attivo e passivo verso il resto del mondo) è peggiorata di 9,6 miliardi negli ultimi dodici mesi. Come detto, non si tratta di un’anomalia bulgara. La Croazia, entrata nell’euro nel 2023, ha accumulato da allora un differenziale di inflazione di 7,1 punti, il saldo delle partite correnti è stato negativo per circa 4 miliardi negli ultimi dodici mesi e la posizione netta sull’estero è scesa a -29 miliardi dai -23 dell’ingresso. Lo stesso copione hanno seguito i Paesi baltici tra il 2011 e il 2015 e, in precedenza, le economie più fragili della prima ora (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia), che hanno accumulato differenziali d’inflazione colmati solo dopo anni di crescita asfittica e compressione salariale.
L’Italia entrò nell’euro con una posizione netta sull’estero negativa per 90 miliardi, arrivata a -355 alla vigilia della crisi del 2011 (oggi è a +351). La Spagna, partita da -248, è arrivata a -1.016 miliardi. La Grecia da -106 a -222, il Portogallo da -60 a -190. Specularmente la Germania, entrata con un attivo netto di 142 miliardi e capace di mantenere un differenziale di inflazione costantemente inferiore alla media grazie al contenimento della domanda interna e dei salari, ha costruito un attivo netto di quasi 4mila miliardi. Sul fronte opposto, la Francia, che nel 2011 aveva interessi allineati a quelli tedeschi in quanto creditrice netta dell’Eurozona, è oggi la principale economia debitrice dell’area con un passivo di 885 miliardi.
Verrebbe da chiedersi, a questo punto, perché un’economia debba rinunciare alla propria valuta se l’esperienza insegna quanto sia arduo, quasi impossibile, sfuggire al deterioramento dei conti con l’estero una volta entrati nel club."
Francesco Lenzi (Il Fatto Quotidiano 10 agosto)
L'EURO E LA BULGARIA: LA MONETA PIÙ STUPIDA DELLA STORIA
"La sostanza è che anche la Bulgaria, entrata a far parte della moneta unica soltanto dal primo gennaio, sembra avviata verso un percorso molto simile a quello di altre economie che l’hanno preceduta nell’adesione all’euro e che segue quasi sempre lo stesso copione. Nella prima fase l’ingresso nella moneta unica viene salutato come un successo indiscutibile: il costo della raccolta bancaria si riduce, si spalanca l’accesso diretto alla liquidità della Bce, la fiducia dei mercati finanziari si consolida. Ne consegue un’espansione del credito che si riversa sulla domanda interna, alimentando crescita e consumi, non di rado accompagnata da comportamenti opportunistici di alcuni settori che, al cambio di valuta, approfittano per alzare i prezzi ben oltre la semplice conversione aritmetica.
Si apre così una fase di divergenza tra l’inflazione del Paese entrante e quella media dell’Eurozona, che va costantemente aumentando. Il Paese, con prezzi sempre più elevati rispetto ai partner commerciali, perde progressivamente competitività: le importazioni crescono, le esportazioni arrancano, il saldo con l’estero peggiora e, con esso, si accumulano più rapidamente passività nei confronti del resto del mondo, passività che a loro volta generano interessi e redditi da pagare all’estero, deteriorando ulteriormente il conto delle partite correnti.
Si arriva quindi, inevitabilmente, al momento della correzione macroeconomica, quello in cui si ripetono le solite formule sul “mettere in ordine i conti” e “fare le riforme”, che nella sostanza significano comprimere la domanda interna, principalmente attraverso un taglio reale dei salari, fino a riportare il saldo con l’estero in attivo e la dinamica dei prezzi in linea con la media della zona euro, se non sotto.
In appena sei mesi di adesione, la Bulgaria ha già accumulato un differenziale di inflazione di un punto percentuale con l’area euro, mentre il saldo delle partite correnti nei primi cinque mesi dell’anno è stato negativo per 4,5 miliardi di euro e la posizione netta sull’estero (la differenza tra attivo e passivo verso il resto del mondo) è peggiorata di 9,6 miliardi negli ultimi dodici mesi. Come detto, non si tratta di un’anomalia bulgara. La Croazia, entrata nell’euro nel 2023, ha accumulato da allora un differenziale di inflazione di 7,1 punti, il saldo delle partite correnti è stato negativo per circa 4 miliardi negli ultimi dodici mesi e la posizione netta sull’estero è scesa a -29 miliardi dai -23 dell’ingresso. Lo stesso copione hanno seguito i Paesi baltici tra il 2011 e il 2015 e, in precedenza, le economie più fragili della prima ora (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia), che hanno accumulato differenziali d’inflazione colmati solo dopo anni di crescita asfittica e compressione salariale.
L’Italia entrò nell’euro con una posizione netta sull’estero negativa per 90 miliardi, arrivata a -355 alla vigilia della crisi del 2011 (oggi è a +351). La Spagna, partita da -248, è arrivata a -1.016 miliardi. La Grecia da -106 a -222, il Portogallo da -60 a -190. Specularmente la Germania, entrata con un attivo netto di 142 miliardi e capace di mantenere un differenziale di inflazione costantemente inferiore alla media grazie al contenimento della domanda interna e dei salari, ha costruito un attivo netto di quasi 4mila miliardi. Sul fronte opposto, la Francia, che nel 2011 aveva interessi allineati a quelli tedeschi in quanto creditrice netta dell’Eurozona, è oggi la principale economia debitrice dell’area con un passivo di 885 miliardi.
Verrebbe da chiedersi, a questo punto, perché un’economia debba rinunciare alla propria valuta se l’esperienza insegna quanto sia arduo, quasi impossibile, sfuggire al deterioramento dei conti con l’estero una volta entrati nel club."
Francesco Lenzi (Il Fatto Quotidiano 10 agosto)