Ieri, un po' in sordina, l'Ordine nazionale degli psicologi ha approvato alcune modifiche al proprio codice deontologico. Due riguardano il consenso informato sanitario sia nel caso si tratti di adulti, sia di bambini o incapaci (oggi ad eccezione del tso, regolato per legge)⤵️
Ricordo le lodi di Bonaccini a meloni, gli abbracci, la visita in stivali di gomma. Tutto falso. I fatti dimostrano che il governo non vuole aiutare, ritarda per evidenziare colpe del csx, usando di fatto la tragedia come clava politica.
Continuate ad ammirare meloni.
Continuate.
L’odio che si abbatte su Michela #Murgia ogni volta che esprime un’opinione scomoda evidenzia che gran parte degli italiani non vede l’ora di liberare il proprio astio represso. Leggere e ascoltare frasi, anche sui media, intrise d’odio è ormai consuetudine. Lo trovo devastante.
Lo dico ai colleghi e alle colleghe della maggioranza: come avete potuto proprio voi accogliere oggi un ordine del giorno che introduce la tassa patrimoniale?Di nuovo create lo scontro in questo Paese: gli uni contro gli altri, i giovani contro i vecchi, i ricchi contro i poveri.
Conviene mettere i puntini sui puntini sulle i di Matteo Renzi. Non è tanto per il peso politico – pressoché nullo – del suo partito che galleggia tra le macerie del Terzo polo ma perché un Matteo Renzi che convoca una conferenza stampa in Senato per dichiarare di essere “l’unica vera forza di opposizione” è uno spettacolo che merita di non rimanere impunito.
Il leader di Italia Viva si inventa un ritrovo con i giornalisti a poche ore dalla polemica che ha investito il suo partito personale per l’allegra cena al Twiga con Daniela Santanchè di Boschi, Bonifazi e Nobili. Renzi non elude il punto ma come al solito finge. Simula serenità, nonostante abbia fatto il tavolo a quattro con i suoi parlamentari nelle private stanze: “A me non interessa dove va a cena Bonifazi – dice Renzi – come non mi interessa dove va a cena Richetti”.
Il nome di Richetti non è un caso: Renzi velenosamente fa riferimento all’accusa di molestie nei confronti del deputato calendiano. È il solito Renzi, vendicativo e pronto a mischiare personale e politico pur di cavare un ragno dal buco. Dice il leader di Italia Viva: “Mi interessa che quando vanno in aula portino avanti gli interessi degli italiani. Immaginare di imbastire una polemica sulle cene, è la stagione del grillismo di prima maniera. Parafrasando Pasolini si potrebbe dire ‘il grillismo degli anti-grillini’. Spero che la prossima volta – aggiunge – le sentenze della Corte Costituzionale abbiano lo stesso spazio delle cene di Bonifazi”.
Peccato che il senatore fiorentino sia talmente sbadato da non aver colto che è proprio l’atteggiamento dei suoi in Aula (prima della cena elegante con la ministra) ad avere acceso la polemica. La motivazione ufficiale della conferenza stampa è una nuova idea vecchia come Renzi. Il padrone di Italia Viva rispolvera il “sindaco d’Italia” incalzando Giorgia Meloni sull’elezione diretta del Presidente del Consiglio: “Meloni non ha avuto la forza di fare.
Chiacchiera, chiacchiera, ha un grande consenso ma fa melina”, insiste il leader di Italia Viva presentando una proposta che, sottolinea, “sulla carta ha la maggioranza”. E non manca, ovviamente, la stoccata all’ex amico Carlo Calenda: “Ricordo anche che era nel programma del terzo polo”, aggiunge Renzi. Noi ci permettiamo di ricordargli che il cosiddetto Terzo polo è finito nel bidone dell’umido.
A Calenda, Renzi dedica diversi attacchi nonostante gigioneggi dicendo che “su cosa pensa Calenda è giusto chiedere a Calenda, anche se lui spesso si esercita a dire quello che penso io” Sull’elezione diretta del premier è nel programma, poi si può cambiare idea. Sulla commissione Covid Azione ha votato a favore, poi non siamo una caserma si può anche votare no”, ha detto il senatore di Italia Viva.
Divisioni in vista anche sulla candidatura di Marco Cappato nelle elezioni suppletive nel seggio lasciato libero da Silvio Berlusconi: “La candidatura per il collegio Monza-Brianza la decideremo a settembre. Marco Cappato è capace di grandi battaglie, non sempre le condivido, dobbiamo però capire se l’obiettivo è vincere o partecipare. Se è partecipare Cappato ha un grande capacità, se l’obiettivo è vincere non lo so. Dovete chiedere al Pd. Noi decideremo negli organi all’inizio di settembre ascoltando il territorio”, ha detto Renzi.
La chiusura da brividi è il leader di Italia Viva che dichiara: “Siamo gli unici che fanno una opposizione seria e non ideologica, che non portano le badierine in piazza, ma le nostre proposte di legge”. Su Giustizia, fisco e salario minimo Renzi è in maggioranza da un bel pezzo. Lo sanno quasi tutti, manca solo lui.
(il mio pezzo per @LaNotiziaTweet in edicola)
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Sono grato a chi in questi giorni mi ha mostrato vicinanza, solidarietà, a chi, ponendosi domande, ha potuto vedere quanto questo governo di estrema destra stia restringendo gli spazi di #cultura, #antimafia, di confronto, critica e #libertà.
La vostra attenzione e la vostra vicinanza sono importanti, e non solo per me. Sono l’unica difesa. Lo squadrismo fratellista e leghista sta rendendo sempre più difficile il confronto, la critica al potere, la libertà di poter esprimere le proprie opinioni senza temere ritorsioni, che puntuali arrivano.
E come mostra la stampa internazionale, dal @guardian a @lemonde, dal @frankf al @nytimes, il nostro paese ha imboccato un percorso autoritario e decisamente pericoloso.
Il vostro ragionare, la forza di condivisione sono gli unici argini allo scempio.
Dopo la cancellazione della seconda stagione di #Insider, avvenuta per volontà di questo governo, sono state raccolte firme perché il programma possa tornare in palinsesto, nella sua collocazione originaria, ovvero a novembre per 4 sabati consecutivi. Grazie a @change.org e @articolo21.
Il governo di estrema destra, dopo aver vinto la lotteria delle elezioni (con l’astensionismo al 60% le elezioni sono diventate una lotteria), crede di poter scardinare la democrazia, non è così. Quanto a me, i miei libri, i miei canali - da Instagram a Youtube - sono spazi che restano come forma di resistenza. E sentire il vostro sguardo vigile, avere il vostro appoggio non mi fa sentire solo.
A Cervia, per l’annuale raduno della Lega, il giornalista Daniele Capezzone intervista Matteo Salvini. Lo intervista, come al solito, su quello che non sa perché Salvini si è costruito una carriera parlando a vanvera di argomenti che non conosce, abile nel dare la risposta che vorrebbero i suoi uditori. Anche per questo il ministro alle Infrastrutture nel corso della sua carriera politica – l’unica sua carriera, non avendo mai lavorato – talvolta riesce ad avere idee opposte sullo stesso argomento.
Capezzone è preoccupato. Il giornalista dice a Salvini che è molto “contento” che il governo “almeno freni” la transizione ecologica ma teme che le lacrime del ministro Pichetto Fratin possano essere un regalo “alla sinistra”. Gli avversari sono la loro unica ossessione: preferiscono finire arrosto pur di poter dire – anche ridotti in cenere – “abbiamo vinto noi”. Salvini gigioneggia, afferra il microfono e spiega che “d’inverno fa freddo, d’estate fa caldo”, certificando subito di essere un ignorante che non distingue il meteo dal clima.
Poi dice: “Io adoro la montagna. E quando vai sull’Adamello e sul Tonale e vedi i ghiacciai che si ritirano anno dopo anno ti fermi a pensare – ha detto sul palco – poi studi la storia e vedi che sono cicli. Il ghiaccio non arretra perché Capezzone sgasa con la sua Golf turbo”. Applausi scroscianti tra il pubblico. In fondo Salvini un po’ di ragione ce l’ha: l’unica nostra speranza è che si concluda il prima possibile il ciclo di Salvini e compagnia cantante.
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(il mio editoriale per @LaNotiziaTweet)