L'inaugurazione dell'ultima torre della Sagrada Familia si è presa la miglior coreografia e regia. Magistrale. Qualcosa di davvero spettacolare.
Le immagini da La 1 (rtve)
Il caporalato, che è sfruttamento e schiavitù, non viene combattuto con la dovuta severità perché a troppa gente conviene che le cose non cambino.
#Amendolara
Gideon Levy: «Ora che il genocidio è giunto al termine e la #Striscia di Gaza è stata quasi completamente distrutta, Israele sta avanzando con determinazione verso la fase successiva e [la soluzione finale del genocidio]: rendere l'intera popolazione di Gaza permanentemente invalida, ferita, malata, disabile, affamata, senza tetto e [senza futuro], malata e disoccupata».
Israele è stata inserita nella lista nera dell'ONU dei regimi responsabili di violenze sessuali, coloro che usano gli stupri come arma di guerra.
Serve una quantità considerevole di prove di violenze sessuali, sistematiche e diffuse contro i civili
perché il Segretario Generale dell'ONU inserisca un governo o un paese in questa lista infame di stupratori seriali.
Gutierrez ha evitato per anni le richieste di aggiungere Israele a questa lista nera dell'ONU, nonostante l'abbondanza di casi. Quindi, il fatto che abbia accettato di aggiungerlo ora, è l’ennesima conferma che Israele usa gli stupri e la violenza sessuale come arma di guerra.
Un altro genocidio nei centri di tortura israeliani che l'ONU ha ben documentato!
@federicofubini Cose di cui gli umani di questo secolo non riescono a capacitarsi: il cattolicesimo del Papa, il fatto che la pigrizia e la disorganizzazione e il velleitarismo siano monetizzati da aziende i cui introiti si basano sul nostro non metterci una mela in borsa al mattino.
E brava Italia! Prima per debito pubblico e ultima per crescita su 27 Paesi (stime Ue). Aggiungiamoci 11 milioni di persone a rischio povertà (Istat). Ma parliamo della famiglia del bosco o di rimpatriare chissà dove l’italiano di Modena
#governoMeloni
Il comandante #Libia davanti alla Corte dell'Aja. #Al-Buti con #Almasri ha spadroneggiato. Torture a #migranti e silenzi dei nostri governi.
Il procedimento è importante: per le vittime, per il diritto internazionale e per il giornalismo
@nelloscavo
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Stato ebraico? Non chiamatelo più così. Israele calpesta e disonora i valori dell'ebraismo. Il nostro dissenso all'interno della società israeliana e fra gli ebrei della diaspora mira a preservare l'insegnamento biblico della liberazione dalla schiavitù e della convivenza
"Complimenti alla FIT, non solo per Jannik ma per gli altri incredibili giocatori che avete. Non posso dire lo stesso per il calcio al momento. Scusate ma avete perso con la Norvegia e dobbiamo fare un po' di battute" #IBI26
Cos''è lo humor inglese?
È Re Carlo che durante la cena alla Casa Bianca dice a Trump "Ho notato le sue modifiche all'Ala Est. Devo dire che anche noi britannici, nel nostro piccolo, provammo a rinnovare la Casa Bianca nel 1814.
Nel 1814 i britannici bruciarono la Casa Bianca
🚨🇬🇧🇺🇸 L’ironia tagliente, molto ”british”, di Re Carlo:
“Lei ha recentemente commentato, signor Presidente, che se non fosse stato per gli Stati Uniti, i Paesi europei parlerebbero tedesco. Posso osare dire che, se non fosse stato per noi, voi parlereste francese”.
Pete Hegseth cita la Bibbia e dimostra di conoscerla talmente bene e di essere talmente sveglio da citare il passaggio letteralmente inventato di Ezechiele che Samuel Jackson cita in Pulp Fiction. Gli Stati Uniti in mano a una banda di deficienti
+++ Interrompo lo sciopero per segnalare un nuovo attacco in #Libano +++
È stato distrutto da #Israele il ponte di Qasmye. L’ultimo rimasto parzialmente in piedi nel sud, che ora rimane isolato, compresa @UNIFIL_
Eravamo stati lì pochi giorni fa sotto il tiro israeliano.
Quello che vi disturba, è che non c’è nessuno stereotipo, nessuno Sturmer, se non nella vostra testa: è la realtà della pulizia etnica, portata avanti da integralisti esaltati e messianici
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
Dio non benedice alcun conflitto. Chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe. Non saranno le azioni militari a creare spazi di libertà o tempi di #pace, ma solo la paziente promozione della convivenza e del dialogo tra i popoli.
#Beirut il più crudele dei giorni.
#Reportage dalla capitale del #Libano dove la raffica di esplosioni ha ridotto in macerie l’illusione del cessate il fuoco. Civili travolti e quartieri rasi al suolo dai raid di Israele
@nelloscavo@Avvenire_Nei
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