Sono e mi chiamo Carlo Iannelli, sono nato a Prato l’11 Luglio 1963 ove risiedo. Sono il babbo di Giovanni Iannelli, il giovane corridore toscano, pratese, di 22 anni d’età, morto a poco più di 100 (cento) metri dalla linea di arrivo, a causa ed in conseguenza dell’evento occorso, durante la tanto prevedibile quanto scontata volata finale di gruppo a ranghi compatti, della corsa ciclistica svoltasi il 5 Ottobre 2019 a Molino dei Torti in Provincia di Alessandria.
Sono un avvocato iscritto all’Albo di Prato sin dal 1990. Ho svolto il servizio militare nell’Arma dei Carabinieri. Sono un uomo che ha dedicato oltre 30 (trenta) anni al Ciclismo, facendo di tutto, tranne il corridore: sono stato Presidente della A.C. Pratese “1927”, una tra le più antiche Società ciclistiche d’Italia insignita dal CONI della Stella D’Oro al Merito Sportivo, organizzando centinaia, migliaia di corse per tutte le Categorie, dai Giovanissimi sino ai Professionisti con il Gran Premio Industria & Commercio di Prato; sono stato Vice presidente per 8 (otto) anni del Comitato Regionale Toscano della Federazione Ciclistica Italiana (di seguito FCI), affiancando il Presidente Onorevole Riccardo Nencini, sono stato per 8 (otto) anni Membro della Giunta Regionale del CONI in rappresentanza della FCI; ho fatto parte della Delegazione Italiana che ha presentato, nel 2010 in Australia, la candidatura al Campionato del Mondo di Ciclismo su strada, che poi l’Italia si è aggiudicato e che si è disputato a Firenze nonché in altre Citta della Toscana nel 2013, facendo parte altresì del Comitato Organizzatore; sono stato per 15 (quindici) anni un Giudice agli Organi di Giustizia della FCI, facendo parte dapprima della Corte Sportiva di Appello e poi del Tribunale Federale, anche della Sezione Disciplinare.
Nella mia “carriera” sportiva, da eletto e mai nominato, ho sempre cercato di dare, da volontario, nel solo ed esclusivo interesse della collettività, il mio contributo per un miglioramento dello Sport in generale, e del Ciclismo in particolare, con una particolare predilezione per il Ciclismo Giovanile e le così dette Società di base, ma anche per un miglioramento delle condizioni dei Corridori che, specie nelle Categorie più elevate, godono di tutele assai scarse.
Vorrei poter continuare a dare il mio contributo anche e soprattutto, concentrando l’attenzione su tema troppo spesso trascurato, se non addirittura ignorato, della Sicurezza dei ciclistici, con particolare riguardo alla questione della Sicurezza alle corse ciclistiche per evitare che in futuro possano succedere tragedie evitabili come quella relativa alla morte di mio Figlio Giovanni. Mi sono candidato alla presidenza del CONI con un principale obiettivo: riportare l’Etica nello Sport ! (nella foto sono con il mio Maestro Alfredo Martini) #carloiannelli #presidente #coni
UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA. Uno dei due vicepresidenti della società organizzatrice la corsa ciclistica dove, a 144 metri dalla linea di arrivo, è morto mio Figlio Giovanni, è Pierino Cereda, sindaco di Guazzora (AL). L’altro vicepresidente è Piero Angelo Cisi, vicesindaco di Alzano Scrivia (AL), colui che, al fine di depistare, dichiara il falso ai giornali (180 metri di transenne). Consigliere di quella società ciclistica è Adolfo Guagnini, sindaco di Alzano Scrivia (AL), colui che fa da supervisore all’installazione delle transenne (50 metri scarsi, meno della metà del minimo previsto obbligatoriamente dai regolamenti federali). Poi c’è il sindaco di Molino dei Torti Anna Fantato, il presidente della Provincia di Alessandria Gianfranco Toniolo ed altre Autorità poiché quella corsa ciclistica (che poi non si è mai più disputata) parte, transita più volte ed arriva proprio davanti al municipio di Molino dei Torti, proprio sotto il balcone del sindaco. Il padrino di quella corsa ciclistica è il Professor Renato Balduzzi, cittadino onorario di Molino dei Torti, avvocato in Alessandria, ministro della salute sotto il governo Monti, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, professore universitario, collega e collaboratore della ministra della giustizia Marta Cartabia ecc. ecc.. Quel giorno sono presenti anche i NAS dei Carabinieri con il loro comandante Colonnello Biagio Fabrizio Carillo, criminologo di fama. I Carabinieri di Castelnuovo Scrivia, il giorno dell’evento mortale di mio Figlio Giovanni, non svolgono nessuna attività d’indagine, non fanno un rilievo stradale, non fanno neppure una fotografia con il cellulare, non sentono le decine di testimoni presenti, neppure gli altri corridori coinvolti nella caduta, ma sentono solamente sul posto una componente del collegio di giuria la testimone clamorosamente falsa Giulia Fassina. Il presidente del collegio di giuria Luca Botta, con mio Figlio Giovanni morto, steso a terra sull’asfalto, emette un comunicato con su scritto nulla da segnalare. Il giudice sportivo del Piemonte omologa quella corsa ciclistica mortale senza provvedimenti. Il presidente della società organizzatrice Ennio Ferrari dichiara di non essersi mai preoccupato della sicurezza dell’ultimo chilometro; il programma di gara di quella corsa ciclistica viene approvato senza i documenti relativi alla sicurezza obbligatoriamente previsti. Ciononostante la procura federale della Federciclismo, che sin dall’inizio va a braccetto con la procura della repubblica di Alessandria, insabbia la vicenda. Il presidente della commissione nazionale direttori di corsa e sicurezza della federciclismo Roberto Sgalla, nonché funzionario della polizia di stato, direttore della scuola di polizia, prefetto a.r., direttore del centro studi americani ecc. ecc., fa il consulente della procura federale della federciclismo, al contempo fa pressioni, tenta di condizionare il giudizio della corte sportiva di appello della federciclismo secondo i desiderata della federciclismo e poi fa il consulente per il pubblico ministero di Alessandria Andrea Trucano (commettendo, durante lo svolgimento dell’incarico, almeno due reati per i quali non è stato perseguito dalla procura della repubblica di Alessandria) il quale, all���esito di quella perizia, a dir poco fuorviante ed in contrasto con elementi obiettivi, archivia il procedimento penale relativo all’ omicidio colposo di mio Figlio Giovanni. E così la procura della repubblica di Alessandria, ignorando le evidenze, travisando la realtà, ricorrendo ad aberrazioni giuridiche fondate su menzogne, omettendo attività d’indagine, non vuole neppure celebrare un giusto Processo per accertare la Verità ed assicurare la Giustizia per la morte di un ragazzo di 22 anni. #veritaegiustiziapergiovanniiannelli #giustiziapergiovanni Giustizia per Giovanni - 𝕊𝕚𝕔𝕦𝕣𝕖𝕫𝕫𝕒 𝕡𝕖𝕣 𝕥𝕦𝕥𝕥𝕚 GIUSTIZIA PER GIOVANNI
Democrazia modello Israele
All’ingresso di Roma, la polizia sta fermando tutti i pullman dei partecipanti alla manifestazione nazionale per la Palestina, sequestrano gli striscioni e vogliono l’elenco dei passeggeri
Israele con un attacco mirato ha ucciso la famiglia del corrispondente di Al-Jazeera Wael El-Dahdouh: moglie, 2 figli, un nipote. Avevano lasciato la casa dopo i primi bombardamenti e vivevano nel campo profughi di Nuseirat (centro di Gaza),definito “zona sicura” da Israele (1/2)
We may be witnessing the total obliteration of Gaza.
Political leaders refusing to speak out should feel eternal shame over the horror they are allowing to unfold.
Those of us who believe in peace cannot stay silent. We must say to the Palestinian people: you are not alone.
After a ten months long blockade, on September 19th Azerbaijan’s military launched a brutal shelling of Nagorno Karabakh.
My heart breaks as I learn about the stories of trauma, loss, and severe violations of human rights of thousands of Armenian families who are being forcibly displaced from Nagorno Karabakh and flee for Armenia in a mass exodus.
The situation that people in Nagorno-Karabakh are suffering right now, brings memories from History’s darkest hours. We often look back to those dark pages of indiscriminate killings, ethnic cleansing and concentration camps with remorse, and regret that no one did enough to stop it. We cannot bring back the victims from those past atrocities, but we are still in time to prevent genocide from unfolding in the Nagorno-Karabakh.
In the midst of this horror, we need immediate mobilization of emergency humanitarian aid through the Lachine Corridor and airlift and the deployment of international monitoring missions to put a stop to these crimes against humanity.
It is now urgent for international leaders to stand up against ethnic cleansing and use all possible political tools to put an end to military actions in the region.
Children have the right to live in peace in their homeland.
Photo: @CivilNetTV / Hasmik Khachatryan
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