Es difícil explicar desde cualquier otro país el peso mediático y emocional de Van Aert para Bélgica. Sirva este vídeo de un estadio de fútbol para ilustrarlo.
Ciao @vueling mañana arranca @lavuelta y mi maleta sigue en paradero desconocido. ¿La recojo yo en Barcelona antes de la etapa 5 o me llegará a tiempo?😉
Photographer Jered Gruber:
As we left Lucignano d'Asso today - I saw the beautiful colors of the Italian national champion jersey on the side of the road bent over in the dust.
We were going so fast - I caught a blink of the scene it will never leave me. and it was Alberto Bettiol leaning down to his completely limp (god I hoped only unconscious) teammate, Cristian Scaroni. He was gently slapping his face. That was it. Gently slapping his face.
And then we were gone in a swirl of dust and chaos. There was an ambulance behind us, so help was near but...that did not ease the deep empty feeling.
I later saw that I had a picture of the scene (because I really do take pictures of everything - sometimes unconsciously) - and the thing that stuck out to me was a small detail in the corner - it was Alberto's bike and it was many meters down the road from Scaroni. He had run back to him.
I kept checking back all day to see if there was any news - nothing. I assumed this was good news. Later on, Ash found some banal medical report - and his injuries are minor, if I recall correctly. I kind of hazed out when she said that he was ok and not in any critical condition. He's fine. He's more than fine. He's alive.
Bike racing is beautiful (this one especially). And it's so scary (this one especially). But yeah, the stories that stick with us - we don't really get to choose our memories, do we?
Trasporto racing, Multitrax scende in pista con il doppio piano Burgers Carrosserie.
L'azienda di Cremona presenta la gamma Burgers Racetrailers.
Sul nostro sito https://t.co/YoX8WvrgZi l'anteprima della pubblicazione di dicembre https://t.co/8JL1CDZuPw
#rottadeitrasporti
L’edizione 52 di Riflessi Magazine si intitola Tappe 🚵🏼 La storia di Filippo Ruvioli e del Centro per bambini con malattie genetiche rare è davvero un Tour del Destino.
Ho provato a raccontarla tra Monti Ventosi e traguardi spostati sempre più in là.
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𝗟𝗘 𝟰𝟬 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗨𝗠𝗕𝗘𝗥𝗧𝗢 𝗘𝗖𝗢
Ogni regola viene spiegata infrangendo la regola stessa con grande ironia.
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu. ”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stron*i usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.
Tullio Pericoli, Umberto Eco, 1980
#DBArte #BaroArte #arte
“Io credo nel destino. Credo che tutto sia già scritto. Quel 21 marzo non era il mio momento e mi è stata data un’altra possibilità, un altro giro di giostra”
Grazie @sonnycolbrelli per la chiacchierata. Sul nuovo #RiflessiMag. Dedicato al cuore - ovvio
https://t.co/dfN54Qg2kn