Ankara sent a message that no courtroom can erase: Turkey’s democracy belongs to its citizens. Tens of thousands rallied for CHP leader Özgür Özel @eczozgurozel , ending their march at Atatürk’s mausoleum, where the Republic’s promise still speaks. Erdoğan can disagree, campaign and compete. What he cannot do is use judges to clear the field. As European Democrats, we are clear: opponents are defeated by voters, not removed by power. That is the line between democracy and fear.
@ozgurozeliletsm@imamoglu_int
Un’altra notte terribile per Kyiv e per l’Ucraina. Le guerre e gli orrori in altre zone del mondo, da Gaza al Sudan, nascono nell’instabilità generata dall’invasione russa. Anche per questo la solidarietà con l’Ucraina è e deve essere al centro della nostra azione politica.
Questa mattina, dal finestrino della macchina che mi portava a Viterbo per un incontro con gli studenti universitari, ho incrociato per caso questo murales di Altiero Spinelli sull’Appia. Eppure devo essere passata decine di volte davanti a questa parete senza mai fermare davvero lo sguardo. Stamattina invece, proprio nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa, quella immagine si è imposta con una forza particolare.
Ho pensato che, al di là delle ricorrenze, delle celebrazioni ufficiali e delle citazioni rituali, Spinelli continui a essere una presenza viva nella nostra storia politica e civile. Non soltanto uno dei padri dell’Europa unita, ma un uomo che ha saputo trasformare studio, dissenso, isolamento e visione politica in un progetto concreto di libertà e democrazia sovranazionale.
Spinelli appartiene a quella rara categoria di donne e uomini che non si limitano a interpretare il proprio tempo, ma provano ostinatamente a cambiarne la direzione. Anche quando sembra impossibile e anche nella solitudine.
Ad Altiero, alle strade difficili e da percorrere ma che per la nostra Europa con coraggio percorreremo.
#altierospinelli
@MOVFEDEUROPEO@SpinelliGroup@JEF_Europe