Online da oggi #8Marzo il nostro #ebook#SguardidiDonne, Identità in viaggio. Vi abbiamo raccolto le #interviste al femminile che ci hanno allargato gli orizzonti, con qualche piccolo inedito
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Scaricatelo qui 👉 https://t.co/ZcKKEwfnem
#lottomarzo#festadelladonna
oh no forse sono troppo woke ma perché cazzo quella domanda di merda è stata fatta proprio guarda un po' a Sabalenka e non a qualunque altro tennista maschio che si sa si fa dei giustissimi cazzi propri quando non gioca dei tornei? ummmmmmmmmmm non lo so che strana coincidenza
Two amazing women. Two incredible competitors. A rivalry that reveals so much about tennis, life, friendship and a fight to overcome cancer together. The fight continues and all my strength, support and love goes out to you @ChrissieEvert ❤️ Stay strong.
A must watch.
@Martina
The Jannik Sinner Foundation, with valuable support from @gucci, has pledged $1.5M to GPE’s Girls’ Education Accelerator – a partnership arriving at a critical moment, as the largest generation of children in history comes of age.
#MultiplyPossibility
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#MultiplyPossibility
Atlante ragionato del pubblico del Foro, parte 1.
1. La fan boomer
Arrivata alla pensione nonostante la legge Fornero, ha ancora una famiglia, due gatti, una zia nubile e un ficus benjamin a cui badare. Temprata dalla vita, è l’unica con abbastanza stamina per zompare sopra ai bambini e strappare un selfie deforme con tutti i tennisti, da Sinner allo sparring di Maestrelli. Tornerà a casa con l’album dei Barbapapà, ma non importa. Only the brave.
2. Il vintage
Vive nel presente, ma con una certa ritrosia. Polo d’annata, occhiali da sole, mani in tasca, passo lento ma carico di memoria. Non guarda le partite: le interpreta. Ogni dritto gli ricorda qualcun altro. Ogni rovescio a due mani gli ricorda il fallimento della società capitalista. Col malcapitato seduto accanto a lui intavola un Ted Talk sui nuovi materiali che tolgono poesia. Lui ha visto tutto, soprattutto quello che non hai visto tu.
3. I sempre a disposizione di Volandri
Il mistero eterno e irrisolvibile.
Il più grande di tutti.
Un giorno, ma non oggi, prenderemo il coraggio a due mani e gli chiederemo perché. Arrivano vestiti come se dovessero giocare loro: completo tecnico, zaino con racchetta, cappellino che ha visto mille doppi falli. Sono quelli che se non si fossero rotti il crociato a quest’ora chissà. Ma coltivano ancora la passione: per amore, per risentimento. Il giovedì perfino sul cemento. Ad ogni errore mimano il gesto, danno indicazioni, annuiscono tra loro, sono severi ma giusti perche il ragazzo si farà.
Pippo, pensaci Pippo.
4. Il capiscer
Non va sul Centrale. Mai. Per nessun motivo.
È l’unico che sa come s’arriva al campo 16, quello costruito sull’isola che non c’è.
Assiste - rigorosamente in piedi - all’allenamento di un quali vietnamita che ha fatto ottimi quarti all’ITF di Santa Margherita di Pula. Tu guardi Berrettini da seduto. Lui lo sa e te lo fa pesare.
5. Il neofita perfezionista
Passa mesi chiedendo info su Reddit. Vuole sapere tutto. Dove si entra, l’umidità media, se il biglietto è gluten-free. Se può portare la borraccia, una canna da pesca, un trattore. Non si sa mai. Qualcuno però risponde sempre: l’anno scorso sono entrata con un pitbull zombificato ma meglio verificare nelle FAQ.
Gli interrogativi sono tanti. È una corsa contro il destino. Al neofita perfezionista non importa del tennis, vuole solo sopravvivere.
6. Il giornalista esordiente
Cammina avanti e indietro lungo il vialone sperando di incrociare lo sguardo di Meloccaro. Per avere l’accredito è andato all’incoronazione di Binaghi a Notre Dame la notte del 2 dicembre 1804. Ha superato le paure delle ipocondrie. Ha scritto email a notte fonda, mandato vocali, giurato su Open. Tutto, basta che serva per farsi una foto in sala stampa e metterla come immagine del profilo. A fine torneo la posterà ringraziando il tennis, la vita, il mondo che non si è fermato mai un momento.
#tennis #sinner #ibi26
Direi che quanto dichiarato da Spizzirri stesso in conferenza stampa chiude la partita, la questione, la polemica. Poi l'ha detto pure Carlitos vostro. Su, coraggio, cambiamo disco. On to the next drama.
Il 2016 era un meme per le catastrofi accadute una dopo l'altra a tutti i livelli (Bowie, Brexit, Trump...), ci fecero anche una mappa del tempo tipo gioco dell'oca. Quindi ovviamente un decennio dopo è diventato "l'anno migliore di sempre". L'umanità non cambia mai.
Raga per dirvi quanto sta crescendo il movimento del tennis in Italia, ieri ho fatto l'albero di Natale e ogni 3 palline che mi passavano ne sceglievo due e l'altra la lanciavo al raccattapalle
La crociata contro le "femministe" di Instagram finirà in niente, ma intanto sono riuscite, scambiando l'attivismo per popolarità e likes, a invalidare il lavoro di donne e uomini che fanno prevenzione e informazione nelle sedi adeguate, con coscienza, contraddittorio e impegno.
Recap
Zverev è una macchina sparapalle: questa volta non nel senso di dichiarazioni ma nel senso di tennis. Vince il primo set con determinazione, con quel bisogno di primavera che hanno gli esquimesi. Sinner sembra con un piede nella fossa e l’altro su una saponetta, poi ricorda il sondaggio della Gazzetta e porta a casa il secondo. Nel terzo è una lotta. L’austromonegasco tocca la coscia e si rincorrono ipotesi: forse crampi, follicolite da silk epil, microchip subchiappali, mononucleosi per procura. Arriva il 5 pari, la zona Cesarini del tennis. Serve sangue freddo come al parcheggio di Leroy Merlin. Per conquistare l’ultimo posto libero sai che dovrai correre più della Renault Clio che non vedi ma di cui percepisci la presenza: questione di riflessi, opportunismo, istinto del gol. Jannik ce l’ha e acchiappa il break del campione. A supporto delle tesi di Vespa, Sinner e Zverev sono di madrelingua tedesca e dei discorsi finali non capiamo nessuna cosa, ma del resto manco del foggiano.
Vienna è nostra. È solo un 500, direte voi, ma chi ha giocato a Risiko sa che bisogna conquistare tanti piccoli territori per arrivare alla leggendaria Kamchatka.
#sinner #janniksinner #tennis #erstebankopen