@UnmondodilibriC No, mai. Un libro lo regalo perché penso possa fare piacere a chi lo riceve, non per sbarazzarmene. E se un libro non è piaciuto a me, difficilmente lo regalerei: preferisco donare qualcosa che apprezzo.
Mi sembra un ragionamento capovolto. Non è una questione di programmi “pro Sempio” o “pro Stasi”. Se il caso è stato riaperto, è perché la Procura ha ritenuto che ci fossero elementi da approfondire. Se esiste anche solo la possibilità che un innocente sia stato condannato, è un dovere verificare fino in fondo, senza trasformare tutto in una gara tra tifoserie.
Hercule Poirot. Non solo per il suo genio investigativo, ma anche perché adoro l’atmosfera Art Déco che lo circonda: l’eleganza, gli interni raffinati, i viaggi in treno e quel fascino senza tempo. Sarebbe un incontro piacevole, tra una tazza di tè e una conversazione piena di piccole “cellule grigie”.
@UnmondodilibriC Se vivessi nel mondo di „Che bello vederti, Tilda“, di Jane Tara passerei il tempo a cercare di rimettere ordine nella mia vita. Con ogni probabilità ci riuscirei… nel modo più imprevedibile possibile.
@UnmondodilibriC Leggo quasi sempre più libri insieme. C’è il romanzo, spesso un thriller, che mi accompagna nell’immaginazione, e poi c’è il saggio, o comunque una lettura più impegnativa, che nutre il pensiero.
A mio parere, per il Gen. Garofano gli errori sono sempre degli altri: dei collaboratori o di chi non è d’accordo con lui. Peccato, perché la vera autorevolezza non sta nell’avere sempre ragione, ma nel saper riconoscere quando si è sbagliato. Dopo una lunga carriera, sarebbe un segno di dignità.
@Elisab58 Paragonare il DNA del caso Bossetti con il profilo genetico attribuito a Sempio mi sembra un confronto forzato. Sono contesti investigativi diversi, con caratteristiche e valore probatorio che non possono essere equiparati semplicemente perché si parla di DNA.
@lory_b11 A mio parere, il problema del Gen. Garofano è che è troppo concentrato su se stesso: tende a non riconoscere i propri errori, o ad attribuirli ai suoi collaboratori. Eppure, è proprio dagli errori che si impara.