Ma chi vi vota ci crede davvero alle corbellerie che raccontate? Credo di sì. Comunque, facciamo un po' di storia della Destra e vediamo l'elenco completo delle tasse introdotte, dei rincari o dei tagli alle agevolazioni fiscali decisi da questo governo:
Aumento dell'IVA sui prodotti per l'infanzia: L'aliquota su pannolini, latte in polvere e seggiolini auto è stata rialzata dal 5% al 10%.
Aumento dell'IVA sui prodotti igienici femminili: L'imposta su assorbenti e tamponi (tampon tax) è tornata dal 5% al 10%.
Aumento dell'IVA sul pellet: L'IVA sul combustibile in pellet per il riscaldamento domestico è stata riportata al 22% (annullando lo sconto temporaneo al 10%).
Settore Immobiliare e Casa
Cedolare secca sugli affitti brevi: L'aliquota è aumentata dal 21% al 26% a partire dal secondo appartamento messo in affitto breve. Inoltre, a partire dal terzo immobile scatta l'obbligo di inquadramento come attività d'impresa (soglia precedentemente fissata al quinto).
Tassazione sulle plusvalenze del Superbonus: È stata introdotta un'imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze ottenute vendendo immobili che hanno usufruito del Superbonus 110%, se la vendita avviene entro 10 anni dalla fine dei lavori.
Ritenuta sui bonifici parlanti: La ritenuta d'acconto che le banche applicano sui bonifici per i bonus edilizi e di ristrutturazione è salita dall'8% all'11%.
Aumento dell'IVIE: L'Imposta sul valore degli immobili situati all'estero posseduti da residenti in Italia è stata incrementata dallo 0,76% all'1,06%.
Mercati Finanziari, Banche e Criptovalute
Raddoppio della Tobin Tax (Imposta sulle transazioni finanziarie): Le aliquote applicate sui passaggi di proprietà di azioni e strumenti finanziari partecipativi sono state raddoppiate.
Stretta fiscale e prelievi su banche e assicurazioni: È stato introdotto un aumento temporaneo di due punti percentuali dell'Irap (con franchigia di 90.000 euro) e una contestuale stretta sulla deducibilità fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti accumulate dagli istituti di credito.
Tassazione sulle Criptovalute: È stata introdotta un'imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze generate da cripto-attività superiori a 2.000 euro all'anno, affiancata da un'imposta di bollo dello 0,2% sul valore dei cripto-asset detenuti.
Aumento dell'IVAFE: L'Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero è stata raddoppiata per i prodotti finanziari e i conti correnti, salendo dallo 0,2% allo 0,4%.
Altre Imposte e Tagli Lineari
Sterilizzazione dei bonus fiscali per redditi alti: Per i contribuenti con redditi superiori a 200.000 euro, i vantaggi derivanti dal taglio dell'aliquota Irpef vengono azzerati attraverso un taglio lineare di 440 euro applicato sul totale delle detrazioni personali d'imposta (escluse le spese sanitarie).
Accise sui carburanti: La scelta di non rinnovare il taglio temporaneo sulle accise di benzina e gasolio ereditato dal precedente esecutivo ha riportato le accise alla quota piena.
Facoltà di aumento della tassa di soggiorno: È stata concessa ai capoluoghi di provincia e ai comuni ad alta densità turistica la possibilità di elevare i massimali della tassa di soggiorno a carico dei visitatori.
Sugar Tax: L'imposta sul consumo di bevande analcoliche zuccherate, pur ereditata e ripetutamente rinviata, è entrata progressivamente nel perimetro delle entrate fiscali previste.
Insomma, mentre vi riempite la bocca con lo spauracchio della "patrimoniale" degli altri per spaventare gli elettori, la vostra tassa sul fumo di fatto la paghiamo ogni giorno alla cassa del supermercato, dal benzinaio o quando ristrutturiamo casa. Meno tasse per gli italiani? Sì, forse solo nei vostri manifesti elettorali.
Il Financial Times ha definito “un fallimento” la gestione italiana dei fondi del PNRR, 194 miliardi che dovevano cambiare il Paese e che non si capisce che fine abbiano fatto.
NON SAPEVO CHE UNA DONNA POTESSE ESSERE COSI SCHIFOSAMENTE FALSA ED IPOCRITA !!!
LEGGETE QUESTO BELLISSIMO POST di Vlasta Sikic.
Cara Giorgia Meloni,
al question time hai raccontato con orgoglio che sabato sei andata al supermercato a fare la spesa.
E avresti voluto dimostrare cosa, esattamente?
Che sei una persona normale?
Che conosci i problemi quotidiani delle famiglie italiane?
Che bastano due immagini tra gli scaffali per sembrare “vicina al popolo”?
Perché la differenza è semplice:
noi al supermercato ci andiamo per necessità, non per narrazione politica.
Ci andiamo facendo i conti mentalmente corsia dopo corsia.
Ci andiamo sperando che il totale alla cassa non superi quello che abbiamo sul conto.
Ci andiamo lasciando indietro qualcosa ogni settimana, perché ormai comprare tutto è diventato un lusso.
E allora dimmelo:
te ne sei accorta davvero di quanto costa vivere oggi?
Hai visto i prezzi della pasta raddoppiare negli ultimi anni?
Hai notato quanto pesa comprare carne, pesce, frutta, detersivi, pannolini?
Hai provato quella sensazione fastidiosa di prendere in mano un prodotto… e rimetterlo sullo scaffale perché “stavolta no”?
Perché è questo che fanno milioni di italiani.
Non le passerelle.
Non i video studiati.
Non le scenette costruite per i social con la musica giusta e la didascalia patriottica.
La realtà è fatta di stipendi che non bastano più.
Di pensionati che contano le monete.
Di genitori che saltano qualcosa per far mangiare i figli meglio.
Di ragazzi che lavorano tutto il mese e comunque arrivano in rosso.
E mentre la gente taglia, rinuncia, si arrangia, voi continuate a raccontare una favola dove basta una foto al supermercato per sembrare dalla parte del popolo.
Ma il popolo vero non ha bisogno di recite.
Ha bisogno di salari dignitosi, bollette sostenibili, affitti umani e prezzi che non cambino ogni settimana.
Magari la prossima volta, invece di raccontarci che sei andata a fare la spesa, prova a restare in fila alla cassa con chi deve scegliere se comprare l’olio o pagare una bolletta.
Forse lì capiresti davvero cosa significa “fare la spesa” nel 2026.
Perché trasformare anche il supermercato in propaganda politica è triste.
Ma ancora più triste è vedere persone applaudirti come se fosse un gesto eroico.
Noi non abbiamo bisogno della “premier del popolo”.
Abbiamo bisogno di qualcuno che smetta di prendere in giro il popolo !!!
Oggi, sul Corriere della Sera, Matteo Salvini ha rilasciato l’intervista più delirante della sua carriera.
Un concentrato di ipocrisia, vittimismo e smemoratezza selettiva.
Vale la pena metterne in fila cinque passaggi.
Primo.
“Quello che sta accadendo mi ha colpito come mai mi era accaduto, da trent’anni a oggi. È un prima e un dopo. Ho pianto vedendo i ragazzi che pregavano”.
Più dell’11 settembre, più di Bucha, più di Gaza. Più di Capitol Hill. Per Salvini, il vero spartiacque della storia non sono i genocidi, i golpe o gli attentati che hanno segnato il mondo: è la morte di Charlie Kirk.
Secondo.
“Mi ha colpito il fiume di rabbia e cattiveria, non più nascosta, esibita con il sorriso e senza vergogna”.
Parla proprio lui. Lo stesso che nel 2024, commentando l’uccisione di un migrante depresso da parte delle forze dell’ordine, disse: “Non ci mancherà”.
Lo stesso che da anni aizza i suoi seguaci contro migranti, persone LGBT+, donne, minoranze di ogni tipo.
Terzo.
“Domani stesso manderò una lettera ai presidi e ai rettori: mi metto a disposizione per andare a parlare nelle scuole e nelle università”.
A raccontare cosa? Di quando esibì su un palco una bambola gonfiabile per insultare Laura Boldrini?
O di quando convocò un presidio sotto casa di Elsa Fornero e aizzò i presenti dicendo: “Sono un pacifista, ma quando sento Fornero mi incazzo come una bestia e mi prudono le mani. Fortuna che non è in casa oggi”.
O di quando mise alla gogna sui suoi social degli studenti che lo contestavano, lasciando visibili i loro volti, compreso quello di un ragazzo con disabilità?
Quarto.
“Se una parte della sinistra legittima la violenza nei confronti di chi non la pensa come lei vivremo giorni difficili”.
Ma chi? Chi è che la starebbe legittimando? Quale leader, quale partito, quale movimento? Salvini non fa nomi, perché non ci sono. Accusa nel vuoto per coprire un fatto semplice: a legittimare la violenza, per anni, è stata proprio la sua propaganda.
Quinto.
“Dopo questo omicidio, cambierà completamente il segno del raduno di Pontida. È necessario che diventi un momento di riflessione sulla libertà contro la violenza. Mi piacerebbe un collegamento con il Brasile, dove l’ex presidente Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni perché primo nei sondaggi, altra eliminazione politica”.
Siamo alla follia. Nella stessa intervista in cui piagnucola contro la violenza, dice di voler invitare un uomo appena condannato per aver pianificato l’avvelenamento del presidente eletto Lula, l’assassinio del giudice Alexandre de Moraes e un tentato colpo di Stato.
Questo è Matteo Salvini: il vicepresidente del Consiglio che piange per Kirk, ride della morte dei migranti, paragona le avversarie a bambole gonfiabili e sogna di collegarsi con un golpista condannato in Brasile.
Se cercavate un’immagine dell’ipocrisia e della pericolosità di questa destra, eccola servita.