@marsetac@la_Biennale Grazie per le dettagliate informazioni, scelta vergognosa che espone la Biennale alla disinformazione e deformazione della realtà che purtroppo si può trovare sui social e in abbondanza nelle nostre televisioni, nessuna esclusa
@marsetac Bellissime parole ,sentite,profonde che rivelano integrità morale e conoscenza storica, grazie perché riesci sempre ad esprimere in modo magistrale anche il nostro sentire.
@marsetac Dovrei stampare i tuoi post e distribuirli a certi amici con cui mi tocca confrontarmi ,con la loro chiarezza e completezza forse riuscirebbero a far capire la realtà
Credo sia ora che i pacifinti compiano alcuni significativi gesti di umiltà. Intanto ammettendo di non aver capito nulla fin dall’inizio. Quando cioè noi tutti provavamo a spiegare che non c’era niente di ragionevole nelle pretese della Russia. Ma anche che le “cause profonde” di questa guerra criminale erano solo pretesti per nascondere la volontà di Putin di rivendicare il suo impero, e che non ha mai avuto alcun senso impegnarsi nella ricerca di una trattativa ad ogni costo con chi, da un quarto di secolo, governa applicando la sola legge del più forte ed ha violato ogni accordo, appena ha avuto l’opportunità politica e militare per farlo, senza pagarne le conseguenze.
Non più rinviabili sono anche le scuse da parte dei tanti che, ammaliati dalla propaganda pacifista (col culo degli altri), si sono autoproclamati depositari della più ovvia delle soluzioni. E intendo scuse non tanto verso di noi, ma piuttosto nei confronti degli ucraini, offesi, derisi, vilipesi e non creduti, nonostante la storia dell’ultimo secolo sia un racconto continuo di angherie, sopraffazioni e stermini da parte di quella Russia che proprio di Kyiv è la figlia ingrata e matricida.
Ogni menzogna, ogni manipolazione si è sciolta come neve al sole. C’è il mito della denazificazione, che Putin persegue da 11 anni, assoldando però lui stesso gruppi neonazi. Con la differenza che i nazionalisti ucraini hanno solo difeso la loro patria pagando spesso con la vita, mentre quelli russi da nazisti si sono anche comportati, commettendo crimini immondi già nel 2014, per poi ripeterli dal 2022. C’è poi la straordinaria fandonia delle stragi di russofoni del Donbass, che è in realtà Putin a perpetrare sistematicamente, bombardando, occupando, torturando e stuprando nelle regioni che diceva di voler proteggere. E ancora “l’espansionismo della NATO”, che altro non è se non l’ammissione nell’Alleanza atlantica di paesi che ne fanno democraticamente richiesta. Paesi che non sono e non saranno mai un pericolo per la Russia, ma che avvertono semmai la Russia come un pericolo.
Adesso che in pochi giorni il Cremlino ha rivelato candidamente di ritenere russa tutta l’Ucraina e di perseguire obiettivi “che non si possono ottenere per vie diplomatiche” è forse giunto il momento che i cantori della pace a prescindere, alzino quella bandiera bianca che da tre anni e mezzo vorrebbero veder sventolare a Kyiv ed ammettano che la pace della quale parlano da 40 mesi è in realtà sempre stata una resa, che avrebbe aperto una voragine in quel diritto internazionale che dalla fine della Grande Guerra regola i rapporti pacifici tra gli Stati.
Pacifisti e pacifinti - in modo inconsapevole i primi e irresponsabile i secondi - si sono dunque resi complici di un tentativo di rovesciamento delle democrazie liberali, del quale anche tanti politici, giornalisti ed intellettuali al soldo delle dittature o anche solo in cerca di notorietà dovranno rendere conto presto o tardi a chi li ha seguiti, ripetendo le loro menzogne.
Per chiunque voglia distinguersi da questi utili idioti, una soluzione c’è già, ed è tanto semplice quanto - di questi tempi - rivoluzionaria. Basta aggiungere alla parola “pace”, ogni volta che la si usa, l’aggettivo “giusta”, senza il quale si rischia di esprimere un concetto generico (dunque pericoloso) e persino antitetico al suo stesso significato. Perché una pace giusta è di norma anche duratura. Una che non lo è - lo dice la storia - rischia di essere l’inizio di una guerra, anziché la sua fine.
@marsetac@marcotravaglio Grazie di aver condiviso le tue gioie quotidiane! E’ tutto talmente assurdo che ci si chiede come fa un giornale con tali editoriali distonici possa ancora aspirare a vendere qualche copia……. Ma in fondo che importa. Basta essere invitato nei talk show
@marsetac@marcotravaglio E ‘talmente chiaro e documentato quello che dici che ogni volta mi chiedo come possa essere seguito e creduto un tale “giornalista”, forse dandogli meno visibilità come se fosse davvero un esperto nei vari talk show avrebbe meno credito e diffonderebbe meno disinformazione
@marsetac@IAIonline@NathalieTocci Le Uniche persone ormai da seguire per essere un po’ informati e non disinformati dalla propaganda sui media,sta diventando veramente imbarazzante il livello del nostro giornalismo
@tagadala7 Finalmente parole chiare ,che evidenziano profonda capacità di analisi politica,rigore morale e coraggio nell’esprimere la realtà senza compromessi, brava! Avremmo bisogno di più Rosy Bindi nel PD
@marsetac@marcotravaglio Ma perché viene invitato nei talk show, perché ha ancora credibilità? Sta distruggendo la vera informazione con la sua spocchiosa ironia, grazie ancora una volta per confutare con lucidità e aderenza ai fatti le tristi bugie che purtroppo stanno facendo presa su tanti