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Perché votare NO a Referendum Costituzionale?
Perché bisogna fermare Governo Meloni nel tentativo di modificare la Costituzione in maniera abietta?
Barbero spiega.
Raramente lo chiediamo, ma stavolta sì: bisogna condividere a manetta, perché possa arrivare a tutti.
Avanti!
C’è voluto uno storico e un intellettuale come Alessandro Barbero per smontare, in poco più di quattro minuti, quattro mesi di propaganda insopportabile del governo Meloni e dei suoi trombettieri di corte sul Referendum Giustizia.
E ci ha spiegato, da storico, come meglio non avrebbe potuto, perché lui voterà convintamente No.
Da leggere e ascoltare fino in fondo perché è di una chiarezza disarmante.
“Ci ho messo un po’ a decidere di intervenire sul Referendum perché è diventato terreno di scontro politico e io sono uno storico e un uomo di sinistra, per cui è evidente a tutti che voterò No, che bisogno ci sarebbe di dirlo.
Ma, studiando da vicino la questione, una cosa che mi è venuta voglia di dire è questa.
Intanto che il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici. La separazione di fatto c'è già.
Già adesso il magistrato che prende servizio decide in quale dei due ruoli lavorare e può cambiare una sola volta nella vita, e pochissimi lo fanno.
La verità è che al centro della riforma c'è la distruzione del Consiglio Superiore della Magistratura così come era stato voluto dall'Assemblea Costituente.
E allora spieghiamoci. Il CSM - si abbrevia così - il Consiglio Superiore della Magistratura è l'organo di autogoverno dei magistrati, con funzioni anche disciplinari. Cioè fa qualcosa che prima, sotto il regime fascista, faceva il ministro della giustizia.
Era il ministro, cioè il governo, cioè la politica, che sorvegliava la magistratura e che nel caso la sanzionava.
I padri costituenti vedevano benissimo che la separazione dei poteri è una garanzia indispensabile di democrazia, che il cittadino non è sicuro se si trova davanti inquirenti e giudici che prendono ordini dal governo e che possono essere puniti dal governo.
Per questo la Costituzione prevede che il CSM sia composto per due terzi da magistrati ordinari, eletti dai colleghi, e per un terzo da professori di giurisprudenza e avvocati di grande esperienza, i cosiddetti membri laici, eletti dal Parlamento.
Il CSM è la garanzia che la magistratura sarà sì in contatto col potere politico, ascolterà le ragioni del governo, ma sarà libera nelle sue scelte. Non dovrà obbedire agli ordini.
La riforma cosa fa? Prorio questo: indebolisce il Consiglio Superiore della magistratura, intanto perché prevede che sia sdoppiato: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. E che al di sopra del CSM ci sia un altro organo disciplinare, separato, anch'esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica.
Ma soprattutto la riforma prevede che in tutti questi organi i membri togati, come si dice, cioè quelli che rappresentano i magistrati, e che finora erano eletti dai colleghi, ebbene, la riforma prevede che siano tirati a sorte.
La giustificazione di questa misura pazzesca che non si usa in nessun organo di grande responsabilità, è che la magistratura è politicizzata e che quando vota la magistratura elegge i rappresentanti delle sue diverse correnti. E questo si vorrebbe evitarlo.
A me però, a me, a molti, sembra che un CSM, anzi due, anzi tre organismi, dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui, mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore. Dove di fatto il governo potrà di nuovo, come in uno stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni (…)
Per questo voterò no. E alla fine ho deciso che poteva aver senso che provassi a spiegare pubblicamente le ragioni per cui lo farò.”
IMMENSO Professore. Come sempre.
Ma mai così necessario.
Lorenzo Tosa
"it’s a very different feeling when you’ve got max verstappen in a red bull behind because you know it’s gonna be a matter of when he comes past you, not if"
INFO TECNICHE X SCIOPERO:
1) Per chi non lavora in servizi pubblici essenziali: potete scioperare senza problemi
2) per chi lavora in trasporti, sanità, energia: a meno che non siate precettati potete scioperare senza alcun problema
3) scuola è coperta da sciopero SiCobas
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È finita nell’unico modo possibile.
La Global Sumud Flotilla è stata fermata a 75 miglia da Gaza in modo illegale, criminale e terroristico da Israele in acque internazionali, in violazione di ogni diritto internazionale.
Ma, se qualcuno pensa che si tratti di una resa o di una sconfitta, non ha capito NULLA di cos’è e cosa è sempre stata la Flotilla: la più grande missione umanitaria della storia per Gaza.
Quella che si è spinta più avanti di tutte.
Quella che più di qualunque altra ha messo in difficoltà Israele, costringendola a mostrare il suo unico e vero volto: quello di uno Stato fuorilegge.
Ma questi uomini e queste donne straordinarie hanno fatto pure molto di più: hanno spostato la linea dell’orizzonte del possibile più in là non di qualche miglio marino ma di decine di anni nella consapevolezza del nostro potere, convincendoci, anzi dimostrandoci nei fatti, che non è vero che non possiamo fare nulla, che “Tanto non serve”, “Che cosa lo fai a fare?”, “Ma stai a casa tua!”, come ci ripetono quelli che non hanno abbastanza coraggio né fantasia per immaginare un destino diverso.
Queste mille persone, questi 51 italiani, tra attivisti, marinai, giornalisti, parlamentari, insegnanti, artisti, studenti, pensionati, semplici cittadini ci hanno detto che tutti insieme si può mettere a nudo la mostruosità di uno Stato genocida e, al tempo stesso, la complicità, l’ipocrisia, il silenzio assordante di governi - primo tra tutti quello italiano - che hanno fatto da scorta politica e mediatica al genocidio.
Il Re è nudo, ora lo sappiamo. Ce l’hanno detto loro.
Per oltre un mese li hanno sottovalutati, derisi, offesi, attaccati, li hanno accusati di tutto, fino all’ultimo istante disponibile.
Addirittura la Presidente del Consiglio Meloni è arrivata a dar loro la colpa preventivamente di far saltare il cosiddetto “piano di pace” di Trump. Che indecenza, dio mio, che indecenza!
Loro sono sempre andati avanti, nell’esercizio delle loro funzioni di esseri umani e forti del diritto internazionale e delle leggi del mare, che hanno messo sempre davanti a tutto, a schiena dritta, con una dignità infinita.
E io, oggi che è finita, voglio dire loro che è solo l’inizio, che siamo orgogliosi di loro, voglio dirgli GRAZIE, fargli sapere che non sono soli su quelle navi ma siamo in milioni qui, il loro equipaggio di terra, e scenderemo in piazza per urlarlo.
Che mi hanno commosso alle lacrime, e non mi succedeva non so nemmeno io da quanto.
Questi uomini e queste donne in questi 30 giorni ci hanno detto che “La Storia siamo noi, nessuno si senta escluso”.
Hanno letteralmente retto da soli sulle proprie spalle la dignità dell’intera Europa e dell’Italia.
Hanno fatto più loro per Gaza in quattro settimane, a bordo di navi da 12 metri, che l’Italia e l’Europa in due anni e nei due decenni precedenti.
E non li ringrazieremo mai abbastanza per questo.
Tosa