Concorrenti di quest’anno ho un messaggio per voi.
Siete riusciti a mettere d’accordo Twitter Instagram Facebook e TikTok… Fidatevi la cosa è grave. 😅 #grandefratello
Io sento di aver perso totalmente quel passaggio tra adolescenza e età adulta per colpa della pandemia, per me è molto pesante accettare di essere cresciuta e sento di non averlo metabolizzato a dovere infatti pensare al tempo che passa per me è diventata una condanna
Vivere da soli è bello ma quanto c4zzo è pesante cucinare ogni giorno, due volte al giorno qualcosa di nuovo
Cioè devo inventarmi le cose più sofisticate metterci 10 anni a cucinare, lavare 36289 pentole e utensili per poi mangiare in 3 minuti
Sto leggendo gli articoli su questa madre che avrebbe lasciato il proprio neonato in quella che oggi si chiama Culla per la vita e prima si chiamava Ruota dell’abbandono. Un luogo sicuro collegato ad un ospedale in cui lasciare un bambino che non si vuole o non si può crescere. Un servizio giusto, se non fosse che nel momento in cui tu offri quel servizio per evitare che una madre, magari incapace di gestire la situazione, magari spaventata all’idea di doversi rivelare o dover dare spiegazioni, sarebbe cosa opportuna rispettare il silenzio. Il silenzio di chi ha preso una decisione cercando l’anonimato. Il chiasso di questi giorni è indelicato e profondamente sbagliato. Il Policlinico ha diffuso la notizia, ha condiviso con la stampa il testo della lettera lasciata dalla madre, ci si è lanciati in identikit parlando di giovane età visto lo slang “giovanile” della lettera. Il primario, addirittura, ha rilasciato un’intervista parlando di sconfitta della società e invitando la madre a ripensarci, se vorrà. Ecco. Se io decidessi di non tenere mio figlio vorrei tutto tranne questo. Leggere sui giornali i titoli sulla mia scelta, il nome del bambino, i giudizi altrui, il testo della mia lettera spiattellato, il primario che ritiene la mia decisione una sconfitta per tutto il paese che non ha saputo ascoltare il mio grido di dolore (ma chi l’ha detto, poi?). Insomma. Non sbandierate queste opportunità come prova di grande civiltà se poi la scelta di una madre anonima la gestite come un lancio stampa di Sanremo. E non stupitevi, soprattutto, se la prossima madre, magari spaventata dall’eventuale clamore, il neonato lo lascia in un cassonetto.