Vergogna:
A Treviso ci sono 6000 appartamenti sfitti.
Alcune famiglie, che una casa ce l’avevano (pensavano di averla) sono state messe sulla strada da un fondo di investimento. L’amminsitrazione comunale, a dimostrazione del fatto che la politica può ben poco nei confronti del capitalismo d’arrembaggio, non ha potuto fare di più che offrire un albergo per una settimana. Attenzione, non stiamo parlando di famiglie in difficoltà economica, non stiamo parlando di gente che aveva occupato una casa, ma di famiglie normali con un normale lavoro in grado di pagare l’affitto della casa in cui vivevano. Semplicemente, questo fondo di investimento ha fiutato un affare più succulento e cioè la vendita di appartamenti vuoti a un prezzo ben superiore a quello d’acquisto, un affarone.
Benvenuti nel capitalismo 4.0, nel quale non puoi più nemmeno riferirti a persone fisiche, ma a fondi sconosciuti di sconosciuti proprietari: tu gli dici: “Che cazzo sta succedendo?!” loro ti rispondono con una pec.
Il fatto che l’amministrazione affermi che si tratti “di una questione tra privati“ abdicando così al proprio ruolo pubblico, come se la vita sociale delle persone fosse solo una questione tra privati, testimonia la resa politica di fronte a un sistema socio-economico che ha come unica regola i schei.
Ma non dobbiamo pensare che siano gli algoritmi, che siano i fondi anonimi a giocare con la vita delle persone; no, dietro questi algoritmi, dietro queste scatole di società, ci sono persone, persone in carne e ossa, che profittano dell’impunità garantita loro dal muro di anonimato tirato su dai schei, per superare qualsiasi regola, qualsiasi patto di convivenza sociale.
Fin quando i diritti basilari come la casa, la salute, l’educazione, saranno considerati elementi del dare e avere dello stupido gioco capitalistico, tutti saranno in pericolo, non solo i poveri, non solo gli emarginati già sufficientemente sbeffeggiati dal nostro sistema sociale. I centri storici delle nostre città si sono già trasformati in parchi giochi per turisti; l’adorazione dei schei, le nuove divinità pagane del culto del mercato, sta trasformando il popolo in una massa di questuanti, che dopo aver pagato fior di tasse a un sistema politico che serve solo a mantenere se stesso, si vede abbandonata e costretta a considerare i propri diritti fondamentali come privilegi a cui non tutti hanno accesso.
Natalino Balasso
Il leader dell'estrema destra inglese, lo spacciatore Tommy Robinson, incita alla rivolta antiimmigrati dal lussuoso hotel Metropol di Mosca, insieme a Quartino Musk.
Un'altra mezzasega putinista mantenuta a buoni pasto da Nonno.
E voi fareste la rivoluzione per questi pagliacci?
L'aspetto rilevante, qui, non e' DT che offende, aggredisce e poi se ne va rifiutandosi di rispondere.
L'aspetto rilevante e' la professionalita' ed il coraggio di @kwelkernbc di fronte ad un simile personaggio.
Ora provate ad immaginarvi una situazione simile in Italia. Aiuta a capire perche' c'e' piu' speranza si aggiusti la situazione politica USA che la nostra.
Senza giornalismo coraggioso ed indipendente non c'e' democrazia e, alla fine, nemmeno liberta'.
Recap #ArnaldiTiafoe
Potremmo cercare in mezzo a un elenco sterminato di aggettivi, nessuno basterebbe a raccontare quello che è successo ieri notte: Matteo Arnaldi è diventato il nome di un sentimento popolare.
Come tutti i sentimenti ne racchiude altri in proporzione variabile: tenacia, follia, caos, Supradyn potassio e magnesio.
Non è importante.
A fine match Matteo dirà che a un certo punto non è stato più tennis, ma una cosa diversa. Ed è vero. Quando ciò accade si avverte, perché una forma familiare d’un tratto assume significati più profondi. Come i campanelli che Magritte dipingeva qua e là: sembravano fuori posto ed effettivamente lo erano. Proprio per questo simboleggiavano la variabile impazzita che fa parte dell’esistenza, che lui amava definire una pianta ai margini degli abissi. I surrealisti erano un tantino drama queen, ma avevano anche dei difetti.
Comunque.
Ai margini dell’abisso di questo match Matteo ci si ritrova nel quarto set. Già avanti di due, Tiafoe sale 4-1 e in cuor nostro pensiamo sia finita. A quel punto un gruppetto di ragazzi italiani si carica sulle spalle Matteo, il match, il cuore nostro e la Repubblica. Sugli spalti il tifo assordante è tutto per l’americano, loro urlano senza sosta che ci credono e allora ci crediamo pure noi. Soprattutto continua a crederci Matteo e dal terreno sbuca una foglia: controbreak. Poi un’altra: parità. La pianta su quel margine la chiameremo Satana.
L’inerzia si ribalta: Tiafoe piove di sudore e Matteo arriva ovunque come se fosse fatto per il 70% di elastane. Si va al quinto, un capitolo di fantascienza post-apocalittica che saprebbe scrivere solo Douglas Abrams.
Dopo cinque ore e mezza Arnaldi vince. Risponde incredulo alle domande di Alex Corretja che lo intervista con gli occhi lucidi.
Poi corre ad abbracciare quei ragazzi.
È solo sport, dicono.
#tennis #rolandgarros
I criminali russi da ieri hanno lanciato più di 1560 droni, e un certo numero di missili balistici, su Kyiv. Cercano deliberatamente la strage di civili ancora una volta, mentre l’Italia fa il “padiglione Russia” alla Biennale di Venezia