"En medio de la noche entras en la casa de una familia palestina, no eres agresivo, pero la familia no te deja secuestrar fácilmente a su hija de 18 años, entonces luchamos. Empujones, insultos y le destrozas su casa".
Tomer Capone, actor sionista de la famosa serie The Boys, sobre como asaltaban casas y secuestraban niñas palestinas cuando era soldado del apartheid en Cisjordania.
"Me destinaron a Nablus, en el puesto de control de Huwara, Alli impedí el paso a un padre con su hija enferma que necesita ir al hospital porque anunciaron que no debíamos dejar pasar a nadie".
Estos monstruos sionistas son estrellas de las series estadounidenses, en vez de ser juzgados como criminales de guerra.
"Si, es bueno matar a niños y a bebés, matamos a niños en Líbano, en Gaza, en Irán... está bien hacerlo, yo ya he matado algunos".
Un soldado sionista se muestra orgulloso de sus crímenes contra niños en un video de chat online, donde admite haber matado a niños con una sonrisa.
Este es el ejército infanticida de "Israel", cobardes mataniños que luego se hacen la víctima en cuanto alguien les responde.
La historia completa detrás de la foto del TROGLODITA sionista que apareció en la portada de la revista "L'Espresso" es narrada por la dueña de la foto, Mia Abu Alrab
#LadoB | Sara Martínez contó que un perito le pidió que marcara el tamaño del pene de su padre en una regla
🗣️ “Me violentaron de una manera tremenda; no me olvidó más de la sonrisa del perito. Él me decía: 'Dale, decilo que al resto de las mujeres les encanta'”, dijo
Esteban Lazo: «#Cuba🇨🇺 recuerda hoy un nuevo aniversario de los cobardes bombardeos de aeropuertos de San Antonio de los Baños, Ciudad Libertad y Santiago de Cuba, preludio de la invasión por Playa Girón. El joven Eduardo García escribía,con su propia sangre,el nombre de Fidel»
Ana Kasparian acaba de leer el informe más condenatorio sobre las prisiones de Israel. La tortura sexual es una política estatal organizada, avalada por las máximas autoridades. Las mujeres son violadas durante días. Los hombres son violados por perros. Las boquillas de extintores se insertan en los cuerpos.
Así es como el estado moral de los medios occidentales se defiende a sí mismo y se niegan a informar. La violación como política estatal. La tortura como práctica organizada. Las mujeres y los hombres son violados de las formas más brutales.
Ni en Auschwitz hacían eso.
Katil İsrail, Filistinlilerin evini basıyor ve onları idam etmek için kaçırıyor
Yayalım tüm dünya görsün!! Bu katiller karşısında susmayın!! Lütfen seri paylaş!!
La risposta del vicedirettore de L'Espresso Enrico Bellavia all'ambasciatore istaeliano Peled.
"La scorsa copertina de L’Espresso sugli abusi dei coloni in Cisgiordania che l’ambasciatore 🇮🇱 Peled ha improvvidamente «condannato», insegna alcune cose. Innanzitutto, a noi che abbiamo molto da imparare. Anche da quello che facciamo.
Senza il ghigno beffardo del colono che irride alla donna palestinese, colto dall’obiettivo esperto di Pietro Masturzo quel racconto, intriso di sradicamento, violenza, sangue non avrebbe avuto la stessa forza. Perché dice di una pulizia etnica che punta a coltivare le spinte espansionistiche del Grande Israele.
E non ha nulla a che vedere con LA SICUREZZA nazionale. Non obbedisce a logiche, sia pure distorte o funzionali, di contrasto a minacce terroristiche.
È un’operazione di conquista condotta da civili, liberamente armati, spalleggiati dall’esercito 🇮🇱 . Un’annessione né lenta né silenziosa, in spregio al diritto, sotto gli occhi del mondo. In quella foto che ha fatto il giro del mondo c’è la sintesi e il grado zero del sopruso: lo scherno. Più di un corpo martoriato, stabilisce senza lambiccamenti il torto e la ragione. Documenta un surplus di prevaricazione nella sproporzione tra un maschio armato e una donna inerme, cacciata dal suolo che ha calpestato.
L’immagine su carta ha il privilegio di fissare l’istante e consegnarlo alla memoria. Duratura e non volatile, per quanto evocabile on demand in ogni istante, come nel mondo digitale. Ha il merito di aderire istantaneamente al nostro immaginario, di entrare nell’archivio del vissuto collettivo. Non richiede altro per essere richiamata. Non presuppone una ricerca, ma la nostra intelligenza. Naturale. Il web la veicola e la porta dove il settimanale non arriva. Oltre a conservarla per tutti.
Una straordinaria fotografia non basta, senza il lavoro rigoroso sul contesto. Se l’ambasciatore si fosse preso la briga di controllare – era in chiaro, sfogliando il settimanale dalla seconda pagina – si sarebbe evitato un infortunio e un corto circuito. L’infortunio di sollevare semplici sospetti «manipolatori» sull’immagine. Il corto circuito di impartire lezioni sull’uso della «responsabilità» e della «correttezza» che gli si sono ritorte contro da parte di chi non si è fermato alle figure, ma si è concesso l’ormai raro scrupolo di leggere.
La copertina è parte di un foto-racconto, corredato di una serie di minuziose informazioni raccolte sul campo da chi quella Cisgiordania la testimonia da anni. Non bastasse, Alae Al Said ha riscontrato ogni dettaglio, aggiungendovi la propria conoscenza di quella realtà. La partigianeria sui fatti non è mai un buon viatico per approcciarli o confutarli. Sedicenti esperti, sulla scia dell’ambasciatore, si sono spinti a sostenere che l’immagine fosse generata dall’Ia. Bastava documentarsi. Per gli scettici, esiste una versione video di quel lavoro e il New York Times ha pubblicato un reportage realizzato in quegli stessi frangenti. Nel quale, peraltro, è immortalato il medesimo colono.
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. In quello stesso posto dove i TERRORISTI non sono un’etnia, come i CRIMINALI non sono un popolo. Il GENOCIDIO si chiama con quel nome. E non si fanno sconti a chi nasconde o mistifica la realtà. Neppure in nome della Storia".
"Si atacas a sionistas, te perseguiremos por el resto de tu vida, gracias a Google, si buscas un trabajo o una pareja, ahí estaremos haciendo nuestro trabajo. Presionaremos a las empresas y su CEO dimitirá, los trabajadores serán despedidos, monitoreamos todo".
Liora Rez, fundadora sionista de la organización StopAntisemitism, amenazó con destruir la vida a todo aquel que ataque a "Israel" y advirtió que están monitoreando a todo el mundo gracias a los sistemas que les ofrece Google.
Son discursos persecutorios propios de dictaduras fascistas del siglo pasado, al estilo nazi, debes apoyar al Reich o sufrirás las consecuencias.