Absit iniura verbis:
Essi non conoscono la vergogna.
Sono criminali assassini, che compiono deliberatamente stragi di centinaia di migliaia, forse milioni, di persone, in nome dei loro enormi interessi finanziari.
Per un generico esempio, cosa volete che importi a BlackRock, Vanguard, StateStreet, l’etica?
Si tratta solo di diffamare e isolare una mente libera, di schiacciare una piccola formichina, che ha solo una piccola fionda, chiamata Verità.
E non mi rispondete, vi prego, di denunciarli alla @PoliziaPostaleX.
Per ottenere cosa?
Per farmi sequestrare computer e cellulare, per cercare ipotetiche immagini pedopornografiche, finendo sui titoli di giornale?
Nell’italetta, l’onere della prova sta alla vittima.
Troppe volte ho sperimentato questo perverso meccanismo della magistratura corrotta.
Grazie, ma la “Giustizia” italiana non ha più la mia fiducia, perché risponde solo ai padroni del vapore, che voi ben conoscete e a cui affidate ancora i vostri investimenti e di cui rilanciate gli slogan, inconsapevolmente.
La benzina scende e #giuseppeconte#M5S storce il naso: "Un palliativo".
Il bollo sparisce e lui borbotta: "Non sappiamo come verrà finanziato, ce lo dovete dire".
- Autore: Roberto Riccardi.
Chi paga. Detta dall'uomo del Superbonus dato alla cieca, la domanda suona ridicola.
La risposta comunque esiste.
È scritta nel decreto legge 162, in Gazzetta Ufficiale dal 17 settembre: i soldi arrivano in gran parte dai risparmi sul Pnrr.
Il fastidio, però, non riguarda le misure. Riguarda chi le firma.
Giorgia Meloni a Palazzo Chigi ci è arrivata vincendo le elezioni. Conte ci arrivò nel 2018 senza essersi mai candidato, scelto a tavolino per un contratto di governo.
Il potere gli è caduto addosso. E chi lo riceve in regalo lo vive come un diritto, perderlo come un torto.
Poi venne il lockdown, con l'Italia chiusa in casa ad aspettare le sue dirette serali. Una popolarità che nessuna urna gli aveva dato. Quell'applauso non l'ha più dimenticato.
Da allora non si è più rassegnato. Ha governato con chiunque pur di restare, si è preso il Movimento, ora pretende di guidare pure gli alleati.
Eppure, da capo dei 5 Stelle, un'elezione nazionale non l'ha mai vinta.
Ecco la gelosia. Vedere chi toglie una tassa e dice dove prende i soldi, mentre lui può solo promettere, gli brucia.
Chi il potere non l'ha mai conquistato nelle urne, per riaverlo deve comprarlo con promesse sempre più roboanti.
La domanda su chi paga cade come il cacio sui maccheroni, visto il suo programma elettorale. Una somma di debiti futuri, capaci di mandare per stracci l'Italia.
Sul suo tavolo infatti c'è il "Capitale 18": 15mila euro a ogni diciottenne di famiglia con meno di 300mila euro di reddito, cioè quasi tutti.
Costo stimato: oltre 8 miliardi l'anno, più di tre volte il bollo.
Per l'economista Riccardo Trezzi il conto dell'intero programma dei 5 Stelle potrebbe arrivare fino a 120 miliardi l'anno, con coperture per 13,5, per giunta una tantum.
Il resto è debito sul groppone degli italiani.
E con i conti di Giuseppi conviene tenersi larghi. Il bonus facciate doveva costare 6 miliardi. È costato 26.
Nel programma c'è pure il ritorno del Reddito di Divananza, versione 2.0. Stavolta, racconta il Sole 24 Ore, lo prenderebbero pure i 580mila occupabili, quelli che oggi ne sono esclusi perché in grado di lavorare.
Per il Capitale 18, in verità, una copertura l'hanno indicata: più tasse sulle eredità. Peccato che quell'imposta incassi un nono di quanto servirebbe, come ho già dimostrato in un altro articolo.
Delle due l'una. O il conto lo paga la casa di famiglia, il giorno in cui i ragazzi la ereditano. O diventa debito. E il debito, prima o poi, lo ripaga chi oggi è giovane.
In tutti e due i casi i 15mila euro di Conte li restituiranno, con gli interessi, gli stessi diciottenni che li riceveranno.
È il primo regalo di compleanno che il festeggiato salda di tasca propria.
Non è una profezia, è un precedente. I regali di Conte arrivano sempre con la fattura. Il Superbonus, ha spiegato Giorgetti, pesa ancora sulle casse dello Stato per 40 miliardi quest'anno e per altri 20 il prossimo.
Lo pagano pure gli italiani che un cappotto termico non l'hanno mai visto.
Chi è venuto dopo quel conto lo sta onorando. Nel 2022 il deficit viaggiava all'8,6% del Pil. Nel 2025, certifica l'Istat, è sceso al 3,1%.
A sinistra diranno che manca un decimale per uscire dalla procedura europea. Il governo ha già risposto che, senza l'esborso del Superbonus, il 2025 si sarebbe chiuso sotto il 3%.
Il meccanismo è vecchio quanto la Repubblica dei partiti. Da cinquant'anni la politica italiana compra il consenso di chi vota oggi e manda il conto a chi non vota ancora.
Pensioni baby, assunzioni pubbliche a pioggia, bonus a debito: ogni stagione ha lasciato ai figli una rata da pagare.
Continua sotto nel primo
commento ⤵️