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semplicemente Dio
Questo ha preso un Milan vincente. Ha cacciato via la storia. Ha cacciato via il futuro capitano. Ha nominato AD, un ex CFO di fondi equity. E dopo 3 anni ci ritroviamo al punto morto con AD, ex ATP, senza DS e senza allenatore a metà giugno. Sembra una barzelletta.
Il 12 giugno l’AC #Milan, uno dei club più importanti della storia del calcio, si ritrova senza allenatore e senza dirigenti.
Per chi avesse ancora dei dubbi, stiamo vivendo senza dubbio la pagina più bassa, indegna, raccapricciante e buia della storia del Milan.
Il tutto targato #RedBird.
VERGOGNA @acmilan
Hanno cancellato la storia, l’anima e l’identità del Milan.
Il Milan non è un algoritmo finanziario.
Il Milan è appartenenza, leadership, carisma, cultura della vittoria.
E il giorno in cui hanno deciso di umiliare e cacciare Paolo Maldini hanno distrutto l’ultimo ponte con la vera anima rossonera.
Hanno mandato via l’uomo che incarnava il Milan più di chiunque altro.
L’ultimo custode della sua identità, della sua credibilità, della sua fame di vincere.
Da quel momento è iniziato il vuoto.
Un vuoto tecnico, umano, emotivo.
Hanno pensato di poter sostituire la storia con i numeri, la competenza con l’arroganza, il milanismo con il marketing.
E soprattutto hanno creduto di poter prendere in giro i tifosi, continuando a raccontare favole mentre il club crollava pezzo dopo pezzo.
Oggi restano soltanto macerie.
Una squadra senza anima, senza leadership, senza paura negli occhi degli avversari.
Quella di stasera non è stata una sorpresa.
È stato soltanto il giusto epilogo.
Un epilogo scritto da tempo, inevitabile, perché quando rinneghi la tua storia, prima o poi la storia ti presenta il conto.
Cardinale, Furlani, Ibra, Moncada,Tare, Allegri.
Un mostro a 6 teste privo di anima.
Tutto ha un origine, è una perfetta catena, il campo è specchio della realtà. Una società debole, con le spalle piccole. Avete sottratto al tifoso la bellezza di sognare!
Non c'e mai stato un progetto sportivo, tutto si ripete ciclicamente in un maledetto loop dell'orrore, ogni fine stagione il castello crolla. Rose mai all'altezza, sempre disfunzionali, toppe su toppe messe per allungare l'agonia.
Ora vi prendete le vostre responsabilità e sparite, tutti e liberate il Milan.
Incompetenti e presuntuosi.
Che spettacolo indegno, ed indegno è anche un termine contenuto. Non c'è nulla da analizzare, non funziona nulla nel Milan. La testa, la tattica, la tecnica, il contesto, la costruzione della rosa, la forza societaria, l'identità. Sono emersi tutti i limiti nel momento decisivo. Una lenta discesa. Iniziata con un mercato invernale passivo, li dove si poteva mettere una pezza ma non si è voluto.
Soldi su soldi buttati in estate.
Le colpe sono anche di Allegri sia chiaro, perchè il girone di ritorno è indegno. Cosa percepisce la squadra da dentro, vivendo tutto questo? E siamo sempre li, la Società forte che manca.
Questa squadra è crollata,
Deve essere fatta chiarezza dall'alto, il coraggio di ammettere che non si è lavorato bene, un passo indietro di qualcuno, una filosofia diversa dall'altro.
Il Milan non è un business, potrebbe esserlo con un progetto sportivo sano, che ricerchi i risultati... invece nemmeno gli asset sapete scegliere e coltivare, nemmen business sapete fare.
Invece di aumentare il valore dei calciatori, lo fate crollare....sparite !!!
L'unico vero segnale che può dare #Cardinale è cambiare tutto il management, da #Ibrahimovic a #Furlani. Inserire dirigenti di calcio e non di finanza, una struttura tradizionale. Altrimenti soliti slogan già letti. Ma al momento l'unico fuori è #Tare...
È tutto il giorno che provo a buttare giù due righe a commento del giorno dopo l'ennesima disfatta, una delle più amare, ma la lucidità è paragonabile a quella del giorno successivo ad un addio al celibato, senza però il divertimento della setata. Come antidoto a quanto di brutto si è vissuto ieri a San Siro, tribune comprese, utilizzo quindi la foto di Claudio, il tifoso ripreso ad Anfield mentre piangeva dopo il gol di Brahim Diaz che è valso il momentaneo 1-2 contro il Liverpool. Nelle sue lacrime c'è tutto quello che i tifosi vorrebbero far capire alla proprietà e che, volente o nolente, non è stato minimamente compreso in questi 4 lunghi anni. I sentimenti non si incasellano nelle tabelle di excel.