✍🏻 Roberto Riccardi
Elena di Troia non era nera e mai potrà esserlo. Qualcuno lo dica a quel somaro del regista Christopher Nolan, la cui Odissea uscirà il 17 luglio nelle sale di tutto il mondo, con Lupita Nyong’o nei panni di Elena e di sua sorella Clitennestra.
È l’ennesima invenzione farneticante del woke che ha impestato Hollywood e schiavizzato le case produttrici. Il woke è il moralismo dei mediocri travestito da giustizia sociale: una religione laica senza Dio, ma piena di peccati, eresie, scomuniche e tribunali.
Non cerca uguaglianza: pretende obbedienza linguistica, culturale e simbolica. Il suo metodo è semplice: riscrivere la storia, colpevolizzare l’Occidente, cancellare il merito, degradare l’identità europea a materiale intercambiabile e chiamare tutto questo “inclusione”.
Torniamo a Omero, visto che Nolan non lo ha mai letto e sui giornali la sinistra si affaticherà per inventare giustificazioni creative.
Non vi spaventate nel leggere, sarò breve con il greco antico, poi seguiranno degli esempi su altri film che vi lasceranno a bocca aperta.
Iliade, libro terzo, verso 121: “Iride venne come messaggera da Elena dalle bianche braccia.” Il termine è λευκωλένῳ, da λευκός, bianco, chiaro, e ὠλένη, braccio. Esiodo la chiama ξανθὴν Ἑλένην, Elena dai capelli dorati.
Nella lirica, la sorella Clitennestra riceve l’epiteto κυανῶπις, dagli occhi scuri, nero-bluastri, secondo un codice estetico greco ben riconoscibile. Occhi scuri e capelli chiari: un tipo mediterraneo specifico, che non ha nulla a che fare con l’Africa subsahariana.
Ma c’è un argomento che chiude il caso con la forza di un macigno. Nella tradizione troiana esiste Memnone, re degli Etiopi, figlio di Eos e Titono, che porta il suo esercito africano sotto le mura di Troia. L’universo epico greco conosce l’Africa. La sa distinguere.
Se Omero avesse voluto fare di Elena una figura africana, aveva gli strumenti lessicali, geografici e mitologici per farlo. Non l’ha fatto. Questo non si discute, si constata.
Elena è figlia di Zeus e di Leda, la moglie di Tindaro re di Sparta. Cresce nella casa spartana, sposa Menelao re di Sparta. È una figura del mito greco-spartano fino al midollo. Si può reinventarla, ma dal genere storico si passa al fantasy per ignoranti.
Non è la prima volta che qualcuno cambia le carte in tavola. È un programma.
Biancaneve, la principessa il cui nome significa “bianca come la neve”, è stata affidata da Disney a Rachel Zegler, di origini colombiane. La sceneggiatura ha riscritto l’origine del nome: non più la pelle candida dei Grimm, ma una tempesta di neve.
Il principe è stato definito dall’attrice uno stalker. Il bacio che spezza l’incantesimo è stato presentato come atto non consensuale su una donna in coma.
La soluzione: una canzone in cui Biancaneve chiede preventivamente di essere svegliata con un bacio, modulo di consenso in forma di duetto musicale.
I sette nani, l’unico ruolo che Hollywood offriva ad attori affetti da nanismo, sono stati cancellati e sostituiti con creature in CGI. Per proteggerli, li hanno eliminati. Risultato: 336 milioni di budget, 205 di incasso, 170 milioni di perdita. Uno dei più grandi disastri al botteghino del 2025.
Anna Bolena, regina d’Inghilterra, decapitata nel 1536, personaggio storico documentato in ogni ritratto dell’epoca, è stata interpretata dall’attrice nera Jodie Turner-Smith. Anche il fratello George è nero.
La famiglia Tudor, interamente africana. La produzione l’ha chiamato “identity-conscious casting”, definibile con le parole del ragionier Fantozzi: “Una stronzata pazzesca.”
Cleopatra, sovrana macedone-greca della dinastia tolemaica, è stata rappresentata come donna nera in un documentario Netflix. Non finzione: formato factual. La regista ha ammesso su Variety che il casting era “a political act.”
Il governo egiziano ha risposto ufficialmente: Cleopatra aveva “tratti ellenistici, pelle chiara.” L’archeologo Zahi Hawass ha definito il documentario “completely fake.” Gradimento del pubblico su Rotten Tomatoes: due per cento. Di tutti i faraoni della storia egizia, Hollywood ha scelto l’unica greca di nascita per farne una donna nera.
Bridgerton racconta un’aristocrazia multirazziale nella Londra della Reggenza, dove la schiavitù era ancora legale. The Gilded Age presenta un farmacista nero laureato con servitù nella New York del 1880, meno di vent’anni dopo la fine della schiavitù.
La Sirenetta danese diventa nera. Gli Elfi di Tolkien diventano neri. Un rapper interpreta un bardo omerico perché, parole di Nolan, “la poesia orale è analoga al rap.” Nessun attore greco nel cast. Zero, fatta salva qualche possibile comparsa.
E qui si apre la voragine del doppio standard. Scarlett Johansson fu costretta a rinunciare a un ruolo perché doveva interpretare un transgender senza esserlo. La stessa Johansson fu attaccata per Ghost in the Shell perché interpretava un personaggio giapponese.
Dunque: un’attrice bianca non può interpretare un giapponese né un transgender. Ma un’attrice nera può interpretare una regina spartana, una Tudor e una sovrana macedone. La rappresentatività è sacra, ma solo in una direzione.
Ogni cultura merita fedeltà, tranne quella europea. Quella si riscrive a piacimento e chi protesta è razzista.
I greci lo hanno capito. Su Greek City Times hanno scritto a Nolan: “Non siamo scomparsi dopo l’età del mito. Siamo ancora qui.” Il deputato Papanikolaou ha chiesto chi abbia concesso i permessi di ripresa in Grecia senza controllare il casting.
Ma il punto vero non è il casting. Il punto è cosa succede nella testa delle persone.
Nel 2013 la deputata grillina Tatiana Basilio vide su Facebook una docufiction americana, “Mermaids: The Body Found”, falso documentario con un finto scienziato.
Postò il video: “Prove schiaccianti, sei scienziati le hanno viste.” Una deputata della Repubblica che certifica l’esistenza delle sirene perché ha visto un filmato su internet.
È lo stesso meccanismo. Milioni di spettatori vedono un “documentario” Netflix e credono che Cleopatra fosse nera, al punto che il governo egiziano deve intervenire per ristabilire la verità.
Milioni di ragazzi vedranno Nolan e registreranno che Elena era nera. Nessuno di loro aprirà mai il terzo libro dell’Iliade. Nessuno cercherà un ritratto di Anna Bolena.
Non si tratta di doppio standard. Si tratta di riscrittura sistematica della memoria collettiva occidentale, condotta attraverso l’unico strumento che oggi ha più autorità dei libri di testo: lo schermo.
Chi controlla lo schermo controlla la storia. E chi controlla la storia controlla l’identità di un popolo.
Omero, quasi tremila anni fa, affidò la trasmissione dell’identità greca a un bardo cieco che cantava versi. Oggi Hollywood affida l’identità europea a un regista che non sa leggere quei versi.
La differenza è che il bardo cieco vedeva più lontano.
Peraltro, basta fare un'analisi storica su come intendessero i greci la bellezza e qual è l'esatto significato di "bianche braccia".
Nella cultura greca antica, la bellezza era associata alla bianchezza della pelle. Più questa era pallida, quasi eterea, e più la donna era considerata bella. Tant'è che le donne aristocratiche cercavano di non esporsi al sole per non abbronzarsi e diventare così "popolane".
Peraltro, seppure sia vero che le donne greche erano mediterranee e dunque per lo più avessero i capelli scuri e gli occhi castani o neri, il popolo greco confinava con i popoli illirici, i traci e i macedoni, e dunque, attraverso "contaminazioni" etniche, non era così improbabile trovare donne e uomini dai capelli biondi e/o con gli occhi azzurri. Tant'è, per esempio, si dice che Alessandro Magno (macedone) avesse i capelli biondi (famosa è la storia del leone raccontata da Plutarco). Lo stesso Omero, poi, descrive Achille e altri eroi come uomini dai capelli biondi, e lo fa anche con i "barbari" del nord (cioè traci, macedoni e illirici). I traci poi potevano essere alti, robusti e con i capelli rossi o biondi. La dea tracia Bendis viene descritta con i capelli chiari.
Ora qualcuno ha scritto questa benemerita idiozia: "l'Odissea non è mica un fatto storico, è un fantasy antico. Dunque, liberamente interpretabile."
Una simile affermazione denota ignoranza perché non sa distinguere il fantasy dal mito. Il mito è un racconto radicato in una precisa cultura ed etnia. Tutto ciò che ruota intorno al racconto mitologico ha un substrato culturale, etnico e religioso preciso. Non è un fantasy, dove ci puoi mettere nani, elfi, astronavi e alieni e fare un'allegra insalata etnica senza che qualcuno ti dica alcunché, anche se nani ed elfi, invero, appartengono alla mitologia nordica e dunque anche qui si porrebbe lo stesso problema visto per l'Odissea.
Il fenomeno che spinge a rileggere le opere letterarie storiche e mitologiche con gli occhi dell'ideologia woke è semplicemente una variante aggressiva e manipolativa del "presentismo storico", uno dei fenomeni più detestati perché usa i canoni "culturali" moderni (spesso ideologici) per leggere gli eventi e le culture del passato.
‼️JE SAISIS LE PROCUREUR DE LA RÉPUBLIQUE.‼️
Avec l’aide de mon avocat, j’ai rédigé une saisine du procureur de la République. J’ignorais qu’un verre de vin pouvait nécessiter un contrôle de conformité idéologique ; je préfère donc laisser la justice répondre à cette question.
À défaut d’obtenir une explication convaincante, j’obtiendrai une réponse de droit.
Weltweite Allianz gegen ANTIFA?
US-Außenminister Marco Rubio lädt mehr als 60 Länder nach Washington ein, um gemeinsam gegen die ANTIFA und linksextremistische Bewegungen vorzugehen.
GUT SO❗️
Die USA übernehmen die Führung - weil die Europäer nicht dazu in der Lage sind.
Diaboliser les mélenchonistes est nécessaire, d’autant que Mélenchon cherchera à se racheter une vertu pendant la campagne : il est habile, sait se lisser et endormir la méfiance. Mais il faut, dans le même mouvement, diaboliser la macronie et l’empêcher de ressortir son éternel ni-ni , en se plaçant artificiellement au-dessus de la mêlée.
Or, peu de monde fait réellement ce travail. À notre niveau, je pense donc qu’il faut nous concentrer là-dessus.
Il incarne tellement ce que la droite dénonce concernant le racisme anti-blanc décomplexé qui n’est jamais pris au sérieux, dont le sujet est moqué, tout en ayant des conséquences sérieuses qu’aucun autre groupe ne connait.
C’est ce qui s’appelle la déshumanisation positive
Je reformule : qui prévoit des peines d'inéligibilité quand quelqu'un est condamné pour racisme, dans un contexte où la définition du racisme ne cesse de s'étendre, et s'applique à ceux qui critiquent l'immigration massive. Je le comprends d'avoir des réserves !
En cas de second tour @JLMelenchon – @MLP_officiel à la présidentielle, Boualem Sansal vote « absolument » Marine Le Pen au nom du « tout sauf Mélenchon » ajoutant « ce que l’on appelle l’extrême droite aujourd’hui n’est pas (celle d’hier). Ils vont arriver au pouvoir et ils vont gouverner comme les partis ( de droite). Par contre si Mélenchon est élu il est capable de faire la révolution. Le risque de guerre civile est là. » #LEDLR @RadioJFrance #LaLégende @EditionsGrasset
À ce niveau de mauvaise foi c’est de l’Art.
Ou quand @JphTanguy, le plus calmement du monde, ridiculise un plateau du « service public ».
Quel est votre secret @BabethLemoine@cavousf5@FranceTV ?
🚨 « ON NOUS MENT EN PERMANENCE. » et elle a bien raison.....
🇩🇪 L'actrice allemande Tina Ruland brise le silence sur la classe politique actuelle et ses propos font l'effet d'une bombe en Allemagne. 💥
Dans cette séquence explosive, elle rappelle des vérités cash :
Les politiciens ont oublié qui est le patron : « Le souverain, c’est nous. Nous sommes leurs employeurs. »
Zéro impunité : Elle fustige les scandales d'État (comme l'affaire des masques) où les responsables s'en sortent sans condamnations, voire avec des promotions.
La montée des extrêmes : « Ce n'est pas la faute des citoyens, c'est la faute des partis traditionnels qui font une politique désastreuse. Le vote de frustration n'est qu'une suite logique. »
La fin de l'honneur : Une critique acerbe sur l'enrichissement personnel et les retraites dorées à vie des élus.
Un constat qui résonne bien au-delà des frontières allemandes...
Que ce soit en Allemagne, en France ou ailleurs en Europe, pensez-vous que la rupture entre le peuple et la classe politique est devenue irréversible ? 👇
L'arroseur arrosé ! 🌊 @ThierryBreton pensait donner une leçon à @J_Bardella sur l'économie, mais il vient de dresser lui-même le bilan catastrophique de 10 ans de macronisme. 📉
« Merci de nous avoir fait gagner du temps : vous venez de décrire votre propre échec. » 👊
Ce matin, je rêve d'un boycott unanime des français pour le défilé parisien...
Créons, re-créons, reprenons nos symboles nationaux ! Le peuple ne doit pas accepter d'être trié une fois de plus ! C'est quoi cette nouvelle folie ? Y aurait-il maintenant le bon peuple avec son QR code qui l'autorise à honorer ses armées, à vivre ? Pire... à être ? et les autres ... les #gueux ?
L’alibi de la sécurité - toujours brandi - ne peut plus être invoqué pour trier et privatiser le 14 juillet. Nous sommes une grande nation une et indivisible. Démocrate !
Une fête nationale est un moment de fraternité, d’unité.
Refusons que l’Elysee imperturbable lance son opération QR code pour filtrer qui a le droit d’assister au défilé de nos armées !
Le pass #gueux du 14 juillet 👉🏻 https://t.co/rdPLSS37iW
« Marine Le Pen aspire à présider la France. Je souhaite la gouverner. Ensemble, nous allons offrir à la nation la renaissance qu’elle attend.
Trois éminentes responsabilités m’incombent désormais : bâtir le programme, former un gouvernement, et conduire le RN à la conquête d’une majorité solide. »
Mon entretien dans @LeFigaro ⤵️
23 juin : « climatiser, c'est rejeter de l'air chaud à l'extérieur, et donc on ne résout pas le problème »
11 juillet : « nous avons un siège [du PCF] qui est en l'occurrence climatisé »
Le leader communiste Chassaigne achète ses légumes avec sa carte bancaire de frais de mandat ...et ce n'est même pas lui qui l’a en portefeuille mais sa femme, qui accessoirement est son assistante parlementaire.
La France, république bananière la plus taxée au monde.