Persia welcomed 4,000 Muslims with open arms.
A century later, the original people were almost erased.
Now it’s Iran.
History doesn’t care about your good intentions.
@realMaalouf Imagine if Christians tried to even enter a Mosque, let alone recite the Lord’s prayer inside such a building
This is pure and simple intimidation
It’s about time this is recognised as invasion, and dealt with accordingly
Christianity has been neutered by woke
#ArmitaGaravand non ce l’ha fatta. È morta. Non lo voleva il velo! . E voi femministe di cartone dove siete? Davanti ad una sedicenne brutalmente ammazzata dove siete? Tacete perché avete paura di offendere i vostri amici o state discutendo se si dice onorevole o onorevolessa??
Io non ho mai criticato Karem pubblicamente, e penso che le scaramucce tra gente che segue questa guerra dovrebbero sparire di fronte all’enormità degli eventi. Ma lui non la pensa così, attacca di continuo, e credo non smetterà mai di dedicarsi soprattutto ai giornalisti (potrebbe usare meglio i suoi minuti di reel e le sue battute nei tweet) finché qualcuno non gli risponde.
Nei video di Karem ci sono molte imprecisioni (per essere generosi). Non è il suo ruolo cercare le notizie e verificarle, non mi è mai venuto in mente di accusarlo per questo, ma potrebbe almeno lasciar fare ai giornalisti, che invece di questo si occupano, il loro lavoro. Nei video di Karem si parla davvero pochino di Hamas: ed è impossibile capire che succede qui tralasciando Hamas. Oscurare i crimini di Hamas contro i palestinesi — non contro gli israeliani — è un torto che Karem fa quantomeno ai suoi follower, non a Israele.
È pieno di palestinesi e di iraniani che (avendo molto più da perdere di Karem, che ha un passaporto israeliano e uno italiano) raccontano in modo schietto gli orrori di Hamas: quella volta in cui Hamas ha ammazzato quattrocento palestinesi che gli si opponevano, alcuni buttandoli giù dai grattacieli; quella volta in cui ha torturato delle attiviste palestinesi; quelle migliaia di razzi tra quelli che Hamas ha lanciato che sono caduti dentro la Striscia di Gaza uccidendo, ferendo, distruggendo automobili e case di palestinesi. Sono migliaia, non uno.
Ieri il leader di Hamas ha detto che c’è bisogno del sangue di bambini e donne palestinesi — qui sotto Karem prova a mettermi alla gogna perché l’ho riportato. Strano che a un palestinese non dia fastidio che un signore col culo al caldo voglia la morte di bambini e donne palestinesi, e che invece gli dia così tanto fastidio la giornalista che riporta la frase. I palestinesi non sono Hamas. Ai palestinesi che conosco io fa incazzare parecchio quella frase, molto più di quanto faccia incazzare un occidentale: perché è del loro sangue che si sta parlando, non del nostro.
Parlare degli attacchi di Hamas contro i palestinesi, cosa che Karem non fa, serve a illuminare la distinzione tra Hamas e i palestinesi. Ergo: non serve a giustificare le seimila bombe israeliane che colpiscono anche i civili – serve a fare esattamente il contrario.
A Gaza c’è una guerra ogni quattro anni, ma non ci sono i bunker. Perché Hamas in oltre un decennio non ha mai costruito dei bunker? (Sa costruire i tunnel per proteggere i missili). Perché le immagini dei palestinesi morti gli piacciono e gli servono — lo ha ribadito anche ieri. Proprio come piacciono al ministro Ben Gvir o agli estremisti israeliani che vanno in collina per godersi i bombardamenti su Gaza (gli estremisti sono l’8 per cento degli israeliani che hanno votato).
Questa furia di Karem non contro le forze armate israeliane, ma contro dei giornalisti che stanno sul campo, che hanno raccontato la violenza impunita dei coloni israeliani e hanno intervistato i familiari delle vittime a Gaza, per il semplice motivo che raccontano i crimini di Hamas, non mi pare buona.
Karem non è mai stato a Gaza. Karem ha chiesto a me una mano per entrare a Ramallah, che sta al resto della Cisgiordania più o meno come il Canada sta al Sudan. È riuscito a entrare in Palestina molti giorni dopo i giornalisti che lui insulta, evidentemente ha meno contatti tra i palestinesi in Palestina di molti di noi. Nel frattempo i giornalisti avevano dato voce ai palestinesi dei posti complicati, quelli di Nablus, di Jenin, di Tulkarm – mentre lui era ancora in Israele a fare video sui giornalisti.
Come Karem e altri qui sanno, seguendo io l’Iran, di solito non seguo Israele per ragioni banali di timbri sul passaporto e di burocrazie dei visti giornalistici. Gli insulti a me sono i meno gravi.
Cosa spinge i giovani del movimento "Donna, Vita, Libertà" in #Iran a schierarsi per #Israele?
A molti sfugge il perché. È semplice!
Vi è una cosa che accomuna gli #iraniani ai #palestinesi. Cosa li accomuna?
Li accomuna questo: sia gli #iraniani che i #palestinesi sono ostaggi di regimi e organizzazioni dispotiche e fanatiche. L'#Iran lo è perché è occupata dai mullah e dai mercenari di #Khamenei e i #palestinesi sono ostaggio di #Hamas, nutrito e addestrato dal regime terroristico della Repubblica islamica
#IranRevolution #IRGCterrorists #MahsaAmini
@RadioRadicale #Turchia
Qui in centro a #Bruxelles è il caos. Non è normale uscire per un aperitivo e trovarsi in un clima da guerra.
No non è normale.
Siamo chiusi in casa. C'è un terrorista armato in libertà.
Bastardi non vincerete, la paura non vincerà!🇧🇪
#16ottobre#belgio#attentato #terroristattack
Si vedono sui social immagini di manifestazioni pro Palestina. Non si vede distinzione fra il popolo palestinese e i macellai di Hamas.
Il terrorismo si (con)fonde con i civili che vivono a Gaza e più o meno implicitamente lo si giustifica.
Disgustoso