@Montecitorio ha approvato una nuova missione della Guardia di F .in #Tunisia: 22 agenti, presenza a Tunisi e #Sfax, costo 8,8 milioni di euro. Per addestrare e assistere la Guardia tunisina, mantenere operative le motovedette italiane e rafforzare il controllo delle frontiere.
Expat ad Hammamet, anti-migranti in Europa. Italiani residenti in Tunisia hanno fondato un comitato a sostegno di Vannacci, il politico anti-immigrazione. Vivono da migranti. Sostengono chi vuole fermare i migranti.
L’ultima volta che Roma distrusse Cartagine fu durante le guerre puniche, pagando un prezzo altissimo.
Dopo il 25 luglio 2021, è costato molto meno: bastava sostenere Kaïs Saïed, che sta demolendo la #Tunisia dall’interno.
Senza guerra. Senza eserciti.
Un video shock arriva dalla #Tunisia: un #migrante guineano ammanettato viene accompagnato dalle forze dell’ordine verso il volo di rimpatrio. Nel video si sentono le urla del giovane mentre un poliziotto in borghese lo spinge con forza.
ASF (Tunisia ) annuncia la sospensione delle proprie attività. Esprime forte preoccupazione, definendo la decisione ingiustificata e lesiva della libertà della società civile e del ruolo degli spazi indipendenti impegnati per giustizia, solidarietà e stato di diritto.
In una seduta parlamentare tunisina, un deputato arriva a giustificare — se non addirittura incoraggiare — violenze e stupri contro donne migranti subsahariane, come strumento per cacciarle dal Paese. È questo il vostro “Paese sicuro”?
Fate schifo.
All’indomani del voto del Parlamento europeo che inserisce la Tunisia tra i “Paesi sicuri”, la realtà di #Sfax racconta altro: migliaia di migranti senza diritti e solidarietà criminalizzata.
La mia intervista a @VITAnonprofit : https://t.co/NrPVoI3VwG.
Buona lettura.
Saadia Mosbah: a dream on trial. President of Mnemty, she is jailed for defending migrants’ rights and opposing racism in #Tunisia. Arrested on 6 May 2024 after a smear campaign, accused without evidence. Her trial exposes the myth of Tunisia as a “safe third country.”
Arrestato in #Tunisia l’avv. Ayachi Hammami, figura simbolo nella difesa dei diritti umani.
La polizia ha eseguito la condanna a 5 anni nel cosiddetto “caso complotto”, una sentenza denunciata da diverse organizzazioni per i diritti umani come strumento di repressione politica.
Un nuovo fronte diplomatico tra Tunisia e UE: Saïed ha convocato l’ambasciatore dell’Unione Europea 🇪🇺, Giuseppe Perrone, per esprimere una protesta formale. Secondo la presidenza tunisina, Perrone avrebbe violato protocolli diplomatici agendo “al di fuori dei canali ufficiali”.
Le autorità tunisine hanno sospeso per un mese le attività dell’Organizzazione mondiale contro la tortura (OMCT).
Una decisione gravissima che priva le vittime di tortura di assistenza e segna un nuovo attacco alla società civile tunisina.
L’oppositore tunisino Jawher Ben Mabarek è in condizioni critiche dopo oltre una settimana di sciopero della fame:
urina sangue, il suo corpo trema, il volto si deforma, ha episodi di delirio. Detenuto per le sue idee, in un Paese che 🇪🇺 ancora definisce “sicuro”.
🇹🇳 Il regime di #Saïed sospende per “irregolarità” il #FTDES e l’ATFD, storica associazione femminista attiva dal 1989.
Nemmeno #BenAli aveva mai osato farlo.
E poi l’Europa continua a chiamare la #Tunisia un “paese sicuro”.
Sicuro… ma per chi?
I was contacted by the families of the 28 people — including 3 families and 6 children — rescued yesterday by the Tunisian Coast Guard. They’ve been arrested and are now in prison.
Today they’ll face a judge.
This is the new “procedure” in a so-called safe country.
A boat departed from Kélibia (Tunisia) yesterday at midnight, carrying 3 families and 6 children. It is in distress and asking for help. This was their position about an hour ago. @alarm_phone@beppecaccia@resqpeople
A boat departed from Kélibia (Tunisia) yesterday at midnight, carrying 3 families and 6 children. It is in distress and asking for help. This was their position about an hour ago. @alarm_phone@beppecaccia@resqpeople
Il governo italiano continua a sostenere il regime di #Saied nonostante la deriva autoritaria. Quel regime cadrà, e il popolo si ricorderà di chi è stato con lui e di chi contro.
In #Tunisia criticare Saied può costare la pena di morte.
Prima del suo colpo di stato, il Paese aveva abolito questa misura.
Con la nuova costituzione, scritta unicamente dal dittatore, la pena di morte è stata reintrodotta: un grave passo indietro per i diritti e le libertà.