@Cicciricy@LeSorellastre Io ho odiato mia madre per il suo modo di fare il silenzio punitivo fino a quando non mi ha detto “con nonna funzionava così, lei non mi parlava e io facevo di tutto perché smettesse di essere arrabbiata”
Li ho capito che è stata una ragazzina ferita quanto me
Meta lancia gli abbonamenti a livello globale
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Tra le funzioni principali: vedere le Stories di nascosto, estendere la durata delle Stories, mettere Super Like
La quantità di gente che alla mia “lamentela” su quanto sia difficile scrivere la tesi mi ha detto “ah ma io uso chat/un programma random che mi legge e riassume gli articoli” boh ok
Vedendo i post sulle tesi che ci sono in giro, mi chiedo come abbiamo fatto noi a laurearci PRIMA dell'avvento dell'IA. Cioè siamo dei geni, degli eroi o cosa?
Un certo osteopata molto attivo sui social non smentisce mai chi lo crede un medico, anzi probabilmente gli fa comodo essere considerato tale e gioca molto su questa ambiguità per attrarre clienti. E l'ordine dei medici @FNOMCeO muto.
Questa non è professionalità.
Le note di merito sono la cosa migliore che possiate fare maestre, riconoscete i bimbi che si impegnano e fanno le cose bene! È la cosa migliore per insegnare che il buono non verrà ignorato 🥹
Quando ieri sera Gioele mi ha detti che ha preso una nota di merito non è che io gli abbia creduto tanto. Ho visto tante note sul diario di Ginevra negli anni e non erano mai "di merito" e quasi sempre erano seguiti da "vi aspettiamo al colloquio fissato il..."
Su hantavirus faccio una premessa netta, la parte tecnica la lascio ai virologi. Non è il mio campo e non ho nessuna intenzione di improvvisarmi esperto di ciò che non conosco abbastanza. Sarebbe scorretto. Però sulla comunicazione una cosa la posso dire, si sta sbagliando parecchio.
Monitorare una situazione sanitaria è doveroso. Spiegare cosa si sa, cosa non si sa, quali sono i rischi reali e quali no, è servizio pubblico. Fare la telecronaca ansiogena di ogni dettaglio, invece, è un’altra cosa. Ieri ne abbiamo avuto un esempio con la notizia del ragazzo di 25 anni ricoverato allo Spallanzani prontamente smentita dopo 1 ora. Cosi non si informa, si disorienta. Si prende una vicenda complessa, la si spezzetta in titoli, aggiornamenti, allusioni, mezze frasi, scenari buttati lì, e alla fine il cittadino non capisce più se deve ragionare o spaventarsi.
L’informazione sanitaria non può diventare materiale da click facile o da talk show del terrore. Dopo tutto quello che abbiamo vissuto, dovremmo averlo imparato, nelle emergenze vere servono competenza, misura e gerarchia delle notizie. Non la corsa al titolo un minuto prima degli altri.