🔴🔴 [DATI #RIVISTI] #terremoto Mwp 5.5 ore 13:35 IT del 29-06-2026 a Off coast of Oregon, United States [Sea: United States] Prof= 8.6 Km #INGV_46375212 https://t.co/cUt5xTha0E
"E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia"
I prossimi giorni sono abbastanza chiari, il caldo resta protagonista fino a martedì 30 giugno. Poi, da inizio luglio, qualcosa cambierà.
I modelli matematici previsionali aggiornati mostrano una massa d’aria ancora molto calda sull’Italia tra oggi e il 29-30 giugno, con valori elevati a 850 hPa, cioè intorno ai 1500 metri. Questo significa caldo intenso al suolo, temperature sopra media con possibili picchi fino a 38-40 °C, afa più fastidiosa nelle zone umide e notti ancora pesanti soprattutto in città e lungo le coste. Potranno esserci temporali locali, soprattutto su rilievi alpini e zone prealpine (possibile estensione alle zone di pianura su Piemonte e Lombardia nella giornata di domenica), ma saranno episodi dentro un quadro ancora pienamente estivo.
La parte interessante arriva da inizio luglio. Qui il segnale di cui ho scritto in un precedente post sembra più evidente, la media delle varie traiettorie previsionali tende a scendere e molti scenari dell'ensemble vedono un ridimensionamento della massa d’aria calda. Adesso non è più solo un’ipotesi isolata di qualche corsa modellistica ma un segnale concreto. Il caldo perderà intensità, quello che resta da capire è quanto.
Potrebbe trattarsi di un calo termico moderato, con aria meno calda e atmosfera più respirabile (anticiclone marittimo azzorriano), oppure di una fase più dinamica, con maggiore instabilità, temporali più organizzati e ridimensionamento più netto soprattutto al Centro-Nord. Il Sud, almeno per ora, sembra meno coinvolto da un eventuale cambio deciso semplicemente perchè è stato interessato meno, rispetto al Nord, da questa ondata di caldo.
Non è ancora un vero break della fase estiva ma la tendenza è chiara, da inizio luglio il caldo perderà forza, rimane solo da capire l'entità ma per questo dobbiamo aspettare ancora 48 ore.
El Nino si è formato.
NOAA ha appena aggiornato il quadro ENSO, non siamo più soltanto nella fase "El Nino probabile", ma in quella in cui le condizioni di El Nino sono ormai presenti nel Pacifico equatoriale. Il sistema oceano-atmosfera ha dato segnali sufficientemente coerenti per passare da El Nino Watch a El Nino Advisory.
Il Pacifico centrale e orientale resta più caldo della media, con un’anomalia Niño 3.4 intorno a +0.7°C, anche sotto la superficie persistono anomalie calde importanti, cioè calore disponibile nei primi strati dell’oceano ma la cosa piu' importante è che oceano e atmosfera stanno iniziando a muoversi nella stessa direzione. Secondo NOAA, El Nino dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi e raggiungere il picco durante l’inverno boreale 2026-27. C’è anche una probabilità significativa che possa diventare molto forte tra novembre e gennaio.
"El Nino presente" però non significa conoscere già con certezza intensità finale e impatti regionali. Aumenta la probabilità di certe anomalie su scala globale, soprattutto nel Pacifico e nelle aree tropicali, ma non funziona come un interruttore che decide automaticamente il tempo in Italia o in Europa perchè da noi contano anche altri indici climatici. Il segnale è importante, ora non ci resta che monitorare quanto forte diventerà davvero l’accoppiamento oceano-atmosfera.