Marta Bunda, 24 anni, nata a Imola da genitori congolesi, è stata eletta Miss Bologna.
Un traguardo che avrebbe dovuto essere celebrato si è invece trasformato nell’ennesima occasione per diffondere odio sui social.
Sotto le immagini della sua incoronazione sono comparsi decine di commenti razzisti: c’è chi sostiene che non possa rappresentare Bologna e l’Italia, chi le dice di “tornare al suo Paese” e chi continua a giudicare l’italianità dal colore della pelle.
Di fronte a questo odio, Marta ha risposto con grande dignità:
«Mi aspettavo di ricevere sicuramente qualche commento negativo, anche perché quando ci sono questi concorsi è normale che ci siano pareri discordanti. Ognuno è libero di pensare quello che vuole. Però non immaginavo che si potessero scatenare accuse e polemiche così pesanti. Non penso che per rappresentare Bologna sia importante il colore della pelle. Penso che l’appartenenza a un Paese ti venga data dalla tua storia. Io sono nata e cresciuta qui e quindi non penso che le mie origini mi rendano meno italiana. La cittadinanza te la dà la tua storia, la cultura con cui sei cresciuta. Le origini possono essere un valore aggiunto, ma non ti tolgono l’italianità.»
Fa riflettere che nel 2026 ci sia ancora chi mette in discussione l’identità di una ragazza nata e cresciuta in Italia solo perché è nera. Come se essere italiani dipendesse dall’aspetto fisico e non dalla propria storia, dalla cultura, dalla lingua e dalla vita vissuta.
L’Italia reale è molto più grande dell’odio che ogni giorno invade i social. È un Paese fatto di persone con storie diverse, che studiano, lavorano, contribuiscono alla società e meritano rispetto, indipendentemente dalle loro origini.
A Marta va la solidarietà di tutti coloro che credono in un’Italia inclusiva, capace di riconoscere i propri cittadini senza fermarsi al colore della pelle.
Nessuno dovrebbe essere costretto a dimostrare di appartenere al Paese in cui è nato e cresciuto.
Nico Williams's mother, Maria, walked nearly 2,000 miles while pregnant from Ghana towards Spain for a better life.
He grew up to assist the goal that won Spain the World Cup. Then, he gave his winner's medal to his mom.
Kelly Doualla, una ragazza di 16 anni di Pavia, ha appena stracciato il record europeo dei 100m under18 con un super 11.14!
Altro che anormale, lei è proprio unica!
Dopo 1000 giorni di genocidio a Gaza, e dopo i recenti report ONU che dimostrano in modo inequivocabile che uno dei bersagli prioritari dell’esercito di occupazione israeliana (IOF) sono i bambini palestinesi.
Ieri, durante lo Shabbat, l’esercito criminale Israeliano ha commesso l’ennesima strage di bambini palestinesi nella Striscia di Gaza.
La bambina che vedete nel video si chiamava Arwa Nasman. Aveva 8 anni.
Israele ha sterminato lei, i suoi genitori e i suoi due fratellini.
L'unica strategia di Israele:
Pulizia etnica e terrorismo di stato.
#Genocidio coloniale ieri, oggi e domani.
Ma il confronto tra legge e sentimento del popolo non può pendere unicamente verso la “giustizia del popolo”. Da sempre è così: il “popolo che fa giustizia” mandò sulla croce Gesù e salvò Barabba. I giudici chiamati ad applicare la legge devono saper resistere ai richiami della piazza del momento. Se fosse diversamente, avremmo la giungla.
Continua a leggere l'analisi del giurista Paolo Borgna sul caso dell’orefice Roggero https://t.co/TE0MMEbWUf
Questa me l’ero persa. 🇮🇹
L’italiana Sofia Raffaeli ha conquistato la medaglia d’oro 🥇 nella specialità del cerchio ai Mondiali di Ginnastica Ritmica 2026, disputati sabato 12 luglio a Milano.
Spettacolare! 👏🏻👏🏻