Temo che questo signore non sia capace di distinguere nemmeno tra uomini di Stato e traditori asserviti ad un regime ostile.
Però nella bio ci racconta che si occupa di analisi di spese militari per Rete Pace e disarmo.
Menomale che a difendere la pace ci sono i nostri militari va, che con questi pacifinti saremmo già diventati il parco giochi dei dittatori di mezzo mondo!
Parliamo di casa, ma facciamolo seriamente, non come ha fatto la maggioranza.
Il piano casa è una gigantesca operazione di marketing, ma non ci sono risorse. Nel frattempo, più del 60% degli italiani sotto i 35 anni vive ancora con i genitori.
Se volete parlate di casa, parlateci anche di studentati e housing sociale. Affrontate i temi degli affitti brevi e della revisione degli affitti. Diteci qualcosa sulla casa per i giovani. Se non volete farlo voi, lo facciamo noi. È per questo che lanciamo oggi la nostra campagna “senza casa non c’è cosa”, perchè senza abitazione non si può avere una vita dignitosa.
La sentenza pronunciata oggi dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea chiarisce, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che il divieto previsto dall’articolo 2-septies, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 833/2014, come modificato dal regolamento (UE) 2022/350, impedisce in qualunque forma la diffusione dei contenuti di Russia Today e delle altre emittenti individuate dall’Unione europea come strumenti della guerra ibrida del Cremlino.
La Corte afferma infatti che è “irrilevante che la diffusione dei contenuti vietati sia effettuata o meno nell’ambito di un’attività economica” e che il concetto di “operatore” comprende “qualsiasi persona responsabile, direttamente o indirettamente, della messa a disposizione dei contenuti vietati, anche nell’ambito di un’attività non retribuita”.
Alla luce di questa sentenza è ancora più inaccettabile che in Italia continuino a svolgersi manifestazioni ed eventi pubblici dedicati alla diffusione di questi materiali di propaganda, spesso utilizzando perfino il marchio di Russia Today, e che gli stessi contenuti, insieme alla loro promozione, continuino a circolare di fatto liberamente sulle principali piattaforme social.
Tutto questo avviene, per stessa ammissione del Governo, perché l’Italia non ha ancora individuato le autorità nazionali competenti a garantire l’applicazione del regolamento europeo e ad accertare e sanzionare le relative violazioni.
Non esistono più alibi, Presidente Meloni, è urgentissimo intervenire per impedire agli osceni cantori della propaganda putiniana di inquinare ancora il nostro dibattito pubblico
Sì D’Orsi, mi riferisco a lei
Sì Basile, mi riferisco a lei.
Sì, Lucidi, sì, Lorusso, mi riferisco esattamente a voi, e a tutto il vostro grottesco circoletto di finti intellettuali e finti giornalisti asserviti al regime del Cremlino.
Le norme europee devono essere applicate integralmente anche nel nostro Paese.
Lasciare senza attuazione un regolamento adottato per contrastare la guerra ibrida della Russia significa indebolire la sicurezza democratica dell’Italia e dell’Unione europea
Brava Pina 👏🏻👏🏻👏🏻
Lezione per tutti gli ITALIANI.
Qualcuno guarda solo al suo Orticello, ma se vogliamo avere infrastrutture moderne, efficienti, sostenibili, ecologiche e UTILI , bisogna accendere il cervello.. TUTTI 👍🏻👍🏻👍🏻
Grazie del tuo impegno. BUON LAVORO 🇮🇹🇪🇺🇮🇹🇪🇺🇮🇹🇪🇺🇮🇹
Un grande Paese ha bisogno di grandi opere capaci di connettere territori, capitali europee, culture e popoli.
La Torino-Lione è una delle grandi opere di cui il nostro Paese ha bisogno.
Per questo ho voluto iniziare la mia giornata a Torino da qui, proprio dal cantiere Tav.
Ho conosciuto Mauro Moretti anni fa. Quando era alla guida di Ferrovie.
Un Comunista organico ed ex sindacalista, mi dissero, per cercare di far nascere un pregiudizio.
Come sempre non diedi peso alle parole di altri e cercai di conoscerlo attraverso i fatti, le sue azioni, i risultati.
Ma non è questo il tema.
Mauro Moretti fu incriminato, con altre persone, per il drammatico disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 nel quale persero la vita 32 persone.
Ma Moretti, vale la pena di ricordare, fu assolto dai 5 profili di colpa iniziali, tra i quali c’erano il picchetto e la velocita.
Nel corso del processo si decise quindi di trovarne un sesto: nel suo ruolo di Amministratore Delegato di un’azienda con circa 100.000 dipendenti, avrebbe dovuto trovare un qualcosa in più, che non era previsto da alcuna norma, italiana o europea, per tracciare la vita manutentiva del carro che causò l’incidente.
Stiamo parlando di un carro che non era di Ferrovie ma di un operatore austrotedesco, manutenuto in Germania da un’officina certificata dalle locali autorità di sicurezza.
Un carro con tutti i documenti formalmente in regola secondo le norme europee recepite in Italia.
A Moretti è stato riconosciuto di aver rispettato tutte le leggi e norme scritte, ma secondo il tribunale avrebbe dovuto fare qualcosa di più, che non c’ era e che nessuna normativa prevedeva, per evitare qualunque possibile problema. All’occorrenza anche in deroga alle leggi di riferimento.
Il fatto che lui non abbia fatto di più di quanto la legge prevedeva, secondo l’accusa, gli ha procurato una “responsabilità generica”.
Mi dicono esperti giuristi che in Italia la resposabilità oggettiva non esiste come reato, anche se questa imputazione che fa capo al principio del “neminen laedere”, gli somiglia davvero tanto.
Ma non era sufficiente aver inventato una reato ed un modo per condannare una persona per rispondere alle richieste popolari e quindi, pur essendo incensurato e pur trattandosi di un reato colposo (cioè di cui non ha alcuna responsabilità diretta), non gli hanno riconosciuto le attenuanti generiche nella misura ordinaria di 1/3. Cosa che invece avviene quasi sempre in situazioni anche penalmente più gravi in caso di reati dolosi.
Andava punito.
Perché serviva un colpevole simbolico.
Io so che questo mio post non piacerà, so che molti si chiederanno “ma perché deve esporsi anche su persone e fatti su cui potrebbe tacere”, so che la maggioranza delle persone è contenta perché un ex potente é stato condannato, perché guadagnava tanto e quindi lo merita, perché le persone morte dovevano essere vendicate e ricevere giustizia ad ogni costo ma mi chiedo: questa è giustizia?
Sulla base di una tesi così, chi può avere responsabilità?
Si è fatta male una persona nel mio bar, a casa mia, nel cortile della mia azienda,
ho rispettato ogni legge, ogni obbligo e prescrizione ma dovevo fare di più. Quindi sono colpevole.
Non mi pare un principio di giustizia.
Anche perché se questa è la giurisprudenza italiana nessuno che abbia una minima responsabilità può sentirsi al sicuro. Perché non serve rispettare tutte le leggi e le regole se hanno deciso che devi pagare.
Donald Trump: «Abbiamo colpito così duramente il Venezuela e ora abbiamo preso milioni di barili di petrolio. A parte il terremoto, la gente è felice e balla per le strade».
Con almeno mille morti e cinquantamila dispersi.
Dopo l’iniziativa del 15 giugno a Milano, ci rimbocchiamo le maniche. Sabato 18 luglio, ci sarà a Roma l’assemblea del comitato promotore di https://t.co/3H28CCEMKu. Sarà una lunga riunione politica, di quelle che andavamo di moda quando la politica era una cosa seria. 1/4 🧵
Ma davvero c'è ancora chi ascolta la Rosi Bindi ?
Una lunghissima carriera politica nel Partito Comunista, che ha prodotto solo una montagna di... Parole 🤬😠😤
DE SINISTRA
Ieri Rosy Bindi, che non ho la fortuna di conoscere, ha sostenuto che il sottoscritto non è abbastanza “di sinistra” per stare con loro. Ok, come noto ci va più che bene stare lontani dal campo largo.
Dopodiché mi verrebbe da chiedere ai presenti, Landini compreso, cosa vuol dire essere di sinistra se si ha più a cuore il rapporto con Elkann e i suoi giornali, rispetto agli operai delle fabbriche che ha venduto o chiuso; oppure, penso ad ANPI e Conte, in che modo si è di sinistra chiedendo la resa dell’unico paese che sta davvero resistendo ad un dittatore fascista.
O ancora se è di sinistra varare normative ambientali assurde che fanno chiudere fabbriche e che impegnano i cittadini a spese che non si possono permettere.
O anche se è di sinistra bloccare qualsiasi riforma della scuola per andare dietro ai sindacati piuttosto che alle esigenze degli studenti. Potrei continuare ma la sostanza è che “essere di sinistra” per loro è diventata un’etichetta, un brand da indossare, non applicarsi per una maggiore equità sociale.
Basta spiegare che chi non è con loro (e con la Russia) è un fascista e la cosa finisce lì.
Non una grande idea e neppure un lavoro complesso come quello portato avanti dai popolari, dai liberal progressisti e dai socialisti riformisti, solo una grande presunzione.
Giustamente, nel giorno in cui un senatore della Repubblica riceve minacce sul canale telegram Russia Today, Matteo Salvini si affretta a dichiarare che per l’Italia sarebbe addirittura ‘fondamentale’ riprendere buoni rapporti con la Russia e che l’Ucraina non deve entrare nell’Ue. Secondo Salvini, gli ucraini che da anni difendono i confini europei dall’aggressione di un dittatore non potrebbero dare lezioni di democrazia a nessuno. Oramai la situazione è lampante per tutti tranne per chi vuol fingere di non capire: i partiti senza compromissioni con la Russia si uniscano per isolare i troppi amici di Putin in Italia e difendere la libertà del nostro Paese.
@CarloCalenda@Azione_it
Vannacci oggi mi ha dedicato una parte del suo accorato intervento. Si sente punto sul vivo quando gli ricordo le sue amicizie russe, il suo pensionamento d’oro, le sue previsioni sbagliate sull’Ucraina, la sua codardia nel non riuscire neanche a dire chiaramente ciò che e’ : un fascista che ha tradito l’istituzione per cui ha lavorato, la Repubblica, violando i codici di condotta e d’onore che la divisa impone. Per quanto mi riguarda lo considero solo l’ennesimo buffone populista che promette tutto e il contrario. Del resto se lo dice da solo: “siamo la feccia”. Concordo.
GENERALI DA OPERETTA.
E’ stato pagato per decenni da un esercito appartenente alla NATO ma fa il tifo per i russi.
Ha giurato di difendere al Repubblica ma ne tradisce tutti i valori fondamentali, disonorando la divisa.
Parla di pensioni minime ma è andato in pensione a 56 anni con 5.000 euro netti.
Sputa sull’Europa ma prende lo stipendio da eurodeputato.
Non è un fascista, e’ un qualunquista paraculo e per questo raccatta voti. Chiacchiere e distintivo.
Parece que anda a circular pela Rússia uma anedota que conta mais ou menos isto:
Um dia, o Putin visita uma escola e dá uma palestra sobre como o governo russo é excelente e como a Rússia é o melhor país do mundo. No fim da intervenção, convida o público a fazer perguntas. Um aluno levanta-se e diz:
“Olá, o meu nome é Sasha e tenho duas perguntas”.
O Putin responde: “Ok, podes perguntar”,
e o Sasha diz: “Porque é que a Rússia invadiu a Ucrânia? E porque é que ainda não ganhámos a guerra?”.
Nesse preciso momento, toca a campainha e toda a gente vai almoçar.
Depois do almoço, a sessão de perguntas e respostas continua e outro aluno levanta-se.
“Olá, o meu nome é Boris e tenho quatro perguntas”. “Sim?”, diz o Putin.
“Porque é que a Rússia invadiu a Ucrânia? Porque é que ainda não ganhámos? Porque é que a campainha do almoço tocou 20 minutos mais cedo? E onde está o Sasha?”
@Cocci1309@GuidoCrosetto Scusate, ma non ho capito: perché i professori aggrediti non sporgeranno denuncia? @corriere con l'evidenza del video, ci sarà comunque un procedimento d'ufficio?
«Se sei il leader della Russia o della Cina, qual è la cosa che ti minaccia di più? Il linguaggio della democrazia liberale. Tutta questa roba che troviamo noiosa e a cui siamo abituati, come l'idea della libertà di parola, la separazione dei poteri, il rispetto della legge, tutte quelle cose che diamo per scontate nelle nostre società, rappresentano una sfida enorme per i sistemi politici in Russia o in Cina. Di cosa ha più paura Putin? Di una rivoluzione di piazza come quella del 2014 in Ucraina. Quando le persone sono in strada con cartelli come “Siamo contro la corruzione, vogliamo la democrazia, vogliamo entrare nell'Unione Europea, vogliamo essere integrati con l'Europa”. Putin ha paura che accada questo in Russia, perché se vivi in un’autocrazia dove non hai libertà di parola, dove non c'è giustizia, dove il governo decide tutte le regole, allora quelle idee sono esplosive». (Anne Applebaum)
Quanto sta accadendo in questi giorni ai confini dell’Unione europea è la migliore risposta a chi dice che Putin cerca il dialogo ed è l’Europa a non volerlo. Le esercitazioni nucleari con la Bielorussia e gli sconfinamento di droni in Lituania sono la risposta a chi dice che spendere in difesa non serve e che la sicurezza non è una priorità.
Il danno più grande fatto dal Movimento Cinque Stelle alla politica italiana non è né il reddito di cittadinanza né il Superbonus né nessuna delle altre misure folli che hanno sostenuto o approvato in questi anni.
Il danno più grande è aver introdotto, legittimato e diffuso l’idea che per fare buona politica occorresse non saper niente e non sapere fare niente.
Scusa ma chi ha chiuso lo spazio aereo? Forse il lavoro parlamentare che hai fatto ti avrebbe dovuto insegnare la necessità di verificare meglio, magari alla fonte (in questo caso dal Governo italiano). La chiusura dello spazio aereo a qualcuno non è come decidere tra caffè e cappuccino. Tu scrivi una cosa falsa, allineandoti ad una propaganda falsa, ma con l’autorevolezza di un ex membro del Parlamento. Sarebbe opportuna più serietà.
“Immaginiamo una società dove la nostra libertà di consumare e intrattenerci rimanga perfettamente intatta. Una società dove l'unica sfera che ci verrebbe progressivamente preclusa è quella politica in cambio di una maggiore sicurezza derivante da un controllo accentuato, ma quasi invisibile, perché fondato sull'uso della tecnologia.
Al vertice dello Stato siederebbe un gruppo di persone competenti, capaci di gestire piattaforme informatiche complesse, con un potere esecutivo senza contrappesi reali. Ritenete che un mondo disegnato in questo modo sia davvero così inconcepibile?”
“Difendere la libertà. L’ora dell’Europa”.
Preordinalo qui: https://t.co/CnXxS4aenO
Dal 14 aprile in libreria.
Scopri qui le prime tappe e registrati. Discutiamone insieme: https://t.co/z72TzDI65q
Culle sempre più vuote e nascite a picco. Non è casualità, ma il frutto di una precisa scelta politica.
Noi crediamo sia necessario investire sull’autonomia di donne e giovani per invertire il trend e regalare a questo Paese futuro, coraggio e libertà.
Mettiamo i giovani e le donne al centro (iscriviti qui per partecipare alla campagna: https://t.co/7bD4em3Szq)
@elenabonetti