@fabcet Il signore che ci ospita qui ha in mente di costruire una nuova base in Louisiana con l'obiettivo di lanciare migliaia di razzi ogni anno. Vendiamo armi a Israele e Ucraina come non ci fosse un domani. Nel suo piccolo, la UE ha due sedi a Bruxelles, perchè una pareva da pitocchi.
@strapuntino00@ksnt63 > Ma non è una cosa che riguarda esclusivamente e neppure prevalentemente le donne. E' quello che la società in cui viviamo propone: anche qui su X contano di più i followers che non la sostanza di quello che viene detto/scambiato e la gente si adegua
@strapuntino00@ksnt63 Guarda, sulla "natura" sarebbe un discorso troppo lungo. Però ci sono molti più vincoli religiosi ed etici in Africa che non nel cosiddetto occidente. D'altra parte, capisco in parte le tue perplessità sul prevalere dello "status" rispetto ad altre considerazioni >
@strapuntino00@ksnt63 Come, per esempio, scarso accesso ai metodi anticoncezionali, alta mortalità infantile, minore investimento sull'allevamento dei bimbi.
@strapuntino00@ksnt63 Uhm. Le lamentele vertono proprio sul contrario, cioè sul fatto che le donne sceglierebbero in massa gli uomini più appetibili (per status) lasciando indietro quelli non sufficientemente belli/ricchi/colti. In Africa la natalità è alta per una serie di motivi differenti.
@strapuntino00@ksnt63 Rimanendo sugli umani, parrebbe che gli incel lamentino una scarsissima produttività. Il che parrebbe succedere in molte specie in natura.
@ksnt63 Vero, ma imho l'obiettivo non è garantire l'accesso al sesso a tutti i maschi. Il patriarcato funziona alla grande anche in società poligamiche e persino poliandriche.
@ksnt63 Mi ritrovo spesso a condividere quanto scrivi, ma questo discorso - un po' tutto - non mi convince granché, a cominciare da quello che succede "in natura". Soprattutto, non mi pare che il patriarcato sia fondato sulla democratizzazione della scopata.
@pensarmale@iivannoteii@Nicola_Bressi Mica tanto, se consideri non le emissioni ma il consumo correlato alla CO2 https://t.co/TMz82wGOSF
Poi dipende da quale paese europeo consideri: il Belgio consuma per persona più del doppio dell'Italia (e della Cina, peraltro). Abbiamo esternalizzato la produzione.
@LorenzoZefiro@Giorot74 La quasi totalità di persone che conosco e che hanno abortito sono in una relazione stabile. Quasi sempre il compagno/marito non si sente pronto per la paternità o ci sono già due o tre figli.
@LTortuga@Nicola_Bressi Leggo spesso l'argomentazione che come Italia/Europa non possiamo far molto perché siamo già così virtuosi. A me sembra un po' come dire che il mio paesello è diventato animalista perché il macellaio ha subappaltato l'uccisione del bestiame al paese vicino.
L’obiettivo è avere una guerra infinita, non una guerra vittoriosa.
Non è una boutade. È il principio di funzionamento.
Una guerra che si vince è un incidente di percorso. Chiude i contratti, ferma le catene di fornitura, rende superflui i generali riciclati nei Cda, i think tank, i contractor, i giornali di regime. La vittoria è un taglio di bilancio. L’infinito, invece, è la rendita.
Non importa il nome del teatro. Afghanistan o Ucraina, Iraq o il prossimo pezzo di terra che servirà da scenografia: il prodotto è lo stesso. Si cambia il nemico, non il fornitore. Si cambia lo slogan, non il conto corrente. La merce è sempre quella: denaro pubblico prelevato con la scusa della sicurezza e riversato verso un’élite transnazionale che vive di minaccia permanente.
È un racket. Un riciclaggio legalizzato. Le tasse di chi lavora, di chi paga l’affitto, di chi non siede in nessun consiglio, vengono trasformate in missili, in consulenze, in basi, in “aiuti” che tornano indietro sotto forma di commesse. Chi muore è un costo esterno. Chi sopravvive sotto le macerie è un dettaglio statistico. Il sangue è il lubrificante.
Una guerra vittoriosa avrebbe un dopo. L’infinita non ce l’ha, e proprio per questo è perfetta. Ogni stallo giustifica un nuovo pacchetto. Ogni insuccesso dimostra che “serve di più”. Ogni cadavere diventa prova che non si può mollare. La pace è il vero nemico, perché la pace ferma il flusso.
I media non denunciano: confezionano. Trasformano il furto in dovere morale, l’escalation in inevitabilità, il dubbio in tradimento. Gli intellettuali di corte elaborano teorie sofisticate per non pronunciare la frase più semplice: stanno rubando. E rubano alla luce del sole, protetti da bandiere, da parole alte, da un’indignazione a senso unico.
Non è geopolitica. Non è difesa della civiltà. Non è realismo. È un affare. Un affare cinico, protetto, ripetuto. Ieri Kabul, oggi Kiev, domani un altro nome che farà lo stesso identico lavoro: tenere aperta la ferita perché dalla ferita continua a uscire denaro.
Finché la guerra non finisce, i soldi non smettono di arrivare.
Ecco perché non deve finire.
Ecco perché la vittoria è l’unica cosa che questo sistema non può permettersi.
@MMmarco0 Intanto, lieta di rivederti: temevo potessi soccombere ai (per me incomprensibili) attacchi di chi è a un passo da considerarti responsabile delle ondate di caldo. Qui in Monferrato sono state finalmente semplici e splendide giornate estive, con notti fresche.