Grazie, Prof. @carlo_taormina dei complimenti, che reciproco. Pubblico qui la mia risposta al Suo ragionamento, perché fra i molti commenti sul suo profilo è meno visibile, a chiarimento di quello che intendo. I miei più cordiali saluti. #garlasco
On June 22, 1983, Emanuela Orlandi, a Vatican teenager, vanished under mysterious circumstances after failing to return home from music school in Rome. This prompted her family to report her as missing.
Emanuela was the daughter of a prominent Vatican employee, and shortly after reporting her disappearance, the Orlandi family received a threatening phone call, linking her return to the release of Mehmet Ali Agca, a Turkish national imprisoned for attempting to assassinate Pope John Paul II two years prior.
However, a subsequent investigation discovered that the allegation appeared to be misdirection.
There are theories suggesting that the Rome-based crime syndicate Banda della Magliana kidnapped Orlandi to pressure the Vatican into repaying an outstanding loan.
The girlfriend of the syndicate's leader, Enrico De Pedis, later claimed that De Pedis confided in her about the kidnapping and death of Orlandi.
Other theories, such as a sex scandal involving ecclesiastical figures and the potential involvement of a serial killer, have been suggested.
However, the true fate of Emanuela Orlandi remains a subject of debate, with uncertainty surrounding the details of her disappearance.
BREAKING: In a 12-page document, Pope Francis scolds the United States over climate change inaction, blasts climate change deniers, particularly in America. The US president is a Catholic.
NOTE: Pope Francis warned that the world is in trouble due to climate change and criticized the United States for excessive consumption. He released a shorter document focusing on climate change and the harm it causes, including the impact on the poor. The Pope also mentioned concerns about artificial intelligence. His fury was mainly against the United States.
NOTE: I may be wrong, but it almost seemed as if he was criticizing the right over climate change positions ahead of the 2024 election.
il fratello di Emanuela Orlandi sono ANNI che non si dà pace per la scomparsa della sorella, e qui invece si difende il presunto assassino che scimmiotta la sorella uccisa.
#garlasco
Emanuela Orlandi desapareció en 1983 en la Ciudad del Vaticano, su padre llegó a ser consejero de Juan Pablo II. Hubo algunas pistas pero nada que les llevara a encontrarla. En 2016 su padre recibió una carta con pistas, las cuales dejaron a todos bastante desconcertados ¿Hilo?
In questo momento particolare di attesa, mentre il mondo intero attende il nuovo bollettino medico sulle condizioni del papa, il mio pensiero è rivolto alla famiglia Orlandi, il perché e’ semplice! I predecessori di questo Papa, così pure lui, porteranno con loro la verità su #EmanuelaOrlandi #PapaFrancesco #Vaticano
#veritaperEmanuelaOrlandi
Papa Francesco Stringendomi la mano mi ha detto 'Emanuela sta in cielo', sono rimasto di ghiaccio», raccontò a caldo il fratello della ragazza scomparsa, che ha poi chiesto di essere ricevuto dal pontefice per chiedere quando e in quali circostanze sua sorella sarebbe morta.
📸 web
Giovanni Paolo II più che un figlio di dio era un gran figlio di puttana.
Bisognerebbe indagare per capire se Emanuela Orlandi sia stata vittima di questi mostri pedofili.
#EpsteinFiles
#22GIUGNO 1983 🇮🇹
A Roma scompare la 15enne Emanuela Orlandi, cittadina del Vaticano. La vicenda diventerà uno dei casi più oscuri della storia italiana e vaticana.
A 43 anni di distanza, il mistero della sparizione e della sorte della ragazza non è stato ancora chiarito.
A più di 40 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, abbiamo incontrato il fratello Pietro e l'avvocato Laura Sgrò durante il festival DarkSide a Vasanello. Un confronto del maggio 2025 che torna attuale.
🎧 L'episodio è disponibile su Spotify 👇 https://t.co/xfxhJXtPZR
Il 22 giugno 1983 scompare Emanuela Orlandi. Un mistero fitto in cui si sono allungate tantissime ombre pericolose.
Di alcune di queste ombre parleremo domani in diretta alle 20.00 con @camuso_angela, giornalista e scrittrice, il cui libro Mai ci fu pietà - best seller e pluripremiato - narra proprio di molte di quelle ombre.
#emanuelaorlandi #Cronaca
Emanuela Orlandi avrebbe oggi 58 anni. "ma per me - dice il fratello - resta una ragazza di 15 anni". Pietro Orlandi torna a chiedere la verità su uno dei più grandi misteri del nostro paese.
#garlasco I Biasibetti portano i Poggi x la morte di Chiara,ma ritornano in montagna xké hanno pagato.Gli amici di Marco pascolano x casa,ignorandosi con Chiara.Non lascio amici nel dolore;e,se frequento una casa,entro in confidenza anke con gli animali.Una freddezza avvilente.
𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐧 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐞𝐬𝐞, 𝐝𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐨̀ 𝐦𝐨𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐀𝐥𝐝𝐨 𝐒𝐜𝐚𝐫𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐮 𝐐𝐮𝐚𝐫𝐭𝐨 𝐆𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐒𝐭𝐚𝐬𝐢: 𝐥’𝐢𝐫𝐨𝐧𝐢𝐚 𝐚𝐦𝐚𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐨𝐠𝐚 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐯𝐚.
Oggi a Quarto Grado, l’ex PM Carmen Pugliese – presenza fissa e voce autorevole del salotto giudiziario – sentenzia con la consueta sicurezza: «Ai fini della revisione per Stasi non basta portare Sempio come responsabile alternativo, servono elementi nuovi».
Parole nette, da chi conosce il rito processuale. Da chi, comodamente in studio, spiega al Paese cosa serve per rimettere in discussione una condanna definitiva. Peccato che la stessa Carmen Pugliese (all’epoca Carmelina Pugliese), quando sedeva davvero su una toga che contava, abbia un curriculum che stride violentemente con questa nuova veste di custode delle garanzie.
Parliamo di Aldo Scardella. Venticinque anni, studente universitario incensurato di Cagliari. Arrestato il 29 dicembre 1985 con indizi debolissimi per l’omicidio di un commerciante: un passamontagna trovato nei paraggi di casa sua, la vicinanza al luogo del delitto. Niente di più. Perizia sul passamontagna negativa, guanto di paraffina negativo. Bastò lo stesso per sbatterlo in carcere.
Centottantacinque giorni di isolamento totale nel carcere di Buoncammino. Il 2 luglio 1986 si impiccò nella cella, lasciando un biglietto: «Muoio innocente».
Durante quei mesi cruciali, la dottoressa Pugliese – giudice istruttore che aveva ereditato il fascicolo – non lo interrogò mai in modo tempestivo, nonostante le reiterate istanze della difesa. Attività processuale esigua, isolamento prolungato senza le minime garanzie. Le inchieste parlamentari e il CSM accertarono gli errori: le fu inflitta una censura disciplinare. Gli assassini veri, la banda di Is Mirrionis, furono condannati solo nel 2002. Aldo Scardella era morto da sedici anni. Innocente.
Oggi quella stessa ex magistrata, che non riuscì (o non volle) impedire che un ragazzo innocente morisse in cella per mancanza di un interrogatorio serio e di un’indagine tempestiva, pontifica in prima serata contro la possibilità di rivedere la condanna di Alberto Stasi nel caso Garlasco. Parla di «elementi nuovi» necessari, di «vantaggio anomalo», di come non basti indicare un responsabile alternativo.
L’ironia è tagliente: chi ha contribuito a un errore giudiziario che si è concluso con un suicidio in isolamento, oggi si erge a paladina della prudenza processuale quando si tratta di un altro uomo condannato. Chi ha ricevuto una censura dal CSM per aver gestito male una fase di detenzione cautelare, ora dispensa lezioni su cosa serve per una revisione «seria».
Chissà se un giorno Quarto Grado dedicherà una puntata anche ad Aldo Scardella, con la sua ex giudice istruttore in studio a commentare. O forse certi gradi di giudizio valgono solo quando non sei tu a marcire in una cella d’isolamento. O quando non sei tu a dover chiedere scusa a una famiglia per una vita stroncata.
Nel frattempo, mentre si dibatte di DNA, profili psicologici e «elementi nuovi» per Stasi, la memoria di Aldo Scardella resta lì, scomoda. A ricordare che la certezza processuale di ieri può essere l’orrore di oggi. E che chi ha fallito una volta in modo così tragico, forse dovrebbe parlare con più umiltà quando sentenzia sul destino altrui dalla poltrona di un talk show.
La toga televisiva è comoda. Quella vera, a volte, pesa troppo. Soprattutto quando porta con sé il peso di un ragazzo che morì gridando la propria innocenza.
#ChiaraPoggi #CarmenPugliese #AldoScardella #Sempio #Stasi #quartogrado #Nuzzi
@QuartoGrado@GianluigiNuzzi