IL CORAGGIO DI UN MAGISTRATO
La giudice Ceccarelli si dimette dal direttivo dell’Anm non prima però di sbattere in faccia ai colleghi alcune pesanti responsabilità: “Nessun cittadino si sentirà più garantito nelle aule di giustizia dopo aver assistito alle scene di giubilo di cui si sono resi protagonisti i magistrati, con balli e cori da stadio intonati contro il massimo esponente di un altro potere dello Stato, e contro una giovane collega”. Dall’Anm “martellante campagna di disinformazione”, “manipolazione storico-giuridica”, “vero e proprio furto di verità”.
L’intervento integrale di Natalia Ceccarelli ⬇️ (notare il fuggi fuggi sdegnato dei colleghi mentre parla)
'Persépolis' (libro y película) fue un hito porque denunciaba un régimen represivo que privaba de libertades a la población cebándose especialmente con las mujeres. https://t.co/GoYTyDOvpX
+++ Primo Firmatario – Com’è cambiata la legge elettorale +++
In questa puntata, condotta come sempre da @davidallegranti: Cosa ci dicono le amministrative; Focus sulla legge elettorale (con @BorgheseMarta); Le audizioni sull’Autonomia differenziata
https://t.co/RGhedVvup7
Italy’s €194bn share of the EU’s post-pandemic recovery fund was meant to deliver a 'once-in-a-generation' reboot to its lagging economy. But as the deadline to use the loans and grants looms, Italy’s economy remains sluggish. https://t.co/9t2Ou5jNGz
In Iran si continua a uccidere in silenzio.
Il tribunale rivoluzionario diretto dal giudice Abolqasem Salavati ha emesso la sentenza di condanna a morte per ‘moharebeh’ contro quattro dei “Ragazzi di Ekbatan”. I loro nomi: Milad Armun, Navid Najjaran, Mehdi Imani, Mehdi Hoseyni.
È sorprendente, o forse no, che l’ad di @fsitaliane consideri accettabili comunicazioni ai passeggeri come: “intercity da Roma diretto a Ventimiglia subirà un ritardo di 80 minuti per ritardo nella preparazione del treno”, e non lo consideri un’evidenza di disastro gestionale dell’azienda che dirige. Cc @AndreaGiuricin
🇮🇹 Per fermare il #declino italiano occorre imho ribaltare il paese. Ma se si cerca di farlo andando allo scontro con i centri di potere romani e non solo ed i boomer è un fallimento perché si trova un muro di gomma. Al tempo stesso non funziona nemmeno un approccio morbido perché la mentalità (sia degli italiani che della politica) è errata ed alimenta il declino. Idee nuove che possano creare un grande movimento di massa non ce ne sono. L’unica richiesta è la difesa delle rendite, bonus a pioggia e maggiore spesa soprattutto per il passato (assistenza e previdenza). Lo status quo condanna il paese ad altri 40 anni di declino.
Quindi, che fare? “BERE per dimenticare il declino”?
La concezione malthusiana di Tozzi sui limiti della crescita lo porta, coerentemente, a sostenere nei suoi libri che dovremmo letteralmente pulirci il sedere con le mani invece che con la carta igienica. Questa è la decrescita, ognuno può giudicare se felice o infelice.
Che barba che noia: Mario Tozzi di nuovo con la tiritera che “Non può esistere una crescita economica infinita su un pianeta con risorse finite”.
È la versione 2026 del malthusianesimo, già smentito dalla storia umana.
La crescita non è “estrarre materie prime fino a finirle”. È innovazione tecnologica, dematerializzazione, efficienza, riciclo e creazione di valore immateriale. Oggi produciamo più ricchezza con molte meno risorse per unità di PIL rispetto a 50 anni fa. Le “risorse” non sono un numero fisso scritto nella pietra: sono una funzione della conoscenza e della tecnologia.
Un geologo che pontifica di economia è come un economista che spiega la tettonica a zolle.
Mesi fa l’amico Mattia Madonia aveva inviato all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte una serie di segnalazioni relative ad altrettante menzogne pubblicate dal loro iscritto, tal @marcotravaglio, invitando altri a fare lo stesso. La risposta era stata un articolo pubblicato appena prima di capodanno a firma del Consiglio di Disciplina nel quale, con una straordinaria supercazzola, la presidente si appellava al diritto di cronaca, derubricando in sostanza le balle del direttore del Fatto a legittime opinioni. Nessun procedimento aperto e anzi questione chiusa con una roba del tipo “fate l’amore, non fate la guerra”.
Chi mi conosce sa che per me tutto questo è semplicemente irricevibile. Le regole del nostro codice deontologico - peraltro aggiornato meno di un anno fa - sono a dir poco cristalline ed includono obblighi quale quello di verifica delle fonti, quello di attenersi scrupolosamente ai fatti e quello di rettifica qualora emerga che sono state pubblicate imprecisioni.
Partendo dal presupposto che le norme, quando messe nero su bianco, non sono consigli amichevoli, ma vincoli ai quali ci si deve attenere per svolgere in modo corretto il proprio lavoro, ho preso spunto dall’iniziativa di Mattia, ma ho preferito dare al tutto una veste formale proprio per evitare che gli organi preposti al controllo potessero cavarsela di nuovo con quattro righe e una pacca sulla spalla.
L’occasione è stata un editoriale uscito a febbraio, nel quale Travaglio, tra i suoi consueti sproloqui, ha riproposto la fandonia dei famigerati “5 miliardi della Nuland”, affermando cioè che nel 2014 l’allora numero due del Dipartimento di Stato USA Victoria Nuland avesse detto davanti al Congresso che gli Stati Uniti avevano investito 5 miliardi di dollari per costruire a tavolino le proteste in corso a Maidan, la piazza centrale di Kyiv.
Facendo appello alla mia pazienza, ho scritto una mail alla redazione del Fatto per formalizzare la richiesta di rettifica, fornendo il link al video ancora disponibile su Youtube del discorso tenuto da Nuland nel dicembre 2013 (non nel 2014), nel corso di un incontro con ucraini residenti negli USA (quindi non al Congresso), nel quale la funzionaria spiegava che Washington aveva effettivamente speso 5 miliardi, ma non per fomentare proteste contro il presidente filorusso, iniziate il mese precedente, ma come somma degli investimenti fatti per accompagnare la democratizzazione del paese dal 1991 sino a quel momento (cioè nell'arco di 22 anni). Fondi che erano stati assicurati anche a praticamente tutti i paesi ex sovietici (Russia compresa). Per semplificare la comprensione di quel semplice concetto ho anche aggiunto un ulteriore link, quello che portava direttamente alla pagina del sito del Governo USA nel quale quell’intervento era integralmente trascritto. La richiesta di correzione del pezzo era dunque dovuta, perché le informazioni che conteneva erano banalmente false, dal momento che Travaglio, invece di citare le dichiarazioni di Nuland, sebbene pubblicamente disponibili, aveva invece copiato la manipolazioni che di quelle parole erano apparse sugli organi di disinformazione russi.
Ho a quel punto atteso (inutilmente) due settimane, ben sapendo che il Direttore non avrebbe né risposto, né pubblicato la rettifica. E così l’11 marzo ho inviato una PEC all’Ordine, allegando tutto e chiedendo l’attivazione del Collegio di Disciplina per la palese violazione del Codice Deontologico. Risultato? A seguito di un sollecito, l’Ordine mi ha risposto ieri che, dopo ben 65 giorni, il Consiglio non ha ancora aperto alcun procedimento.
Ora, se qualcuno pensa che io molli, ha decisamente sbagliato film. Il mio obiettivo è capire, con un caso di scuola come questo, quanto il sistema dell’informazione sia in grado di difendersi da simili situazioni, mettere in evidenza le falle delle regole che pure esistono, e far emergere eventuali complicità delle quali gode chi sfrutta la notorietà offerta dal suo lavoro, senza farsi carico delle responsabilità che ne derivano nei confronti dei lettori.
Su questa vicenda pubblicherò aggiornamenti, appena ce ne saranno, ma è chiaro che, qualora dovessi ottenere ancora silenzi, mi vedrò costretto a chiedere alla Procura di Torino di verificare se tutti abbiano ottemperato agli obblighi connessi agli incarichi che ricoprono.
TO BE CONTINUED...
La diffusione delle conversazioni audio intercettate tra Alberto Stasi e il suo avvocato Angelo Giarda è una vergogna che umilia lo Stato di diritto e la dignità della persona
L'Italia è uno dei due paesi dell'Ue con un calo della produttività reale per ora lavorata nel 2025, -0,6%. L'altro è Malta con -0,8%. La crescita media dell'Ue è dell'1,4%. In Francia +1,5%, Spagna +0,7%, Germania +0,4%. Il paese migliore è l'Irlanda con +10,5%.
+++ Primo Firmatario – Rubio, decreto Commissari e legge elettorale +++
La visita di Rubio in Italia; Focus sul dl Infrastrutture (con @GiadaScotto); L’audizione di Guzzetta sulla legge elettorale.
Condotto da @davidallegranti
https://t.co/WODi5PG0FE
+++ Primo Firmatario – Focus sul dl Sicurezza +++
In questa puntata, condotta da @davidallegranti: Guerre, alleati, sondaggi: per Meloni adda passà ‘a nuttata; Focus sul dl Sicurezza (con @BorgheseMarta); L’audizione del capo della Marina militare
https://t.co/vofdNhyyQm
La Corte dei conti dormiente su Davigo dopo la condanna definitiva. L'ex pm di Mani pulite è stato condannato in via definitiva per rivelazione di segreto d'ufficio nel dicembre 2024, cioè quasi un anno e mezzo fa, ma nei suoi confronti non è stato ancora avviato alcun procedimento per danno erariale, come solitamente accade in conseguenza di condanne definitive per reati di questa gravità contro la Pubblica amministrazione. Basterebbe ricordare quanto avvenuto nel caso di Luca Palamara, che dopo aver patteggiato per il reato di traffico di influenze illecite si è visto recapitare (dopo un anno) una richiesta di oltre 500 mila euro dalla procura generale della Corte dei conti. Nel caso di Davigo dopo quasi un anno e mezzo ancora niente. Un mistero che sembra lasciare intendere che di fronte alla giustizia esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Tutti i dettagli sul Foglio ⬇️⬇️
A proposito delle norme del dl Sicurezza in materia di rimpatri volontari, il quadro che emerge dopo l’emendamento approvato al Senato è composto da due distinte disposizioni, non solo da quella al centro dell’attenzione mediatica // di @carmelopalma
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