Vabe ragazzi, dopo 45 tentativi di truffa (uno assurdo, accordati al telefono 3 volte, ha avuto il coraggio di interpretare una parte tristissima) dichiaro esaurita la mia ricerca
Se Dio vorrà ci riprovo a luglio, intanto silenzio le parole <codice> e <oasis> 🤣
Daje
Vabe ragazzi, dopo 45 tentativi di truffa (uno assurdo, accordati al telefono 3 volte, ha avuto il coraggio di interpretare una parte tristissima) dichiaro esaurita la mia ricerca
Se Dio vorrà ci riprovo a luglio, intanto silenzio le parole <codice> e <oasis> 🤣
Daje
Bisignani: “Essere laziale è una cosa che uno sente forte nel cuore. È un tratto di signorilità e noi ci sentiamo abbastanza unici. Un giorno i miei figli mi hanno detto: papà, la domenica la passi a scrivere di Trump, della Meloni e di Bergoglio. Fai un articolo su Lotito. All’inizio ho resistito anche perché di Lotito sono personalmente amico e gli voglio anche bene. Alla fine, però, l’articolo lo scrivo. Il titolo era: Lotito come Nerone che incendia Roma. E perché come Nerone? Perché Lotito parla sempre in latino. L’articolo scatena un inferno. E lui che fa? Si fa vivo attraverso un amico e mi dice: ci possiamo vedere a cena? Io gli dico: certamente, siamo amici. Ed ero convinto che, con la cena, avrebbe risposto all’articolo e la storia sarebbe finita lì. Alla fine, però, alla cena è lui che ha rinunciato. Nel frattempo il web è impazzito e questa storia è dilagata”.
Bisignani poi risponde direttamente alla teoria del complotto. “Non conoscevo nessuno che volesse comprare la Lazio, anche perché con la mia laurea in Economia e Commercio so che, se uno ha già il 67%, nessuno può spingerlo a vendere. Vogliamo solo una squadra forte e che sia la Lazio. Questo vogliamo. Non avevamo nessun tipo di accordo con nessuno. Avevamo solo detto: ma un imprenditore o una grande famiglia oggi non può reggere da sola il peso di una squadra di Serie A. E l’ho detto anche sul palco nella famosa manifestazione dei 30mila del Flaminio: perché non facciamo come hanno fatto Percassi o Stirpe per fare grande la Lazio? Vogliamo solo ed esclusivamente la Lazio grande. E questa polemica così grande devo dire che, alla fine, ha aiutato il giornale. Abbiamo avuto un boom digitale. Ormai non si può camminare per Roma se non parlando della Lazio”.
«Noi non facciamo debiti, la roba è tutta pagata. Non ci stanno mutui, leasing o bond… Jesmes Bond».
Ve la ricordate?
Oggi Calcio e Finanza pubblica i numeri dell’ultimo bilancio della Lazio: -10 milioni di risultato netto, 126,4 milioni di indebitamento finanziario netto, 196,6 milioni di debiti nella specifica voce analizzata dalla testata e appena 1,84 milioni di liquidità al 30 giugno.
C’è poi il capitolo Formello. Il patrimonio netto passa da -16,8 a +113,6 milioni, ma il miglioramento deriva principalmente dalla rivalutazione contabile del Centro Sportivo di Formello, che incrementa le riserve di circa 140,4 milioni senza generare nuova liquidità.
In altre parole: la rivalutazione di Formello risolleva il patrimonio netto sul piano contabile. La liquidità, però, resta a 1,84 milioni.
Sui mutui, leasing e James Bond (non Jesmes) lasciamo stare.
Ma sul «noi non facciamo debiti», forse i numeri meritano qualche spiegazione in più.
La roba sarà pure tutta pagata. Il bilancio, però, continua a parlare.
Fonte dati: Calcio e Finanza.
@sslazioofficial Regà la verità e che stamo a Roma e meritiamo uno coi soldi che ce faccia lottare tra le prime, stamo nel 2026 ce stanno i fondi e in una città come questa ce devono sta presidenti ricchi come ce l'hanno quell'altri.
@sslazioofficial Vedo tanto fervore nel giudicare giocatori e classifica. Posso ricordare almeno 5 stagioni in cui la Lazio combatteva per lo scudetto dopo 10 partite, peccato che il campionato ne dura 38 e in 22 anni non te lo sei mai combattuto. Sarebbe ora
@FraviliFabio Dicono che l'Olimpico ora fa rumore
Ma è vuoto il posto dove batteva il cuore Hanno tolto i cantanti, hanno spento i colori Ma non spengono la voce di chi resta fuori