Uno può anche non obbedire all’autorità con profonda convinzione di coscienza che gli dice che se obbedisce, disobbedisce ad un comando del Signore, ma sempre nella non obbedienza all’autorità deve rimanere nell’obbedienza al Vangelo.
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Questo dinanzi a Dio. Dinanzi agli uomini chi si preoccupa più di un’anima che si perde? Nessuno. Le anime da noi sono considerate dei birilli da usare come a noi pare e piace. Ma l’anima non è un birillo. Per un’anima Cristo Gesù si è lasciato crocifiggere.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Cfr. Gv 6,1-69).
Fin dal momento della sua creazione, Dio ha manifestato all’uomo qual è la sua volontà su di lui. Gli ha detto qual è il fine per cui è stato creato, qual è la missione da assolvere sulla terra. Gli ha rivelato la via della vita e la via della morte.
Tutta la natura è stata consegnata alla volontà. Se l’uomo ascolta la voce del suo Dio vive secondo natura, che è capacità di ascoltare il Signore. Se non ascolta il suo Dio, vive contro la sua natura. Da natura capace di ascolta, si fa natura che non ascolta.
Cosa è allora la Legge? L’amore eterno di Dio dato all’uomo come principio, fondamento, statuto del suo amore eterno, universale, perenne. Glielo dona all’uomo, da Lui creato capace di amore eterno, capace di dare concretezza all’amore eterno.