Alcune parole attraversano il tempo senza perdere la propria forza. Nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Enrico #Berlinguer, rendiamo omaggio a una figura che ha segnato profondamente la vita politica e civile del nostro Paese, con il suo impegno per l’onestà nelle istituzioni, la vicinanza ai cittadini. Per chi viene dalla mia cultura politica sa che Enrico Berlinguer ha rappresentato un esempio di integrità morale e di coraggio.
42 anni senza Enrico Berlinguer.
La potenza del suo messaggio parla alle nuove generazioni, a milioni di lavoratori, ai popoli che lottano per il diritto all’autodeterminazione.
Non un santino.
Era un uomo politico, un comunista.
E in quanto tale un padre della Repubblica.
Tutti i leader europei sono nei Balcani a discutere del futuro dell’Europa e della pace in Ucraina. Unica assente: l’Italia. Giorgia Meloni non è andata, dice che ha fatto tardi con l’aereo a Reggio Calabria.
Macron, Merz e Starmer lavorano al tavolo della pace tra Russia e Ucraina. La Meloni purtroppo nemmeno invitata. Ci sono tutti i Paesi europei del G7 tranne l’Italia. Che amarezza. Perché?
Orgogliosa di questa giornata, fino a quando non ricordo di vivere al sud dove in quel #2giugno '46 prevalse spudoratamente il voto per la #monarchia
Un sud che non ha mai saputo alzare la testa e farsi valere, scegliendo l'obbedienza al padrone di turno.
#festadellaRepubblica
1/10
Ad Amendolara quattro lavoratori pakistani sono morti bruciati vivi. Una frase che già da sola dovrebbe bastare a fermare ogni discussione e imporre un momento di riflessione.
Preoccupa l’intervista al ministro Crosetto. L’Italia è stata la prima tra i grandi paesi europei a sostenere il processo di adesione dell’Ucraina all’UE. Oggi, probabilmente per evitare di litigare con la Lega, il ministro fa quella che sembra una inversione di marcia 1/2
Il 9 maggio scorso a Taranto un gruppo di giovani fa nottata con la caccia al “negro”. Sono le 5 del mattino. Accoltellano a morte Bakari Sako, 35 anni. Stava andando a lavorare nei campi in bici. Il suo corpo è tornato nel Mali nel silenzio delle istituzioni. Vergognatevi! 😡🥺
Conte: «L’Ucraina non può entrare nell’Unione Europea».
A 24 ore dal no della Lega, arriva anche quello del Movimento 5 Stelle. Sull’invasione dell’Ucraina l’asse gialloverde è sempre solido.
«Semmelweis è morto di setticemia in manicomio nel 1865.
Nello stesso anno l’Ospedale della Maternité veniva chiuso dopo 1.530 parti, e ben 310 donne morte.
Nessuno gli aveva dato ascolto.
Quattordici anni dopo Louis Pasteur dimostrerà che Ignác Semmelweis aveva ragione.
Con la preghiera di ascoltare e leggere. Grazie!
Fate girare, diffondete, per favore!
"Cari amici,
@RadioRadicale è stata imbavagliata in #Turchia.
Il governo turco ha deciso di silenziare Radio Radicale.
Gli ha messo la mordacchia, nel silenzio assordante dei media italiani, tranne pochissime eccezioni, e nel silenzio assordante di una Unione europea e del mondo democratico in generale, tutti impegnati a celebrare i droni turchi e le esportazioni di armamenti.
Radio Radicale è silenziata in Turchia e silenziata in #Italia.
Il suo corrispondente in Turchia, da 16 anni, ha contribuito quotidianamente con le sue cronache a far conoscere agli italiani e agli europei lo spaventoso arretramento dello stato di diritto e della democrazia in questo paese con il tramonto della giustizia e della libertà di espressione; arretramento in corso da tempo, ma oggi con il brutale attacco della polizia alla sede del principale partito di opposizione e con la destituzione del suo presidente, siamo all’atto finale che sancisce definitivamente la fine dell'inganno dell’esistenza di un barlume di democrazia in questo Paese.
Molti di voi e vi ringrazio, mi avete espresso solidarietà anche per avermi pubblicamente riconosciuto il merito di aver tenuto acceso il faro dell’informazione sugli orrori compiuti dalla Repubblica islamica contro la sua popolazione civile.
Ora il mio profilo X è stato oscurato per decisione del governo turco proprio mentre la magistratura turca veniva denunciata, da me e dai media dell’opposizione, come eterodiretta dalla presidenza della Repubblica che ha destituito il leader dello storico partito laico, socialdemocratico, fondato da #Atatürk, che aveva sconfitto, per la prima volta nel 2024 - seppur nelle elezioni locali - la macchina da guerra dell’Ak Parti di #Erdoğan.
Il mio profilo X è stato oscurato proprio mentre il presidente Recep Tayyip Erdoğan sta ridisegnando un'opposizione a lui leale, addomesticata, insediando un “perdente cronico elettorale” come capo dell'opposizione: un personaggio innocuo che gli permette di dormire tranquillo e di prepararsi a vincere le prossime presidenziali che molti prevedono che saranno anticipate.
Aspettarsi elezioni libere in Turchia oggi è pura fantasia. Resistere a questa recita meticolosamente orchestrata, trasmessa quotidianamente in diretta dai media filogovernativi, è un diritto di tutte le organizzazioni di massa, le organizzazioni della società civile, le persone che difendono la democrazia e naturalmente anche dei giornalisti che hanno il dovere deontologico di smascherare tale recita.
E io continuerò a smascherarla.
È noto che utilizzo i social esclusivamente per veicolare la mia attività di corrispondente per Radio Radicale conducendo la mia rigorosa e quotidiana attività di corrispondente senza alcuna pavida autocensura mettendo appunto in rilievo lo spaventoso arretramento dello stato di diritto in Turchia, attività, come spesso mi viene riconosciuto, svolta con rigoroso equilibrio e completezza di informazione, supportata sempre da una adeguata quantità di fonti qualificate e autorevoli.
Non chiedo e non mi aspetto solidarietà dai media di informazione in Italia, non mi aspetto solidarietà per la mia attività di corrispondente in Turchia, per la mia dignità e la mia stessa incolumità personale, ma mi aspetterei, soprattutto dal mondo dell’informazione radio-televisiva una mobilitazione che chieda che sia posto fine al bavaglio dei giornalisti nell’esercizio della loro preziosa e indispensabile attività di informazione, soprattutto per coloro che operano sul campo in condizioni estremamente difficili e rischiose con mezzi e risorse spesso molto precari e in regimi fortemente autoritari.
Mi rivolgo in particolare ai colleghi giornalisti e ai loro direttori:
È in gioco la libertà di tutti noi e il diritto dei cittadini ad essere informati; è in gioco la libertà del giornalismo indipendente non disposto a piegarsi alla propaganda dell’autocrate di turno."
Vanno visti i numeri.
Sempre.
Hanno votato 18 capoluoghi.
In 5 comuni vincono i progressisti.
In 3 la destra.
In 4 vincono sindaci civici, nessuno di destra.
In 6 comuni c’è il ballottaggio.
Il Pd avanza.
Dunque, la destra eviti trionfalismi inutili.
La partita è stra-aperta!
Guardate questa foto e segnatevi questo nome. E' Gholamreza Khani Shekarab, 34 anni. Lo hanno impiccato oggi, 26 maggio 2026.
Campione di MMA, allenatore e arbitro internazionale.
Lo hanno accusato di spionaggio per Israele. Lo hanno torturato per farlo confessare.
Non ha avuto un processo equo.
Non gli hanno dato un vero avvocato.
La sentenza è stata confermata dalla Corte Suprema.
È stato giustiziato nel carcere di Ghezel Hesar (Karaj) con l’accusa di “cooperazione intelligence e spionaggio a favore del regime sionista (Israele)”.
Fermiamo i boia iraniani, con qualunque mezzo.