@OttavoG@FinallyTheo Basta avere cose più importanti a cui pensare nella vita. Come se gente come lui o Nadal ad esempio, potesse permettersi di stare a far nulla per uno/due mesi..
Adriano Panatta sul Corriere della Sera: “Sinner riesce sempre a sorprendermi. Esce pesto e ammaccato da match difficili e laboriosi, talvolta deludenti nel risultato — come la finale degli US Open di domenica sera, quando Alcaraz gli ha scatenato contro una tempesta anomala di servizi vorticosi e dritti simili a cazzotti.
Perdere una finale dello Slam non aiuta a essere lucidi nel giudicare ciò che è appena accaduto all’Arthur Ashe Stadium, né a disporsi subito all’autocritica per mettere in evidenza dove e cosa migliorare. Jannik — come lo chiama Carlos Alcaraz — ha indicato i suoi limiti attuali (piccoli limiti, lasciatemelo dire, che sarebbe ingiusto ingigantire al contrario): un servizio da rendere più autorevole e sicuro; una comfort zone più ampia, capace di inglobare le parti del suo gioco ancora forzate, come palle corte, variazioni, discese a rete. Su questo deve lavorare, tornare a crescere, progredire, se vuole evitare che Alcaraz prenda il largo e diventi irraggiungibile.
Ha capito tutto, Sinner. Ha detto le cose giuste e mostra ancora una volta di conoscersi bene. E non è da tutti ammettere le proprie mancanze in un momento così delicato, subito dopo la sconfitta in una finale Slam. Deve tornare a studiare… proprio come ha fatto Alcaraz con lui: osservandolo nella conduzione del gioco, nella scelta dei colpi nei punti importanti, nell’essere meno disinvolto nell’uso dei colpi a effetto, nella ricerca della continuità e della solidità. Ora tocca a Sinner prendere da Alcaraz e preparare la riscossa a partire dall’osservazione del rivale.
Il resto non conta. C’è già chi vuole aprire processi… Ma smettetela! Chi vince due tornei dello Slam all’anno non può essere processato. Né conta poi così tanto la classifica: primo o secondo cambia poco, soprattutto per chi è rimasto in vetta per 65 settimane di fila, più di un anno. Conta il tennis prodotto in campo, la passione regalata al pubblico, contano le grandi sfide e i grandi tornei. La classifica è una questione determinata dagli algoritmi e, come tutti sanno, gli algoritmi non hanno anima”.
Hai 54 anni suonati, sei in TV da quando ne avevi 26 (1997), nell'ultima trasmissione TV per cui si sanno i tuoi compensi prendevi 20mila euro a puntata, e ti metti contro un ragazzino di 20 anni che denuncia una situazione di sfruttamento da €650 al mese?
Ma non ti vergogni?
@fracostanzo Vivo in Spagna e ho avuto due bellissime gemelline a 38 anni con fecondazione in vitrio. E tutto l'iter e i farmaci, con la sanità pubblica. Sono stata molto, molto fortunata
Se qualcuno dovesse chiedermi, come filosofa, che cosa si dovrebbe imparare al liceo, risponderei: “prima di tutto, solo cose “inutili”, greco antico, latino, matematica pura e filosofia. Tutto quello che è inutile nella vita”. Il bello è che così, all’età di 18 anni, si ha un bagaglio di sapere inutile con cui si può fare tutto. Mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose.
Agnes Heller, "Solo se sono libera"
"Ciao Jannik. Credo che non ci sia nessuno che meriti di essere il numero 1 del mondo più di te" (Agassi)
Video ad alto tasso emotivo.
Da Federer a Borg, da Edberg a McEnroe. Le leggende del tennis omaggiano #S1nner.
Grande tra i grandi
(📽 @atptour)