Consulente del Lavoro orgogliosamente toscano che soffre lontano dalla Sardegna. Amo l'incanto della natura, viaggi, buone letture ed il coraggio della verita'.
🚨BREAKING: Miguel Bosé, the biggest Spanish-language pop star of the last few decades, has just released a video taking a knee and putting his hand over his heart in honour of Henry Nowak
This has now spread like a wildfire. Europe has never been more UNITED! 🇪🇸🇬🇧
@massimo_macs@Martinapilla87 E quando il capitano #chiellini consigiava i compagni di rinunciare ai compensi per poi prenderli in altra maniera, te lo ricordi?
Questa non è una spiaggia qualsiasi, una di quelle che si appresta a essere presa d’assalto nella bella estate che sta per iniziare.
Questa spiaggia si trova in Francia.
E 82 anni fa ha visto lo sbarco sotto il fuoco di migliaia di ragazzi di 20 anni o persino più giovani; molti dei quali su quella spiaggia rimasero per sempre, falcidiati dal fuoco delle mitragliatrici dei nazisti.
Quei ragazzi erano soprattutto americani e britannici, ma c’erano anche tanti canadesi.
È stato grazie a loro se l’Europa (e l’Italia, grazie anche al contributo della lotta partigiana) si sono liberati dalla tirannia e sono tornate o diventate libere e democratiche.
In questi tempi in cui libertà e democrazia sembrano essere merci meno preziose, o comunque sacrificabili, il @Partito_Libdem vuole ricordare il sacrificio di quei ragazzi che vennero da lontano a perdere la propria vita su quelle spiagge, affinché noi potessimo essere liberi.
Marco Travaglio è un individuo che ha costruito un'intera carriera distribuendo sentenze prima dei tribunali, coltivando il sospetto come metodo e il giustizialismo come spettacolo. Ora scopre improvvisamente il valore del contraddittorio. È successo dopo aver scritto una lettera aperta alla procuratrice generale di Milano, accusandola di aver ascoltato una sola versione dei fatti.
Detto da lui, sfiora il capolavoro involontario. Perché una procura non replica con lettere ai giornali, non partecipa ai talk show, né ingaggia duelli editoriali. Parla attraverso gli atti. Travaglio lo sa perfettamente. Sa che quella lettera non avrà risposta e che nessuno dall'altra parte potrà occupare la stessa pagina per replicare punto su punto. E proprio per questo l'ha scritta.
È il vecchio trucco del processo mediatico: si sceglie un imputato che non può difendersi, si costruisce l'arringa e poi si pretende che il pubblico la scambi per verità.
Se davvero ritiene di essere stato diffamato, faccia ciò che per anni ha suggerito agli altri: vada in tribunale. Denunci la Procuratrice. Citi in giudizio la Procura. Costringa chi lo avrebbe accusato a rispondere nelle sedi competenti. Lì non bastano gli editoriali indignati, le allusioni, le campagne di stampa, le gogne o le tifoserie. Lì contano i fatti, le prove.
Ma forse il problema è proprio questo. In un'aula di giustizia esiste il contraddittorio. In una lettera aperta sul proprio giornale, invece, esiste soltanto Marco Travaglio che interroga, accusa, giudica e assolve. Da anni è il ruolo che preferisce. Quello del pubblico ministero senza procura, del giudice senza toga, del moralista senza appello. E adesso pretende perfino di passare per vittima.
La nemesi, a volte, possiede un senso dell'umorismo straordinario.
MAURO GIANNINI- Sindaco di Pennabilli.
Aspramente criticato da BONACCINI e DE PASCALE per avere indossato una semplice camicia nera il 2 giugno durante la Festa della Repubblica risponde loro così.
STANDING OVATION 👏🏻👏🏻👏🏻⬇️
Uno dei motivi per cui Giorgia
mi è diventata simpatica
Unione degli Istriani
LA FESTA DEL 2 GIUGNO HA CONFERMATO CHE ESISTONO DONNE DI “SERIE A” E DI “SERIE B”
Cari Amici,
la Festa del 2 giugno di quest’anno è stata, come non mai, un condensato di ipocrisia e contraddizioni.
La ciliegina sulla torta degli eventi organizzati per l’80° anniversario del referendum che sancì la nascita della repubblica - referendum dagli esiti mai verificati ed al quale gli altoatesini ed i giuliano-dalmati non hanno preso parte! - è stato il monologo di Paola Cortellesi, un vero e proprio inno alle donne italiane trasmesso in diretta tv dal Quirinale, presenti tutte le massime cariche dello Stato.
Ne “I volti (femminili, ndr) della Repubblica” sono state citate le donne simbolo che da quel 2 giugno 1946 in avanti hanno saputo emanciparsi emergendo da una società fondamentalmente maschilista - questo il filo conduttore del discorso della Cortellesi - fungendo da esempio: Tina Anselmi, Nilde Iotti e Teresa Mattei.
Bene!
E ci saremmo tutti aspettati che la lectio si concludesse con una vittoria di tutte le donne italiane presenti ormai in tutte le professioni e in ruoli apicali ma, soprattutto, per la prima volta nella storia d'Italia, presenti con una donna Presidente del Consiglio dei Ministri.
E invece no.
Giorgia Meloni, presente fisicamente all’evento e seduta in prima fila, non doveva esistere. Con il consenso, evidentemente esplicito, di chi quel discorso lo aveva esaminato ed approvato preventivamente, come sempre accade in tutti gli eventi di questa portata.
Che tristezza, che schifo!
D’accordissimo
Massimo Greco
MA QUANTO È ODIOSA LA SINISTRA!
Marco Squarta
Sapete qual è la cosa che fa più sorridere?
Che Paola Cortellesi, raccontando ottant’anni di donne nella Repubblica italiana, abbia citato attrici, intellettuali, militanti e protagoniste di ogni stagione culturale e politica, dimenticandosi però dell’unica donna che sia mai arrivata a Palazzo Chigi.
La prima Presidente del Consiglio della storia d’Italia.
E alla fine ha ottenuto l’effetto opposto.
Perché ignorare un fatto storico non lo cancella.
Anzi, lo rende ancora più evidente.
E allora il punto non è Giorgia Meloni.
Il punto è che se davvero si vuole parlare di donne, di merito e di conquiste, bisognerebbe avere il coraggio di riconoscerle tutte.
Anche quando non appartengono alla propria parte politica.
Perché i fatti hanno un difetto enorme.
Restano lì, anche quando qualcuno prova a ignorarli.
SENTI SENTI 🤬
Venticinque miliardi nostri spazzolati in due mesi da Conte e Arcuri: Nicola Porro inchioda, prove alla mano, i due artefici della dittatura sanit.
Venticinque miliardi di euro. Questa è la cifra che l’Italia ha speso tra gennaio 2020 e marzo 2022 x affrontare⬇️
Adesso capisco il mio amico Massimo del perché dopo 40 anni di attività commerciale ha venduto il negozio e il suo appartamento e se ne è tornato in Campania. Quando gli ho chiesto perché? mi ha risposto: perché da quando c'è quel coj... di Lepore a Bologna non si vive più.