✍🏻 Roberto Riccardi
A Conte deve essere morta la maestra di matematica alle elementari. È tornato a promettere soldi a pioggia: ai diciottenni, agli artisti, a chi lavorerà meno. Soldi a tutti, proprio a tutti.
Qualcuno, a Milano, ha pensato di regalare una calcolatrice all’uomo del “tutto gratuitamente”?
All’evento Nova, gli iscritti del Movimento 5 Stelle hanno approvato il farneticante programma che Giuseppe Conte porterà agli alleati del campo largo.
Lo hanno votato in migliaia, ma nessuno, evidentemente, è stato in grado di fare due conti.
Il pezzo forte si chiama “Capitale 18”, allacciate le cinture.
15.000 euro a ogni ragazzo che compie diciotto anni, da spendere in studio, impresa o mobilità. Una misura selettiva, precisano, riservata alle famiglie con meno di 300.000 euro di reddito l’anno.
Bisogna riconoscerlo. Stavolta la copertura, per quanto di fantasia, l’hanno scritta. Pagheranno le grandi eredità, con un’imposta di successione più progressiva. A Roma si direbbe una operazione “a babbo morto”
Proviamo allora a fare quello che a Nova nessuno ha fatto. I nati del 2008, cioè i diciottenni di quest’anno, sono 576.659. Moltiplicati per 15.000 euro fanno 8,6 miliardi l’anno.
L’imposta di successione ne incassa 952 milioni. Il conto è sbagliato di nove volte.
Alle elementari la tabellina del nove arriva per ultima. La maestra deve aver lasciato il mondo terreno prima di insegnarla a Giuseppi. Non c’è altra spiegazione.
Nove volte il gettito di oggi. I ricchi veri non bastano, pure perché il commercialista in Svizzera ce l’hanno da tempo.
Per trovare il resto bisogna scendere. Parecchio. Fino alla casa della nonna, al bilocale lasciato al nipote, al risparmio di una vita.
La paghetta di Stato al diciottenne verrebbe dalle tasche del ceto medio nel giorno peggiore, quello in cui perde un genitore.
Poi c’è la soglia. Per il fisco italiano sopra i 50.000 euro l’anno sei già nella fascia più alta. Per Conte a 300.000 sei ancora uno da aiutare.
Il primario con la barca e il figlio al liceo privato potrà mettersi in fila allo sportello accanto alla cassiera del supermercato. Uguaglianza, finalmente.
Il capolavoro però è un altro.
Nello stesso patto il Movimento vuole dare il voto ai sedicenni.
A sedici anni un ragazzo sarebbe abbastanza maturo per scegliere il governo della Repubblica. Ma a diciotto non lo sarà abbastanza per spendere i suoi 15.000 euro.
Il programma specifica che i soldi non sono liberamente spendibili e che servirà pure un percorso pubblico di educazione finanziaria.
Può decidere chi scrive la legge di bilancio, non può comprarsi un motorino. Maturo per l’urna, minorenne per il portafoglio.
E non è finita. C’è pure il reddito creativo.
1.000 euro al mese a chi lavora nella cultura. Se le domande supereranno i fondi, si sceglierà con “criteri non discrezionali”. Quali? Non si sa. Si sa solo come non sarà.
E poi l’IVA sui carburanti dal 22 al 10 per cento, l’orario ridotto a parità di stipendio, gli asili nido gratuiti in tutta Italia, il congedo pagato al cento per cento.
Poi di nuovo il Reddito di divananza, stavolta 2.0.
Accanto a ciascuna voce manca il costo. Creare deficit apocalittici è la specialità della casa.
È la letterina che i bambini lasciano sotto l’albero. Con una differenza: Babbo Natale almeno sa che i regali qualcuno li deve pagare.
L’unica divisione che torna è quella degli alberi. Il Movimento promette 58,9 milioni di nuovi alberi nelle città, uno per abitante.
Per contare gli alberi basta l’anagrafe. Per contare i soldi servirebbe la ragioneria.
Chi si stupisce ha la memoria corta.
Reddito di cittadinanza, superbonus al 110 per cento, bonus per i monopattini, bonus vacanze, lotteria degli scontrini, banchi a rotelle e tanto altro.
Lo scontrino di Giuseppi è lungo come un rotolo di carta da cucina. Anzi, visti i risultati dei suoi governi, come il famoso rotolo di carta igienica Regina.
Il Movimento che prometteva di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ha finito per aprire il portafoglio degli italiani. Il loro, non il suo.
Perché c’è ancora chi dà retta a Conte, come è possibile?
Perché i bonus e le regalie varie hanno un pregio che nessuna riforma seria avrà mai: si vedono.
I 15.000 euro portano il nome di tuo figlio. Il conto invece arriva diviso fra sessanta milioni di persone, spalmato negli anni, senza firma. Il beneficio è vicino e personale, il costo è lontano e anonimo.
Non serve essere ingenui per cascarci. Basta essere stanchi, basta avere un figlio che non trova lavoro e un affitto che non scende.
Chi promette lo sa benissimo. Giuseppi non è un distratto che sbaglia i conti. È uno che ha scelto di non farli.
Il meccanismo è più profondo di una furbizia elettorale.
Un partito nato senza sezioni, senza apparato, senza una dottrina non ha niente che tenga insieme i suoi elettori.
Non ha la fede che reggeva la vecchia Democrazia cristiana, non ha la disciplina del vecchio Partito comunista. Non ha una storia da difendere né un’idea di Paese da tramandare.
Ha solo la promessa. Nel 2018 il reddito di cittadinanza gli consegnò il Mezzogiorno come un contratto di fornitura.
Da allora, ogni volta che i numeri calano, il Movimento rinnova l’offerta e alza la posta. E il “Capitale 18” non è un piano di governo. È una flebo.
Dietro c’è pure un’Italia che lo ha reso possibile: l’Italia del click day, dell’applicazione aperta a mezzanotte, del bonus scaricato come un buono sconto.
Un Paese educato a chiedersi non quanto costa una cosa, ma come si fa la domanda. E se in omaggio ci sono pure una batteria di pentole e una bici con il cambio shimano, il gioco è fatto.
Chi governa quel Paese con i sussidi non lo aiuta a crescere. Lo tiene bambino, perché i bambini chiedono e non fanno i conti.
Alla maestra di Conte non possiamo chiedere più niente. Agli elettori sì. Prima di mettere la croce sulla scheda, fate la prova del nove.
D’ora in poi quando mi chiederanno come mai il @Partito_Libdem non potrà mai andare col Campo Largo, citerò quello che Franco Ancona - il nostro responsabile sanità - ha appena mostrato con dati.
L’Italia è il paese con il piu’ alto numero di apparecchi per Tac e risonanza magnetica (e il più alto numero di radiologi e tecnici di radiologia) pro-capite.
Poi ha mostrato un’altra slide: l’Italia è il paese che fornisce il più basso numero di Tac e risonanze magnetiche.
“L’altro giorno Bonelli - ha detto Franco - ha detto che invece di abolire il bollo auto, si potevano comprare più apparecchi per Tac e risonanza magnetica”.
Non si risolve nulla semplicemente spendendo più soldi pubblici.
🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Continuano ad arrivare immagini terribili da Kyiv. Purtroppo non si tratta di una sorpresa. Le informazioni di intelligence di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi avvertivano della volontà di Vladimir Putin di intensificare i colpi sulla capitale ucraina. La brutta notizia è che la tendenza andrà consolidandosi ulteriormente durante l'inverno. Stazioni ferroviarie, infrastrutture energetiche, centri economici. L'obiettivo è "svuotare" le maggiori città ucraine. La guerra non si combatte insomma soltanto lungo la linea del fronte. È chiaro che sempre più colpirà la quotidianità di milioni di persone.
Prepararsi. E allo stesso tempo ricordare che queste immagini non sono tratte da un film. È vita vera, se vita si può chiamare.
"Arrendiamoci al deserto
...e chiamiamolo pace"
Era il '22 e Pennacchi ironizzava su un certo pacifismo opportunista di casa nostra
È il 2026, la situazione mi sembra peggiorata, non è più comica
è reale
La mujer sabia por naturaleza:
En 2008, la bióloga Katie Hinde descubrió algo que la ciencia había ignorado durante siglos: la leche materna no es una receta fija, es un mensaje en constante cambio.
Mientras estudiaba macacos en California, Hinde notó un patrón extraño. Si la madre tenía un hijo varón, la leche era espesa, rica en grasas y proteínas (combustible de alto octanaje). Si tenía una hija, la leche era más abundante y cargada de calcio. ¿Cómo sabía el cuerpo de la madre cambiar la fórmula química según el sexo del bebé?
Esto la llevó a descubrir el mecanismo más fascinante de la biología humana: el "flujo retrógrado".
Durante años pensamos que la leche solo iba en una dirección (de madre a hijo). Estábamos equivocados. Cuando un bebé amamanta, el vacío creado succiona una pequeña cantidad de saliva del bebé hacia el interior del pezón de la madre.
Aquí ocurre la magia: El tejido mamario de la madre analiza esa saliva. Es un escáner biológico.
Si la saliva contiene señales de que el bebé tiene fiebre o una infección, el cuerpo de la madre comienza a fabricar anticuerpos específicos para esa enfermedad en cuestión de horas.
Si el bebé está estresado, la leche cambia sus niveles hormonales (como el cortisol) para influir en su temperamento.
La leche cambia de la mañana a la noche. Cambia si el bebé está enfermo. Cambia si es ni��o o niña.
Como concluyó Hinde: "La leche materna es comida, es medicina y es señal". Es el sistema de comunicación más sofisticado de la naturaleza, una conversación silenciosa entre dos cuerpos que ni siquiera la tecnología moderna ha logrado replicar por completo.
Validación histórica y científica, Katie Hinde, PhD - Laboratorio de Lactancia Comparativa, Arizona State University. Este contenido es informativo y educativo. #fblifestyle
E voi che pensavate che l’attacco al neo-liberismo della segretaria Schlein - o l’invito alla diserzione della segreteria dei giovani - fosse abbastanza.
Sentite un po’ qua invece, va.
Lo scrittore ucraino pacifista Artem Chapeye, arruolatosi all’inizio dell’invasione russa, risponde alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero:
«Fanno bene i giovani a rifiutare le guerre di aggressione mosse dai loro governi. Ma la resistenza a un’invasione non è “la vostra guerra di destra”. È la stessa guerra che fecero i vostri partigiani. Onestamente, ne ho abbastanza di rispondere a formule astratte di persone privilegiate, che non si rendono nemmeno conto di quanto lo siano a non dover prendere decisioni così difficili come le nostre e a potersi limitare a fare retorica teorica. Spero davvero che gli italiani non si ritrovino mai più nella stessa situazione in cui siamo noi. Solo ora comprendo il significato profondo di quest’espressione, e da una città in guerra ve lo auguro sinceramente: la pace sia con voi». (La Repubblica)
Seguro has visto este video como el "peor fail del deporte" o un simple meme de risa, pero la historia real es brutal.
Él es John Elmerson Fabriga y sacó un 0.00 perfecto tras caer de espalda. Tras las burlas, la verdad avergonzó a todo su país.
La cruda realidad abajo. 🧵👇
Italian journalist Oriana Fallaci removing her chador during her tense 1979 interview with Ayatollah Ruhollah Khomeini in Qom, Iran...
In October 1979, Italian journalist Oriana Fallaci traveled to Qom, Iran, to interview the Islamic Revolution's supreme leader. To get inside the room, Fallaci was forced to cover herself from head to toe in a heavy black chador, leaving only her face visible.
The conversation inside the room was tense from the very start. Fallaci did not hold back her questions.
She pushed the Ayatollah on political executions, the sudden shutdown of independent newspapers, and the sharp loss of rights for Iranian women under the new regime.
When she asked about the forced wearing of the veil, Khomeini dismissed her concerns and claimed the garment was meant to protect young and respectable women. He then added,
"If you do not like the Islamic dress, you are not obliged to wear it."
Fallaci took his words literally and replied, "Thank you, Mr. Imam. Since you tell me so, I am taking it off right now."
With a quick move, she pulled the chador off her head, leaving her hair completely exposed right in front of the Supreme Leader.
Khomeini was furious.
He stood up without saying another word and walked out of the room. The room fell silent, and the interview was abruptly stopped. However, Fallaci refused to leave Iran until he returned a day later to finish the conversation.
This confrontation became legendary in the history of journalism.
It showed a reporter refusing to bow down to authority, even in one of the most dangerous settings imaginable.
Fallaci proved that real journalism requires standing up to power, asking hard questions, and refusing to be silenced by fear or tradition.
When journalists trade raw courage for easy access and comfortable silence, we lose one of our strongest shields against tyranny.
In an era where true courage in reporting feels rare, her brave stand reminds us that honest journalism still has the power to light up the dark, giving a voice to the voiceless and inspiring future generations to speak truth without fear.
#archaeohistories
Très TRÈS GRAND RESPECT !!!! 🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥🔥
En 1936, devant les yeux d'Adolf Hitler aux Jeux de Berlin, un jeune homme de 20 ans fend l'eau à une vitesse phénoménale et fait taire tout le stade. Sept ans plus tard, en novembre 1943, il monte dans un wagon à bestiaux direction Auschwitz avec sa femme et leur fillette de deux ans. Ce soir-là, privé de son nom et réduit à un simple numéro gravé dans la chair, personne ne sait encore que cet homme brisé accomplira après l'enfer l'un des plus grands miracles de l'histoire du sport.
Son nom était Alfred Nakache.
Avant la guerre, Alfred est le roi des bassins, l'un des nageurs les plus rapides de la planète et le fierté de toute la France. Mais en 1941, sous l'Occupation, un article de presse le désigne publiquement comme « le Juif Nakache » et exige son bannissement immédiat des compétitions. Par solidarité, d'autres nageurs français refusent de plonger sans lui et se retirent des championnats. Ce geste magnifique ne suffira pas à le protéger de la haine.
Dénoncé, Alfred est arrêté avec les deux êtres qu'il aime plus que tout au monde.
Dès leur arrivée sur la rampe d'Auschwitz, sous un ciel gris et glacial, la sélection sépare la famille en quelques secondes. Alfred est envoyé aux travaux forcés. Sa femme Paule et leur petite Annie, âgée de deux ans à peine, sont exécutées dès le premier jour. Alfred l'ignore et continue d'espérer chaque matin, trouvant la force de survivre dans le seul souvenir de leurs sourires.
Il a perdu sa dignité.
Il a perdu sa femme.
Il a perdu sa petite fille.
Après avoir survécu aux travaux exténuants et aux marches de la mort en plein hiver, il est enfin libéré au camp de Buchenwald. Il n'est plus qu'un squelette vivant, pesant à peine 40 kilos, les yeux creusés par le chagrin lorsqu'il apprend la terrible vérité : il ne reverra plus jamais sa femme et son enfant.
N'importe quel homme se serait laissé mourir.
Mais un peu plus d'un an après sa libération, en 1946, Alfred s'avance au bord d'un bassin. Ses bras sont marqués par les cicatrices, son corps porte les traces de la faim, mais il plonge. Dans l'eau, il ne ressent plus la douleur des camps ni le poids de l'absence. Il bat le record du monde du relais. Deux ans plus tard, aux Jeux Olympiques de Londres en 1948, il est le seul survivant des camps de la mort à s'aligner au départ, nageant non pas pour la gloire ou la vengeance, mais simplement pour se sentir encore vivant.
Alfred a consacré la suite de sa vie à transmettre sa passion aux enfants de Toulouse, leur apprenant à flotter, à respirer, à ne jamais abandonner face au courant.
Un après-midi de 1983, alors qu'il effectuait sa traversée quotidienne dans la mer, son cœur fatigué s'est arrêté. L'eau, qui lui avait tout donné et qui l'avait aidé à traverser le pire, l'a emporté paisiblement.
On croit souvent que le courage consiste à se battre contre les autres, alors qu'il s'agit parfois simplement de trouver une raison de continuer à respirer quand on a tout perdu.
Si ce destin hors du commun vous a touché, partagez-le pour que le nom d'Alfred ne soit jamais oublié. On a tous en nous une force cachée pour surmonter nos plus sombres épreuves.
El discurso de Alexander Zverev que tenés que escuchar. ❤️
🗣️ “Quiero agradecer a una persona más. Alguien que nunca ve realmente mis partidos, pero que es la persona más importante de mi vida tenística y de mi vida en general.
Cuando tu hijo de 4 años es diagnosticado con diabetes y los médicos te dicen que su vida y su práctica deportiva serán muy, muy limitadas, hace falta una madre muy fuerte para salir de ese consultorio y decir:
‘Mi hijo estará donde quiera estar. Si quiere ser tenista, será tenista. Si quiere hacer otra cosa, hará otra cosa. Pero esta enfermedad no nos va a definir’.
Mi madre es la persona más importante y fuerte que conozco. Hace falta una mujer increíblemente fuerte para hacer lo que ella hizo”.
*BRILLIANT*
The French made a short film about what could happen after all immigrants would follow the ‘_white, angry old man’s_’ advice to go back where they came from.*
GIORNALISMO MERCE RARA
Questa è la foto che dovrebbero appendere nelle scuole di giornalismo.
A destra, c'è Rachel Scott. Fa una cosa che in Italia ormai sembra un reato: fa una domanda vera. Dice a Trump:
"Lei dice che l'economia americana vola. Allora perché deve promettere ⏬
¿Y si el mayor peligro para nuestra sociedad no fuera la maldad, sino la estupidez?
La alarmante teoría de Dietrich Bonhoeffer que explica el mundo de hoy.
La Teoría de la Estupidez de Bonhoeffer:
El peligro silencioso
Durante los años más oscuros de la Alemania nazi, el teólogo y pastor Dietrich Bonhoeffer reflexionó desde su celda sobre cómo una sociedad culta y moderna había caído en la barbarie colectiva.
Su conclusión fue revolucionaria y alarmante:
la estupidez es un enemigo del bien mucho más peligroso que la maldad misma.
👉 ¿Por qué es más peligrosa que la maldad?
Contra la maldad se puede luchar:
se puede denunciar, combatir e incluso legislar en su contra.
El malvado, en el fondo, suele tener conciencia de que está rompiendo las reglas.
Con la estupidez, en cambio, estamos completamente indefensos.
La persona dominada por ella es impermeable a los argumentos lógicos y a los hechos objetivos.
Si se le presentan pruebas que contradicen sus dogmas, simplemente las ignora o las tacha de irrelevantes.
Al sentirse completamente segura de sí misma, se vuelve agresiva y sumamente peligrosa al ser confrontada.
No es un defecto intelectual, sino moral
Bonhoeffer aclaró que esto no tiene nada que ver con el coeficiente intelectual o el nivel educativo. Existen mentes brillantes que operan bajo una profunda estupidez y personas sencillas que desbordan sabiduría moral.
La estupidez ocurre cuando un individuo renuncia voluntariamente a su capacidad de juicio propio.
👉 El contagio social y el rol del poder
Para el pensador, la estupidez es un fenómeno sociológico.
Observó que el ascenso de una fuerte estructura de poder (política o religiosa) infecta de estupidez a gran parte de la población.
Al integrarse a un grupo o adoptar ciegamente una ideología, el individuo sacrifica su independencia interior.
En este estado, la persona ya no piensa por sí misma:
se convierte en un repetidor de eslóganes, consignas y narrativas prefabricadas.
Al delegar su conciencia al colectivo, se transforma en una herramienta dócil capaz de cometer o justificar las mayores atrocidades sin experimentar remordimiento alguno.
👉 La conclusión de Bonhoeffer
La estupidez no se cura con más instrucción o datos, sino con un acto de liberación interna y coraje moral.
Hasta que el individuo no recupere la valentía de examinar sus ideas de forma autónoma y de tolerar la incomodidad de contradecir a su propio grupo, seguirá atrapado en este peligroso letargo.
I giornalisti licenziati dallo storico The Washington Post da Jeff Bezos hanno fondato un nuovo giornale per combattere la disinformazione e le bufale dell’era Trump.
Diamo il benvenuto alla testata online The Washington Sun.
AfD wygrała wybory w Saksonii-Anhalt i teraz może dostać najgorszą rzecz, jaka może przydarzyć się partii skrajnie populistycznej - odpowiedzialność.
Z polskiej perspektywy to może być niezwykle ciekawy eksperyment. Bo mechanizm AfD jest nam dobrze znany: wszystko jest proste, winni są jasno wskazani, wystarczy odsunąć “system”, ograniczyć migrację, rozprawić się z elitami i państwo zacznie działać. Tyle że po wyborach kończy się TikTok, a zaczyna Excel.
Saksonia-Anhalt jest idealnym miejscem do takiego testu. Land się starzeje, traci mieszkańców i ludzi w wieku produkcyjnym, ma problemy z dostępnością lekarzy, opieką, szkołami, transportem oraz utrzymaniem usług publicznych poza większymi miastami. Do tego dochodzi słaba dynamika gospodarcza, zagrożony przemysł i rosnące zadłużenie samorządów. To problemy strukturalne, których nie da się rozwiązać wskazując wroga.
I tu zaczyna się pierwszy paradoks AfD. Jedną z odpowiedzi na brak ludzi jest imigracja zarobkowa. Saksonia-Anhalt już dziś coraz mocniej korzysta z pracowników zagranicznych. Jeżeli AfD rzeczywiście zacznie realizować politykę odstraszania migrantów, może pogłębić dokładnie ten problem, który mieszkańcy odczuwają w przychodni, domu opieki, zakładzie pracy czy lokalnej firmie. Hasło “mniej obcych” zderzy się z pytaniem: kto właściwie ma tu pracować?
Drugi paradoks jest finansowy. AfD obiecuje jednocześnie niższe obciążenia, rozbudowane świadczenia, wsparcie rodzin, inwestycje i poprawę usług publicznych. IWH wyliczał jeszcze przed wyborami, że sam program AfD pozostawia co najmniej 2,2 mld euro rocznej luki. To klasyczny populistyczny produkt polityczny: każdy dostanie więcej, nikt nie zapłaci więcej, a pieniądze pojawią się po usunięciu “marnotrawstwa”. W Polsce tę konstrukcję znamy bardzo dobrze.
Najciekawsze będzie jednak to, czego AfD nie będzie mogła zrobić. Rząd landu nie ustala niemieckiej polityki zagranicznej, nie może samodzielnie wypisać Niemiec z UE, zmienić federalnej polityki energetycznej ani zrealizować dużej części antyimigracyjnej rewolucji. Gdy więc problemy pozostaną, AfD stanie przed wyborem: przyznać, że rzeczywistość jest bardziej skomplikowana niż kampania, albo znaleźć kolejnego winnego - Berlin, Brukselę, sądy, media i “deep state”. W Polsce znamy również ten etap.
Dlatego nie zakładałbym, że rządzenie automatycznie zabije AfD. Populizm potrafi przeżyć własną nieskuteczność, jeżeli skutecznie przekona wyborców, że niepowodzenie jest dowodem działania spisku. PiS po ośmiu latach władzy nadal potrafi występować jako ofiara elit, Unii Europejskiej, sądów i mediów. Konfederacja również buduje atrakcyjność na prostych odpowiedziach na problemy, których rozwiązanie po wejściu do realnej w��adzy wymagałoby kompromisów, podatków, administracji i decyzji niepopularnych.
Ale Saksonia-Anhalt może pokazać coś ważnego dla Polski. Populizm najlepiej testuje się nie pytaniem, czy lider mówi efektownie, ale czy po przejęciu odpowiedzialności poprawia codzienne doświadczenie obywatela. Czy łatwiej znaleźć lekarza? Czy szkoła ma nauczycieli? Czy firma znajduje pracowników? Czy gmina ma pieniądze? Czy inwestorzy przychodzą, czy uciekają? Czy młodzi zostają? W tym miejscu kończy się wojna kulturowa, a zaczyna klasyczna polityka.
Największym zagrożeniem jest jednak to, że AfD może oblać egzamin z gospodarki i usług publicznych, a jednocześnie zdać egzamin z przejmowania państwa. Rząd landu ma realny wpływ na edukację, kulturę, administrację, policję, finansowanie organizacji i lokalne instytucje. Populista może więc nie naprawić przychodni, ale za to szybko przebudować otoczenie instytucjonalne tak, żeby kolejny wybór obywatela odbywał się już w gorszych warunkach demokratycznych. To również znamy i powinniśmy traktować bardzo poważnie.
Wniosek: eksperyment w Saksonii-Anhalt może osłabić AfD tylko wtedy, gdy jej rządzenie będzie mierzone skutkami, a nie kolejnymi narracjami. Dla Polski to test szerszej tezy: czy wyborca populisty zmieni zdanie, kiedy zobaczy różnicę między łatwą obietnicą a trudnym państwem na zewnętrznym przykładzie. Nie ma żadnej gwarancji. Populizm nie ginie od zderzenia z rzeczywistością, jeżeli potrafi tę rzeczywistość skutecznie przepisać na kolejną opowieść o wrogach.
Ocena Doświadczeń Obywatela: 4/10 🟡
Rekomendacja: polskie partie demokratyczne powinny bardzo uważnie obserwować Saksonię-Anhalt i przestać odpowiadać populistom wyłącznie oburzeniem. Każdą prostą obietnicę trzeba sprowadzać do czterech pytań: ile to kosztuje, kto ma kompetencję, kto to wykona i jaki będzie mierzalny efekt dla obywatela. AfD może stać się dla Polski żywym laboratorium pokazującym, co dzieje się z populistycznym produktem politycznym po kliknięciu przycisku “wdrożenie”.
— #PolitycznyUX