La riapertura delle indagini sul caso Garlasco sta travalicando quella che doveva, e dovrebbe, essere una semplice indagine per omicidio. È vero che c’è un condannato in via definitiva, ma è anche vero che non è la prima volta che, in Italia come nel mondo, un caso risolto per la legge viene riaperto scoprendo, così, che in carcere era finito un innocente.
Non so se sarà il caso di Alberto Stasi, perché non sempre la verità storica coincide con quella processuale. Ma da quando si è ricominciato a parlarne mediaticamente ho sempre sostenuto che, leggendo le sentenze, non concordavo sul fatto che fosse stato condannato oltre ogni ragionevole dubbio. Perché prima di esprimere opinioni personali, esprimo opinioni ragionando su ciò che leggo e “trasformo” il tutto in base alle mie umili e certamente limitate conoscenze giuridiche. Forse sbaglio, forse no. Ma ci provo, con onestà intellettuale e coerenza.
Per questo, mi sembra un corto circuito privo di senso cercare di spostare l’attenzione su diatribe personali e denigrazione sistematica di chi non la pensa allo stesso modo, il quale diventa un nemico da combattere a prescindere e non un interlocutore con cui confrontarsi e da cui attingere per uno scambio dialettico civile e costruttivo. Una deriva incomprensibile alla quale non intendo partecipare, nonostante ci siano molti tentativi in tal senso.
Probabilmente, e mi scuso se con ciò posso apparire spocchiosa, volo troppo alto per riuscire a planare così in basso da raccogliere la feccia in cui tanti sguazzano. Forse, più per ricerca di visibilità. Che della verità. #garlasco
Elementi che esistono, ma non vengono letti insieme. Un lavoro di giornalismo investigativo tra simbologia, ricorrenze e struttura nel caso #Garlasco firmato @LuigiGrimaldi19 in esclusivasu DarkSide 🔴
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"Una Mamma, riceve una telefonata dall'asilo nido"
«Signora, dovrebbe venire a prendere sua figlia un po’ prima», disse la maestra.
Il tono era gentile, ma non lasciava spazio alla leggerezza.
«È successo qualcosa? Sta bene?»
«Sta bene… però dobbiamo parlarle.»
Il cuore ha iniziato a battere più forte. Ho mollato tutto e sono corsa lì.
Appena arrivata, mi hanno accompagnata dalla psicologa. Mi ha accolta con uno sguardo serio, quasi rigido. Poi ha sospirato e mi ha passato un foglio.
«Oggi i bambini dovevano disegnare la loro famiglia. Questo è il disegno di sua figlia.»
Tre omini stilizzati: teste tonde e corpi a bastoncino.
Sotto, tre nomi scritti con cura:
“Papà”.
“Nonna Oli”.
“Io”.
Fine.
«Lo vede?» disse. «Lei non c’è. È come se, nel suo mondo, la mamma non esistesse. È un segnale importante. Dovrebbe riflettere sul tempo che le dedica, su quanto riesce davvero ad esserci.»
Mi sono sentita gelare.
Mentre quella frase rimbombava nella stanza, nella mia testa c’era un solo pensiero, martellante:
Ma io ci sono. Sempre.
Le leggo le storie prima di dormire. Cuciniamo insieme. Portiamo fuori il cane. Ridiamo. Giochiamo. Ci inventiamo mondi che esistono solo per noi.
Com’era possibile che io non fossi lì, su quel foglio?
Siamo uscite dal nido e abbiamo iniziato a camminare verso casa. Lei saltellava allegra, ignara di tutto. Io avevo il cuore pieno di dubbi, di domande, di sensi di colpa che non sapevo nemmeno se mi appartenessero davvero.
A un certo punto non ce l’ho fatta.
«Amore… oggi avete disegnato la vostra famiglia, vero?»
«Sì, mamma.»
«E… posso chiederti una cosa? Perché hai disegnato solo papà e la nonna? Perché non hai disegnato anche me?»
Si è fermata. Mi ha guardata con quegli occhi grandi, serissimi. Poi ha inclinato la testa e mi ha risposto con la voce più dolce che abbia mai sentito:
«Mamma… perché tu sei troppo bella.
E io non so ancora disegnare qualcosa di così bello.»
E lì mi sono sciolta.
Perché a volte crediamo di aver capito tutto. Di saper interpretare i segni, le assenze, i silenzi. Costruiamo spiegazioni che fanno male, senza nemmeno fermarci a chiedere.
Ma spesso basterebbe una domanda.
Basterebbe ascoltare.
Con i bambini.
Con gli adulti.
Con chi amiamo.
Perché dietro ciò che ci ferisce…
molto spesso
c’è solo amore. ❤️
Non guarderò per un po' i talk su #Garlasco.Non ne posso più dei porno del condannato e di moventi dementi.Pare abbian dimenticato che fra le mani di Chiara ci sono i capelli di suo fratello e sulle unghie e sul muro c'è il DNA di Sempio,NON QUELLO DI STASI.
Sta tutto in questo.
Sai a chi tocca la solitudine?
Alle persone buone d'animo, a quelle troppo sensibili, a quelle troppo deluse.
A chi troppe volte si è fidato. La solitudine tocca a chi troppo ha dato, senza ricevere nulla in cambio...
Tre bambini portati via ai genitori perché vivevano nel bosco, lontani da cellulare e McDonald’s. Non maltrattamenti: scelte educative diverse.
Se lo Stato decide come devi crescere i figli, non è protezione, è sequestro.
#statoetico#famiglia#giustizia#zuppadiporro
La storia inizia con i due fratelli gemelli Brandon e Brenda Walsh che si trasferiscono a Beverly Hills, dove il padre è stato trasferito per lavoro.
Si trovano di fronte ad un mondo nuovo e una nuova scuola.
Un giorno Brenda... incontra Dylan....
Mamma sgozza il figlio di 9 anni,era affidato al papà
Era seguita da un centro di salute mentale, ma poteva stare sola col bambino.
E andiamo a rompere le palle e a togliere i figli a quelli che vogliono vivere nella natura, senza far male a nessuno. https://t.co/AjWQFYgNv1
Bambini felici, in ottima relazione coi genitori e coi coetanei, che incontrano regolarmente.
Pediatra che li segue riferisce siano in ottima salute, gli esami scolastici post lezioni parentali superati brillantemente.
Con casa propria immersa nella natura, usufruiscono di pozzo e sorgente per l'acqua e di pannelli solari per l'elettricità. Hanno un camino per scaldarsi e consumano tre pasti caldi al giorno.
Altrimenti detto, i bimbi vedono garantiti il loro diritto alla salute, all'istruzione, all'abitazione; si nutrono adeguatamente, hanno possibilità di lavarsi e riscaldarsi all'occorrenza.
Quale sarebbe il problema?
Il caso dei coniugi cui è stata sospesa la potestà genitoriale ci parla di una realtà politico-istituzionale che, non paga di aver strutturato una società disfunzionale, obbliga coloro i quali non aderiscono ai modelli imposti a conformarsi, pena la perdita dei diritti fondamentali o addirittura dei propri figli.
Grazie a R. Mancinelli, per un servizio che rende loro giustizia.
Fiorangela Altamura