INTERROMPERE MONDIALE DI CICLISMO SU RAI2 A 38 KM DALL'ARRIVO, ENNESIMA PRATICA AUTOLESIONISTA DI UN'AZIENDA SENZA COORDINAMENTO EDITORIALE
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Riflettevo sul perché i giornalisti italiani sono in media spocchiosi, arroganti e convinti di avere uno status che li eleva al di sopra del resto del mondo. (Questo è un dato abbastanza inconfutabile).
La causa principale, a mio avviso, è il familismo.
[...]
Leao snobbato da tutta Europa, Vlahovic che se ne va in Turchia e Kvara che dopo due Champions fa il bis (con gol) anche in Supercoppa: pensieri e parole sul calcio italiano sempre più in malora
Rafa, miglior giocatore del campionato 2021-22, oggi è schifato da tutti; Dusan costato alla Juve 200 milioni è un investimento andato (anche sportivamente) completamente in fumo. Il nostro calcio è ormai sull'orlo del baratro ma Malagò pensa a nominare Diana Bianchedi capodelegazione in nazionale
Nel maggio 2023 il Napoli di Spalletti vince a sorpresa - e con grandissimo merito - il campionato; e ancor più a sorpresa - e con indiscusso merito - un suo giocatore giunto in Italia da perfetto sconosciuto, il 22enne attaccante georgiano Khvicha Kvaratskelia, viene premiato come miglior giocatore del campionato.
Nel maggio di un anno prima, il 2022, a vincere a sorpresa - ma con merito - il campionato era stato il Milan di Pioli; e ancor più a sorpresa - ma sempre con merito - a vincere il premio di miglior giocatore del campionato era stato un suo giovane attaccante, il 22enne Rafa Leao, portoghese, alla sua terza stagione in rossonero.
Leao, 22 anni, uno scudetto col Milan e miglior giocatore del campionato.
Kvaratskhelia, 22 anni, uno scudetto col Napoli e miglior giocatore del campionato.
Sono passati quattro anni dal trionfo del Milan e tre dal trionfo del Napoli e il mondo dei due ragazzi, Leao e Kvara, sembra essere andato a gambe all’aria: inferno e paradiso...
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Prima che il Milan smentisse ufficialmente le voci sulla morte di Franco Baresi, Matteo Salvini ha pubblicato sui social un messaggio di cordoglio per l’ex difensore.
Per trasmettere la conferenza stampa di presentazione di Mancini e Ranieri, la Figc chiede 500 euro alle emittenti televisive accreditate.
Il problema erano i legami di Pirlo con la Russia...
L'Italia non ha un problema alla volta. Ne ha cinque, contemporaneamente, e nessuno che li tenga insieme. Basterebbe sfogliare i giornali di oggi per accorgersene. Una mini rassegna stampa che non vorreste leggere, ma che vale la pena di leggere.
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Gazzetta and italian journalists: "We need an Italian WorldTour team. No Italian sponsor invests in cycling."
Also Gazzetta, the day after Pogacar won his fifth Tour de France and Van der Poel won in Montmartre.
Idee poche e confuse, immancabile ricorso a figure salvifiche, intramontabile amichettismo, pessima comunicazione nella telenovela del nuovo CT.
Non è stato un grande inizio.
#Pirlo
Malagò aveva l’opportunità di strambare e chiamare Baldini, invece ha scelto il solito circolo dei campioni
Difficilmente poteva cominciare peggio. Si è impigliato nel balbettio tra Maldini e Pirlo. Baldini ha un brutto carattere? Meglio. Di Guido Trombetti https://t.co/OxyGLUE3cq
L'amara parabola di Andrea Pirlo: sei anni fa l'allenatore più sexy e desiderato del pianeta, oggi il c.t. che nessuno (Maldini a parte) vuole. Come dicevano i latini: sic transit gloria mundi
Nell'estate 2020 andò in scena l'Olimpiade dell'Encomio con i media del Belpaese, servili oltre ogni immaginazione, impegnati a cantarne le più sperticate e immotivate lodi; oggi qualsiasi scusa diventa buona pur di non vederlo sedere sulla panchina azzurra dopo la tragicomica esperienza di Gattuso inopinatamente nominato c.t. dall'art director di Gravina Gigi Buffon
Diciamolo subito a scanso di equivoci: se Malagò dirà no alla proposta di Maldini di nominare Andrea Pirlo nuovo commissario tecnico della nazionale italiana, come col trascorrere delle ore sembra sempre più probabile, non sarà per la bufera di natura politica scatenatasi alla scoperta che Pirlo è “global ambassador” di Fonbet, il più importante bookmaker russo, il che significa avere accettato di diventare in qualche modo testimonial della Russia di Putin. Questa è una fesseria. La verità è che l’incidente di percorso sarà la scusa, piovuta come manna dal cielo, che il nuovo presidente federale coglierà al volo per scongiurare una nomina che alla luce delle scelte compiute dalla federazione tedesca (Klopp nuovo c.t.) e francese (Zidane) pareva a molti a dir poco inquietante e somigliava sinistramente a quella tragicomica con cui Gigi Buffon, art director della FIGC di Gravina, promosse Rino Gattuso a c.t. azzurro in sostituzione dello stordito e sconnesso Luciano Spalletti. Se il curriculum di allenatore di Gattuso faceva tenerezza (eufemismo), lo stesso può dirsi per quello di Pirlo: un conto è il ricordo di Rino e Andrea calciatori e compagni di squadra nel Milan delle stelle di Ancelotti e nell’Italia campione del mondo 2006 in Germania, un conto è la presa d’atto del loro score, a dir poco sconfortante, nelle vesti di allenatori.
Mia personale previsione (ma potrei sbagliarmi, naturalmente): sulla nomina di Pirlo, con la scusa dei motivi di opportunità politica di cui sopra, cadrà il veto della FIGC e alla guida della nazionale azzurra verrà chiamato uno fra Mancini e Conte. Ma mi spingo più in là dicendo che Maldini e Leonardo potrebbero addirittura decidere, non condividendo la scelta loro “suggerita”, di farsi da parte immediatamente, a sparo dello starter appena esploso.
In attesa di scoprire quale sarà il finale dell’imprevisto e imprevedibile giallo dell’estate, se avete cinque minuti di tempo e volete mettervi di buonumore leggete quale fu l’accoglienza che i media italiani riservarono ad Andrea Pirlo quando il presidente della Juventus Andrea Agnelli, nell’estate 2020, decise di portarlo sulla panchina della Juventus in sostituzione di Sarri a dispetto del fatto che l’ex fuoriclasse di Milan e Juventus non si fosse mai, dicesi mai, seduto una volta su una panchina, fosse anche di una squadra pulcini. Lo raccontai nel finale del mio libro “Cristiano Ronaldo nel paese degli Agnelli” uscito per Indiscreto editore per l’appunto nell’autunno 2020.
Ieri predestinato e osannato. Oggi ripudiato e vilipeso.
Sic transit gloria mundi.
(dal libro “Cristiano Ronaldo nel paese degli Agnelli”)
“(…) Gli osservatori più attenti annotano poi un altro inquietante indizio: la Gazzetta dello Sport, che in questi 24 mesi ha battuto tutti i record del mondo nell’opera di beatificazione di Cristiano Ronaldo Eroe, Santo e Martire ricorrendo alle più folli iperboli e alle più ardite allegorie, ha cominciato a riservare lo stesso entusiastico trattamento a un altro Dio da poco fattosi Uomo: il neo allenatore della Juventus Andrea Pirlo. Che tuttavia, a differenza di Ronaldo che in 17 anni di dure battaglie negli stadi di mezzo mondo ha in un certo senso conquistato sul campo il diritto all’adulazione, non ha ancora posato le chiappe su una panchina: e insomma, si arrovella il lettore, se Pirlo che a Torino non ha ancora disfatto le valigie supera Ronaldo nel campionato degli incensamenti, che cosa diavolo sta succedendo? È in atto un golpe per defenestrare l’Extraterrestre? C’è qualcuno che alla Real Casa trama nottetempo per destituire dal trono l’Idolo Incontrastato?
Di certo, la lettura del pezzo intitolato “Riuscirà il ‘folle volo’ di Pirlo? Insegue il tricolore di D’Annunzio” pubblicato su carta rosa in data 10 settembre 2020, a campionato nemmeno cominciato, tutti questi sospetti li rinfocola. “Tra dieci giorni - si legge - inizia il ‘folle volo’ di Andrea Pirlo (si allude all’inizio del campionato 20-21, n.d.r.), una delle curiosità più intriganti del campionato. Forse la più intrigante. ‘Folle volo’ in senso dantesco: navigherà un mare mai battuto, oltre le Colonne d’Ercole. Ma ancor di più in senso dannunziano. Il 9 agosto 1918 Gabriele D’Annunzio volò su Vienna e fece piovere centinaia di migliaia di volantini tricolori che inneggiavano alla vittoria dell’Italia nella Grande Guerra e alla resa dell’Impero Austro-Ungarico. Dal campo volo di San Pelagio (Padova) decollarono 11 biplani (numero da formazione di calcio). Solo 7 conclusero la missione. L’aereo di D’Annunzio era l’unico biposto. L’Ansaldo S.V.A. 10 era stato modificato in modo che il vero pilota, il capitano Natale Palli, azionasse i comandi del sedile posteriore e davanti stesse il Vate, artefice dell’impresa e ispiratore dell’ideologia. In fondo, la prossima Juve sarà un po’ così (ma l’avevamo pensato subito anche noi, n.d.r.): davanti Pirlo, col vento in faccia, a dettare la rotta tattica e i princìpi di gioco. Alle sua spalle, un team di tecnici che aziona i comandi, nell’ambito delle rispettive competenze, per realizzare l’impresa tricolore… Nell’hangar, prima del decollo, D’Annunzio annunciò: ‘Se non arrivo a Vienna, non torno indietro. Questo è il mio comando. Questo è il vostro giuramento’. Riuscirà il ‘folle volo’ del Maestro (con la M maiuscola intendendo appunto Pirlo, nato predestinato, n.d.r.), nato a 40 km dal Vittoriale? Gli allenatori più scettici condividono una perplessità: Pirlo non ha mai posato a terra un cinesino. Vuol dire che scegliere un modulo non basta, è più importante saper correggere in settimana ciò che non funziona alla domenica. Per quel lavoro di bottega serve occhio allenato dalla gavetta. Ma può essere che Pirlo, in attesa di farsi occhi propri, riesca a vedere con quelli dei suoi assistenti. Questa è la sfida, questo è il ‘folle volo’ per arrivare al 10° scudetto consecutivo”.
Domanda: se esistesse un “esaltometro”, e cioè di uno strumento in grado di misurare la portata di elogi e adulazioni, chi vincerebbe tra CR7 e Pirlo in questa nuova temeraria sfida? I bookmakers darebbero 50 e 50 (…) E se proprio Pirlo fosse il genio della lampada che trasforma la sparagnina Juventus di Allegri e la scombiccherata Juventus di Sarri in una macchina da guerra capace di andare davvero alla conquista dell’Europa esaltando ancor di più il suo pirata assaltatore che tremare il mondo fa, cioè Cristiano Ronaldo? Inutile dire che sarebbe il cacio sui maccheroni, la ciliegina sulla torta, la sambuca Molinari nel caffè. Anche se a Ronaldo qualche dubbio in proposito resta; perchè sì, è vero, a lui in vacanza era bastato fare un tuffo in mare per sentirsi paragonare a Nettuno, e prima era stato il Dorian Gray del calcio e ancora e ancora: ma perchè Pirlo del tutto all’improvviso diventa Mosè?
I primi a chiederselo sono gli abbonati di Sky che a bocce ancora ferme (leggi: campionato non ancora iniziato) assistono all’annuncio dei Dieci Comandamenti di Pirlo, ossia le tavole del Calcio Nuovo ricevute dal Profeta sulla Presolana direttamente dalle mani dell’Altissimo. Pirlo non ha mai allenato una squadra in vita sua, nemmeno di pulcini, ma le Tavole del Calcio Nuovo sono già sue. Sky Sport ce le mostra svelandoci quello che forse è (era) il terzo mistero di Fatima. Io sono il Maestro Dio tuo, non avrai altro maestro all’infuori di me. 1. Comunicazione e dialogo; 2. Pirlo style; 3. Ferocia agonistica; 4. Dna Juventus; 5. Linea difensiva a tre o a quattro; 6. Jolly Cuadrado; 7. “Vai Arthur” a centrocampo; 8. Equilibrio e supporto; 9. CR7 “Fai ciò che vuoi”. 10. Tridente di lusso.
Fatto il doveroso segno di croce, e preso atto che nel palinsesto Sky ha preso a girare a ogni ora del giorno e della notte ininterrottamente, indefessamente, il documentario “Andrea Pirlo il predestinato”, discorso su due piedi di Giorgio Porrà (di quale predestinazione si tratti nessuno lo sa visto che Pirlo potrebbe diventare indifferentemente il nuovo Guardiola o il nuovo Ciro Ferrara, solo per citare l’ultima catastrofe di allenatore della storia della Juventus), non fai in tempo a stropicciarti gli occhi per la meraviglia ed ecco Tuttosport annunciare trionfalmente: “Pirlo è l’allenatore più sexy della serie A”. Il tempo di riprendersi dall’emozione e lo scoop è chiarito. “È stato il più votato nel sondaggio del portale di incontri Joyclub”, rivela il quotidiano torinese. “L’inizio del campionato è vicino e in attesa del debutto ufficiale sulla panchina bianconera l’ex centrocampista ha già raggiunto un primo traguardo: secondo un sondaggio svolto dal portale di incontri Joyclub, infatti, è stato votato come l’allenatore più sexy della serie A. Pirlo è arrivato primo racimolando il 23% delle preferenze. Sul podio ci sono anche Eusebio Di Francesco del Cagliari (secondo con il 15% dei voti) e Filippo Inzaghi del Benevento (terzo con il 14%). Fuori dal podio invece Gennaro Gattuso al quarto posto con il 10,17% delle preferenze e Antonio Conte, sesto con il 6,36% dei voti”.
Mentre a Sky prendono nota di tutto in previsione di un futuro, nuovo documentario, non trasmissibile in fascia protetta, dal titolo “Il Pirlo maschio”, sequel de “Il merlo maschio”, con Andrea Pirlo nei panni di Lando Buzzanca e Ilaria D’Amico o Cristina Chiabotto nel ruolo di Laura Antonelli, il terzo campionato dell’era-Ronaldo ha finalmente inizio con la Sampdoria di scena a Torino (finisce 3-0 e CR7 segna il terzo gol) e la Gazzetta ne approfitta per assegnare l’indomani a Pirlo un altro attestato, il titolo di Lord Brummel delle panchine. “Torna lo stile Juve”, titola la rosea sopra la foto del tecnico in giacca, cravatta e ciuffo vaporoso alla Mancini dei bei tempi, intento a dare indicazioni da bordo campo. “Il tecnico in giacca e cravatta in panchina”, cade in deliquio il giornale del neo direttore Barigelli, che racconta: “Il tecnico è rimasto a bordo campo a lungo e sembrava uno sposo che aspetta la sua dolce metà fuori dalla chiesa: tutti hanno fatto tappa nei pressi del Maestro, come se volessero alleggerirgli l’attesa, anche se Pirlo non sembrava un uomo logorato dall’ansia della prima volta. Braccia conserte, abito e cravatta come era sempre stata prassi a queste latitudini prima che diventasse di gran moda la polo blu di Maurizio Sarri (qui è sottinteso un puah che schifo!, n.d.r.). Ognuno dei suoi predecessori aveva un suo modo di vivere la partita: Conte si sbracciava e urlava come un indemoniato, Allegri percorreva chilometri dentro l’area tecnica, Sarri faceva la spola cento volte tra la panchina e il campo. Pirlo ha fatto il primo significativo spostamento dopo la rete dell’1-0 di Kulusevski, quando si è chinato per raccogliere una bottiglietta d’acqua (prima, a mo’ degli artisti di strada, aveva fatto la statua vivente, n.d.r.). Per tutto il resto del tempo si è limitato a movimenti quasi impercettibili”.
Insomma: se qualcuno avesse ancora dei dubbi, la stagione 2020-21, con la leggenda CR7 in campo e Andrea Pirlo già carico di successi in panchina (è il più elegante, il più imperturbabile e il più sexy fra gli allenatori oltre a possedere la tavola dei Dieci Comandamenti del calcio) si apre con prospettive che dire entusiasmanti è dire poco. Roba da ubriacarsi al solo pensiero, come conferma la Gazzetta che in un articolo intitolato “Pirlo, i grandi vini e le dinastie del calcio” testualmente scrive: “I vini super sono quasi tutti blended, un mix di diversi uvaggi come il rosso di punta dell’azienda Pirlo che si chiama Arduo e già col nome racconta qualcosa. Anche gli allenatori si misurano con qualcosa di molto arduo e in fondo sono un blended: la fusione stagionata del calcio che hanno giocato, digerito e visto, il risultato finale della loro equazione tra utopia e realtà (qualunque cosa voglia dire, n.d.r.). Pirlo è ai primi passi in panchina, molte cose nel suo gioco stanno sedimentando… vedremo quale anima prenderà il sopravvento. Una volta c’erano le scuole, abbastanza radicate… Le scuole sono finite come è finita la Bauhaus che cento anni fa, in Germania, aveva messo d’accordo arte e artigianato, imponendo alla produzione nuovi canoni estetici per architettura e design. I Gropius, i Van der Rohe e i Breuer continuano a parlarci nelle pieghe dei tubi metallici di sedie e poltrone (un po’ come nei film horror di John Carpenter, n.d.r.), anche a nostra insaputa, come succede col calcio di qualche allenatore discepolo di illustri tecnici del passato”. E dopo averne nominati una ventina, da Rocco e Bearzot fino ad arrivare ad Ancelotti (“Il suo calcio è un blended che ha messo assieme Liedholm e Sacchi e ha sedotto anche Gattuso e Zidane”), l’articolista conclude chiedendosi: “Può mancare nel menù di un buongustaio come Pirlo?”. Che diventa quindi in un sol colpo anche enologo e gastronomo.
Basta così, un po’ di pietà!, direte voi. E invece no. Dopo aver appreso che Andrea Pirlo è (citiamo in ordine sparso) profeta del calcio, mister eleganza, sex symbol, gastronomo e sommelier, ecco arrivare Sky Sport a rivelarci che il neo allenatore della Juventus è anche il re degli influencer: “L’allenatore della Juve è un fenomeno mediatico seguitissimo sul web”, afferma Sky, che spiega come a stabilirlo (tenetevi forte) siano stati gli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6, qualunque cosa sia Kpi6. “La Juventus ha cambiato tre allenatori in altrettanti anni - spiega Sky Sport - tutti molto diversi nello stile e nei rispettivi progetti tecnici. Abbiamo analizzato i commenti sui principali social media grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6, registrando le percezioni e i giudizi dei tifosi durante la transizione da Max Allegri ad Andrea Pirlo passando per Maurizio Sarri… percepito come un corpo estraneo, inadattabile, accompagnato da un sentiment nettamente negativo al 56% (per sentiment intendiamo l’analisi in tempo reale delle reazioni ed emozioni degli utenti dei social inerenti a un qualsiasi evento)… Discorso di segno opposto per Andrea Pirlo che gli juventini hanno accolto come uno di casa attribuendogli un sentiment molto positivo. La sua juventinità, i modi pacati, il look invariabilmente elegante ed impeccabile sono elementi distintivi che piacciono a tutti… La Juventus ha affidato la sua panchina a un allenatore-influencer, almeno a giudicare dai motori di ricerca sul web a livello internazionale: dall’anno in cui Allegri cominciò ad allenare la Juventus (2014) vediamo una grossa differenza nella distribuzione dei picchi di conversazione”. Insomma: i tifosi parlano più di Pirlo che di Allegri o di Sarri, sono entusiasti del suo modo di vestire e quindi non ci sono dubbi, Pirlo è un allenatore influencer e la Juve si ritrova in casa un tesoro. Parola dell’intelligenza artificiale Kpi6.
Annotato anche questo, la domanda che tutti si pongono è: scatterà l’alchimia tra il fuoriclasse portoghese Cristiano Ronaldo e il Profeta venuto da Brescia Andrea Pirlo? Riusciranno i nostri eroi a fondere le doti sovrannaturali di cui Madre Natura li ha dotati e a realizzare il Miracolo dei Miracoli? E insomma, sarà finalmente Champions League per la Juventus e torneranno per CR7 i Palloni d’Oro e le Scarpe d’Oro e i Best Player UEFA e FIFA? Mentre i tifosi risfoderano ambizioni e speranze, in casa Juventus Andrea Agnelli, Fabio Paratici e Pavel Nedved, calcolatrice alla mano, non smettono di fare conti: perchè due anni e centinaia di milioni sono stati buttati dalla finestra e ora siamo al rien ne va plus, con questa maledetta Champions da vincere a tutti i costi altrimenti il lusso Ronaldo, che per la terza stagione costerà, lui solo, 83 milioni al club, non sarà più sostenibile (non lo è già più, a dirla tutta). Perchè la verità è che non c’è più una lira. Sono tempi duri: per tutti e anche per l’Istituto Luce, che tuttavia non demorde. Che diamine, CR7 ci ha dato prova di essere più forte di tutti e di tutto, anche dell’aborto, ricordate? Per uno come lui, vincere la Champions a 36 anni facendolo a braccetto dell’allenatore più ispirato, più sexy e più influencer d’Italia è un gioco da ragazzi. Non ci credete? Mettetevi comodi. E continuate ad accendere la tv e a sfogliare giornali e a consultare siti web. Abbiate fede. La Favola continua.
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Draghi, armi e alleati: Schlein si riposiziona e s’alliscia la destra Pd.
Come Meloni. La leader dem sceglie il “Foglio” per ammiccare ai centrini: sostegno a oltranza a Kiev, critiche al 110% e apertura sul nucleare. @WandaMarra
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Il governo pensa di risolvere così il disagio giovanile.
Non con la scuola.
Non con l'educazione.
Non con la cultura.
Non con lo sport.
Ma con la repressione.
Tutte le fake news sul caso Roggero
1. Prima dell’assalto alla gioielleria del 28 aprile 2021 (sfociato nella sparatoria in strada e l’uccisione di due rapinatori), Roggero aveva già subìto 5, 6 o addirittura 7 rapine, più altri assalti nella sua abitazione privata. Falso. Lo confermano le carte del processo che lo hanno riguardato: prima del 2021 la gioielleria di Roggero era stata oggetto di un’unica rapina, avvenuta nel 2015, cioè sei anni prima. La difesa di Roggero non ha segnalato altri furti, né in gioielleria né in casa.
2. I giudici, che hanno condannato Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione, non avrebbero tenuto in considerazione la situazione di stress vissuta all’epoca da Roggero. In realtà, la rapina del 2015 è stata oggetto di approfondita valutazione da parte dei magistrati. Aderendo alle conclusioni del perito nominato dal tribunale, i giudici hanno concluso che la rapina del 2015 avesse probabilmente causato “un disturbo post traumatico da stress” in Roggero, che però era da ritenersi “risolto” il giorno della rapina del 2021: lo confermano “le abitudini di vita dell’imputato”, che “è tornato immediatamente al lavoro” e “non si è rivolto ad alcuno specialista al fine di curare la presunta patologia psicologica che lo avrebbe afflitto”.
3. Terza falsità, rilanciata anche dalla premier Meloni: i giudici non avrebbero valutato “stress, paura e trauma vissuti durante l’aggressione”. Tutti questi aspetti sono invece stati esaminati dai giudici, che hanno evidenziato come Roggero, sia durante la sparatoria, sia nella fase successiva, “è stato in preda a uno stato emotivo di forte rabbia e frustrazione”, ma ha “agito in modo lucido”. In particolare, “ha chiamato il numero di soccorso e ha dimostrato di essere particolarmente cosciente di quello che era appena accaduto”, dopo aver preso i beni sottratti dai rapinatori, li ha riposti nella loro automobile. Inoltre è stato lo stesso Roggero, nelle interviste immediatamente successive al fatto, ad affermare che aveva “agito per fermare i rapinatori e per assicurarli alla giustizia”.
4. Neanche si può sostenere, come fa qualcuno, che Roggero abbia agito sull’onda della paura. Solo in un secondo momento, infatti, il gioielliere ha sostenuto di temere che i rapinatori potessero tornare indietro. Eppure, notano in giudici, “non vi sono elementi per ritenere che vi fosse il pericolo di un ritorno dei rapinatori. Di ciò l’imputato non può non essersi reso conto, in ogni caso, nel momento in cui è uscito e li ha visti allontanarsi velocemente”. Dall’altra parte, Roggero ha sostenuto di aver avuto timore che i rapinatori avessero rapito la moglie: “Una convinzione – scrivono i giudici – smentita obiettivamente dalla parte del filmato, antecedente all’uscita di Roggero dalla gioielleria, in cui si vede chiaramente che, dopo avere preso la pistola, si scontra con la moglie”.
5. Non è stata legittima difesa. Per tutte le ragioni suddette risulta impossibile applicare le norme sull’eccesso di legittima difesa, anche perché (altro dettaglio non da poco) queste fanno riferimento all’uso di “un’arma legittimamente detenuta”, mentre Roggero usò un’arma che deteneva illegalmente, poiché gli era stato ritirato il porto d’armi a seguito di un’aggressione da lui compiuta nel 2005 nei confronti dei famigliari dell’allora fidanzato della figlia.
6. La pena emessa dalla Corte d’appello, e confermata dalla Cassazione, sarebbe “sproporzionata”. Qui la demagogia arriva a vette altissime. Il codice penale prevede che l’omicidio volontario sia punito con una pena non inferiore ai 21 anni. Roggero, ritenuto colpevole di duplice omicidio volontario e di un tentato omicidio, è stato condannato a 14 anni e 9 mesi, grazie all’applicazione delle attenuanti generiche e anche di quelle della provocazione. Insomma, i giudici non avrebbero potuto ridurre ulteriormente la pena.
7. Non è vero che Roggero è stato condannato a risarcire i famigliari dei rapinatori con 3 milioni di euro. Il tribunale ha rinviato a un processo in sede civile il compito di stabilire le somme precise da versare ai famigliari, ai quali per il momento è stata riconosciuta solo una provvisionale di 480 mila euro (da dividere tra 14 congiunti delle tre persone), oltre ai 300 mila già versati da Roggero in sede di udienza preliminare. I giudici hanno specificato di aver stabilito i risarcimenti facendo riferimento ai minimi previsti dalle norme. Nel 2024 nel conto corrente creato da Roggero per raccogliere fondi per la sua causa erano arrivate donazioni pari a quasi 500 mila euro. Cinquantamila euro erano poi stati dirottati su un conto tunisino, sequestrato dalla magistratura.
Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
Trentasei minuti tra la chiamata e il decesso. #Fakir muore al Pilastro tenuto a terra da due agenti. Quattro giorni prima la Cassazione condannava #Roggero in via definitiva.
Due casi, due verdetti social opposti, emessi entrambi prima dei giudici.
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