@convivioblog@soemiade@Gio15474822@TeresaBellanova "Uno non vale uno" un principio liberale e progressista che @TeresaBellanova ha meravigliosamente espresso parlando del merito come valore di sinistra. Mai detto prima. Io laureato con i sacrifici dei miei genitori ringrazio di cuore.
L’un des étudiants d’Einstein lui demanda :
« Que signifie la logique ? »
Einstein répondit :
« Je vais te répondre par une question. »
« Supposons que deux ouvriers entrent dans une cheminée pour la nettoyer. L’un en sort avec le visage sale et l’autre avec le visage propre. Lequel des deux ira se laver le visage ? »
L’étudiant répondit immédiatement, sans hésiter :
« Bien sûr, celui qui a le visage sale. »
Einstein dit :
« Ta réponse est incorrecte. Celui qui ira se laver le visage est celui qui a le visage propre, car il a regardé le visage de son collègue et a supposé que le sien était tout aussi sale. Celui qui a le visage sale, en voyant le visage propre de l’autre, pensera que le sien est propre et n’ira donc pas se laver. »
L’étudiant dit :
« C’est juste et logique. »
Einstein répondit :
« Non, ce n’est pas correct, car la question elle-même est illogique. Il n’est pas logique que deux hommes entrent en même temps dans la même cheminée et que l’un en sorte propre tandis que l’autre en sorte sale. »
En quelques mots, la logique elle-même peut s’effondrer : parfois, le problème ne vient pas de la réponse, mais de la question mal posée.
La mossa del cavallo di Meloni per liberarsi di Vannacci, e salvare sé stessa - https://t.co/z561MpbcvY
E permettere al Centro di contarsi e contare, alla Sx di chiarirsi le idee, al futuro Governo (nato in Parlamento) di realizzare un programma chiaro https://t.co/LbLPjaNfn1
Il nuovo rassemblement liberaldemocratico nasce in un Paese dove il liberalismo ha avuto grandi figure e poche radici politiche. La sfida non è solo trovare una visione, ma trasformarla in disciplina unitaria, senza ricadere nelle solite risse da condominio politico.
Continua con l’articolo di Michele Magno il dibattito sul nuovo progetto di centro liberal-democratico “Pensieri al Centro”. Il link nel primo commento.
La tanto ventilata, futura, III guerra mondiale è in realtà uno spauracchio del passato? Pensiamoci un attimo: gli USA sono esausti, hanno subito una sconfitta strategica contro l'Iran e hanno una folle paura di impiegare truppe di terra su larga scala. La Cina non fa una
1/9
La strategia ucraina di strangolamento delle filiere logistiche russe sta drasticamente accelerando. Tra i colpi messi a segno questa notte, alcuni sono di straordinaria rilevanza strategica e meritano di essere raccontati.
Nel giro di poche ore, sono stati distrutti ben cinque impianti radar in Crimea (Capo Tarkhankut, Severne, Snezhnoye, Portove e Steregushche, località quest’ultima dove è stato distrutto anche l’impianto missilistico OSA, che doveva difenderla), i quali formano una catena continua che sorveglia l'angolo nord-occidentale della penisola, proprio lo specchio di mare che guarda verso l'estuario del Dnipro e Odessa, e che rappresentavano gli occhi della Flotta del Mar Nero e dell'aviazione russa per la caccia ai droni aerei e marini.
Al di là del colossale danno economico ed operativo (per la costruzione e la taratura di strumenti di questo tipo possono essere necessari persino anni, tanto più per un paese sotto sanzioni, che ha oggettive difficoltà a reperire la componentistica occidentale necessaria) ora si rischiano conseguenze pesanti per l’intera penisola. Innanzitutto, senza questi 5 radar, la Russia ha perso la capacità di avvistare a lungo raggio i droni di superficie ucraini (Magura V5, Sea Baby), esponendo di fatto tutto il fianco occidentale della Crimea ad attacchi (e potenziali sbarchi) che a questo punto non possono più essere scoperti per tempo. In secondo luogo, con il colpo a Capo Tarkhankut si sono resi inutilizzabili i sistemi missilistici costieri Bastion, che tengono anche sotto tiro città come Odessa, lanciando i pericolosi missili supersonici Oniks.
Ma soprattutto il danneggiamento dei radar di Portove e Steregushche, che monitoravano le rotte aeree a bassa quota, comporta la creazione di un "corridoio cieco" nel nord della Crimea. Attraverso questa falla, i droni kamikaze a lungo raggio e i missili ucraini possono volare indisturbati e a bassissima quota per colpire i ponti d'emergenza o i treni merci diretti al mega-hub di Dzhankoi, senza che le batterie contraeree interne ricevano il preavviso radar. Vista la sequenza serrata di questi giorni, non è escluso che quest’ultimo colpo sia finalizzato a neutralizzare le ultime difese rimaste a protezione dell’unico collegamento ancora pienamente funzionante tra la penisola e la parte occupata di Kherson, la linea ferroviaria, senza la quale il traffico pesante sarebbe del tutto interrotto.
Tuttavia le cattive notizie per la Russia arrivano anche da Donetsk. Le forze ucraine hanno preso di mira e pesantemente danneggiato il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk a Novoazovsk, la "porta d'ingresso" dell'intero corridoio terrestre russo, a pochissimi chilometri dal confine sovrano della Federazione Russa. Novoazovsk si trova infatti sulla direttrice dell'autostrada M14, l'arteria vitale che i russi utilizzano per far entrare i convogli pesanti su gomma da Rostov sul Don verso Mariupol, Berdiansk e, infine, Melitopol e Kherson. Il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk era stato ristrutturato e potenziato dai russi nel 2024 proprio per aumentare la portata dei carichi logistici pesanti e sostenere lo sforzo bellico nel sud. I rapporti sul campo e le immagini satellitari confermano che l'attacco della notte scorsa ha centrato in pieno i camion militari russi che lo stavano attraversando. Il ponte è ora ridotto a una sola corsia agibile, forzando le autorità di occupazione a vietare il transito ai TIR pesanti e a deviare il traffico su strade secondarie e sterrate, allungando drasticamente i tempi di percorrenza.
Il fatto che queste azioni di questa portata vengano compiute in pochi giorni o addirittura in poche ore, senza dare alla Russia il tempo di adottare contromisure e seguendo un’unica strategia, rivela la straordinaria capacità di adattamento e di coordinamento delle forze armate ucraine, tanto più rispetto a quelle di Mosca, storicamente afflitte da rigidità e burocrazia e costrette dall’approccio repressivo ad edulcorare i rapporti, impedendo ai vertici militari di conoscere la reale situazione sul campo.
Ma soprattutto le capacità raggiunte dai droni ucraini stanno vanificando del tutto i vantaggi che la Russia contava di capitalizzare sul campo: la superiorità demografica, non più sufficiente - vista l’impietosa sproporzione di vittime tra le due parti - e la vastità delle aree conquistate, spacciate spesso anche dai propagandisti nostrani come il metro con cui misurare il trionfo di Putin, ma che, ora che nulla lì è più al sicuro, rischiano invece di diventare un insostenibile Vietnam che, per chi ha scommesso tutto sulla vittoria totale, equivale alla peggiore delle sconfitte.
Possiamo concludere, da queso e tanti altri video, che le difese aeree della Russia sono totalmente inadeguate anche a Mosca, e i moscoviti avrebbero fatto meglio a sbarazzarsi politicamente di Putin anni fa
La sicurezza di Mosca è nelle mani della benevolenza dell'SBU ucraino
Il nuovo tentativo di rifondare il centro politico sembra ripartire dalle stesse convinzioni che ne hanno già decretato il fallimento: competenza senza visione, astensionismo mitizzato, tabù sulle alleanze e nostalgia di una casa politica mai davvero costruita. Una ragione in più per discutere seriamente di come, e se, quel centro possa essere rifondato davvero.
Alessandro Chelo su InOltre. Il link nel primo commento
Oligarchia liberal-progressista in purezza. Mi fa venire in mente quando qua da noi, a partire dalla vittoria elettorale nel 2008, lo incensavano come il nuovo grande leader di "sinistra" che avrebbe rivoluzionato gli USA... Ovviamente tutta propaganda che andava avanti
1/5
@convivioblog@ManuelaBellipan@matteorenzi Il solo valido motivo è impedire alla destra di avere la maggioranza x eleggere il prossimo PdR. Lo stesso scopo che si potrebbe raggiungere con un Centro guidato da un/una leader eletta con Primarie aperte ai potenziali elettori di questo raggruppamento
Gli elettori del Centro sono potenzialmente > del 10-12%, il programma c’è già e condiviso da tutti i partitini, manca il/la leader. Perché allora non fare #Primarie#aperte a tutti i potenziali elettori per la scelta del leader?
Il nuovo terzo polo = tanti partititini, tante correnti, nessun vero leader, anche se il litigioso Calenda spera sempre di diventare il gran visir di tutti i velleitari centristi, dopo aver distrutto l'unico, quello con Renzi, che poteva avere un futuro!
Insomma una chimera
La vicenda è interessante non per il personaggio in sé, quanto per il meccanismo che ne ha reso possibile l'ascesa.
Tutto parte da un libro autopubblicato ad agosto. In un Paese come l'Italia, dove si legge molto poco, il destino più probabile sarebbe stato l'oblio.
E invece 👇
Cosa abbiamo di meglio da fare che difendere la libertà e la democrazia che abbiamo ereditato?
Cosa abbiamo di meglio da fare che combattere per un’Europa federale e per gli Stati Uniti d’Europa?
Non esiste una battaglia che valga di più. Nessuna.
Non è una battaglia di semplice pragmatismo. È una battaglia di cuore, di ideali, di valori e di passione. Una battaglia che ci definisce.
Certo, lavoreremo con concretezza sulle difficoltà degli italiani: casa, lavoro, scuola, industria, salari, costo della vita. Lo faremo.
Ma con una priorità chiara: preservare e rafforzare i nostri valori.
Va combattuta con coraggio la battaglia degli europeisti per l’Europa. Per difenderci da chi, nel mondo, vuole indebolire il nostro modello di libertà e di democrazia.
Stando al centro, lontani dai massimalismi populisti della sinistra e dai sovranismi nazionalisti della destra. Con il tempo e la forza che servono. Senza paura. Senza tentennamenti.
Noi saremo lì.
Qui l’intervento integrale: https://t.co/sUzEwWZxvn
Mosca stamattina. La raffineria colpita dai droni ucraini soddisfa circa il 40% del fabbisogno di benzina della capitale e il 50% del fabbisogno di diesel. L'azienda è il principale fornitore di carburante per gli aeroporti della capitale e la sua produzione alimenta un veicolo su tre a Mosca.
The war is back home 😎
Il passo indietro che può far vincere il centrosinistra - https://t.co/z561MpbcvY
Il “garante” potrebbe essere @Pierferdinando, lo strumento per la scelta del leader #primarie#aperte agli elettori del #Centro https://t.co/47O7hSLMmR
@dimarcantonios1@Pierferdinando Casini sarebbe la personalità di garanzia tra i vari leader del centro ( e domani il naturale candidato PdR). Il/la leader eletto/a con le Primarie sarebbe il volto di un programma che è già condiviso. Se, come penso, questo raggruppamento supera il 10-12% allora tutto il >