@AngyNacchio@An_Dre96@MMmarco0 Non è un' eccezione ci sono stati molti altri casi nei decenni passati, comunque non usare la parola ignoranza in modo gratuito, non la penso come te, non uso vocaboli apocalittici come fai tu, possiamo avere percezioni diverse sulla situazione..ma ignoranza no.
@robymes Veramente è un fatto che scienziati prefigurano da decenni indicibili catastrofi dovute al climate change. Ricordo addirittura un vice presidente USA, parliamo di decenni, con una sua fondazione molto impegnata al riguardo.
https://t.co/J5F3vDDwXB
@AngyNacchio@An_Dre96@MMmarco0 mese di giugno 1976 a Roma fu caratterizzato da un'intensa ondata di calore, con temperature massime che superarono frequentemente i 32°C e picchi che in alcune giornate raggiunsero o sfiorarono i 35°C nella prima decade del mese.
Né vapoforni, né deserto infuocato, rilassati
C’è un segnale modellistico interessante tra fine giugno e inizio luglio.
Ne avevo parlato anche nel post di ieri mattina in base all'evoluzione degli spaghi previsionali. Dopo una lunga fase dominata dal caldo e dal promontorio subtropicale continentale, i due maggiori modelli previsionali iniziano a vedere un possibile affondo atlantico verso l’Europa centro-meridionale tra il 30 giugno e il 2 luglio. Niente di definitivo ancora, manca una settimana e bisogna essere prudenti però il segnale merita attenzione perché non compare su un solo modello isolato.
Dopo un nuovo e ulteriore "picco" del caldo tra il 28 ed il 29 giugno, l’anticiclone potrebbe perdere definitivamente compattezza in quota e lasciare spazio a una saccatura atlantica, con geopotenziali in calo tra area alpina, Italia centro-settentrionale e Mediterraneo centrale. Se l’affondo riuscisse a entrare meglio, potrebbe aprirsi una fase più instabile, con temporali più organizzati, calo termico almeno temporaneo e ridimensionamento del caldo soprattutto al Centro-Nord. Qualora la tendenza venisse confermata un passaggio ancora più delicato sarà capire se questa saccatura resterà agganciata al flusso atlantico oppure tenderà a isolarsi in una goccia fredda in quota sul Mediterraneo perchè nel secondo caso aumenterebbe l’incertezza sulla distribuzione dei fenomeni, ma anche il potenziale per instabilità più marcata in alcune zone.
Per ora ci vuole prudenza e bisogna attendere ancora 48-72 ore ma è il primo segnale serio, visto da entrambi i principali modelli, di un possibile break estivo tra fine giugno e inizio luglio.
@robymes Perché siete tutti uguali...rompete i coglioni in modo pretestuoso a chi, con un grande seguito, spiega in modo competente e pacato la meteorologia. Quindi non parliamo di clima. Riposati e aspetta con serenità il cataclisma climatico imminente da trent'anni.
@robymes Sei tu quello che devo ascoltare? Il clima sulla terra è sempre rimasto lo stesso?È l'uomo la principale causa del cambiamento? Quale sono le soluzioni? È giusto attaccare e tacciare di ignoranza chiunque ha un approccio pragmatico/realista sul problema, senza isterismi? Riposati
@robymes Arroganza e nulla più, cianciate da decenni sulla fine del pianeta attaccate chi tenta di dare spiegazioni pacate e non apocalittiche, il mondo và avanti.