Nei giorni scorsi, in vari articoli, ho letto ricostruzioni un po’ semplificate e lontane dalla realtà sulla questione Forze Armate/Esercito a supporto delle Forze di Polizia e sui “Poteri” richiesti. A riprova di una superficialità giornalistica diffusa in vari articoli sembrava quasi che, grazie ad un intervento salvifico della Provvidenza ed alla saggezza dell’Interno, si fosse scampato in extremis un tentativo di golpe militare.
Questa surreale mistificazione della realtà mi obbliga, volutamente dopo 2 giorni, a ribadire formalmente alcune cose che sarebbero state evidenti a chiunque amasse la verità e cercasse la verifica nei fatti.
Intanto una premessa: da anni dico in ogni sede possibile, parlamentare, pubblica, istituzionale, che i militari dovrebbero fare i militari e le forze di polizia le forze di polizia.
Ho detto anche più volte che sarebbe stato utile sostituire, gradualmente, i 6800 militari di strade sicure con 10000 carabinieri ausiliari, preparati e formati per la sicurezza e in possesso anche dei poteri di PG, utili a reprimere reati in flagranza.
Su questo sono stato anche attaccato perché sembrava non fossi abbastanza interessato alla sicurezza mentre era esattamente il contrario, la volevo efficiente, efficace e diffusa.
Nonostante ciò, di fronte ad un’ulteriore richiesta di aiuto, la Difesa ha risposto di sì, come sempre.
Mi sono solo permesso di chiedere che i militari schierati avessero la stessa possibilità di agire e difendersi delle forze di polizia.
Tutto qui.
Nessun potere particolare, eccezionale e golpista se non quello di poter procedere all'arresto in flagranza come un poliziotto o un carabiniere.
Questo avrebbe consentito la qualifica di PG.
Ma non era nemmeno questa la richiesta che ritenevo e ritengo importante.
Avrei voluto che i reparti che andavano a Milano avessero la possibilità di disporre degli strumenti necessari per affrontare la situazione e la possibilità di usarli.
Di questo si parla.
E volete sapere perché?
Perché non possono nemmeno usare uno spray urticante. Non possono neppure averlo. Non possono usare un taser. Non possono averlo. Possono usare le fascette in velcro per immobilizzare una persona fermata perché dopo due anni di richieste ci è stata da poco concessa la possibilità.
Ma solo attorno alle stazioni.
Quindi non nelle vie di Milano.
Io ho “osato” chiedere che tutto ciò fosse possibile, solo in questa circostanza particolare, di default e cioè senza demandare la concessione di queste possibilità al buon cuore di qualcuno.
Mi sembrava un modo di semplificare, velocizzare e anche restituire un po’ di dignità ad un impegno che, ripeto, non è stato offerto, non è stato voluto ma è stato richiesto!
Quindi nessuna voglia né intenzione di militarizzare nulla, anzi il contrario.
Di fronte a questa ennesima disponibilità delle Forze Armate ho assistito ad attacchi di chi le vede come “concorrenza” e di chi ha gridato al Golpe.
Vorrei tranquillizzare tutti perché le forze armate non vedono l’ora di restituire ogni spazio di ordine pubblico a chi deve occuparsene e non vogliono alcun super potere.
Ma inviterei ad un maggior rispetto ed a maggior serietà nel riportare le richieste di un Ministro che vuole solo che i suoi uomini abbiano le stesse protezioni e la stessa possibilità di difendere se stessi e la città, che hanno quelli che stanno andando ad aiutare.
Tutto qui.
Deep in his notebooks, Leonardo da Vinci had a mind-blowing idea:
That the human body is a scale model of Earth.
And that's just the beginning — his theory will change the way you see everything… 🧵
Ciao a tutti, nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 aprile è stato dato fuoco al ristorante dei miei genitori, a Villa Verucchio (10 km da Rimini).
I danni sono irreparabili ed è tutto da rifare da zero.
L’assicurazione chiaramente copre una parte, ma non basta.
In queste ore ci sono polemiche inspiegabili dentro il Terzo Polo. Ne sono molto dispiaciuto anche perché non vedo un motivo politico per la rottura. Eviterei di inseguire le polemiche e i retroscena. Andrei al sodo. Ieri Azione ha presentato un documento, a noi va bene con piccole modifiche assolutamente accettabili. Le abbiamo pubblicate: i vecchi partiti si sciolgono con l’elezione del Segretario nazionale del partito unico. Se Calenda ci sta, noi firmiamo. Se Calenda ha cambiato idea, lo rispettiamo e ne prendiamo atto. Quanto alla Leopolda: chi conosce quell’esperienza sa che è un momento bello di confronto politico tra generazioni e storie diverse. È un momento in cui tante persone si avvicinano alla politica. Dire che non può essere più fatta la Leopolda non ha senso. La facciamo con migliaia di volontari dal 2010, non vedo perché dovremmo smettere di farla oggi in un momento in cui la politica va difesa dai populismi e dai sovranismi. Il mio è un appello finale: basta polemiche, rimettiamoci al lavoro tutti insieme. Noi ci siamo, consapevoli della responsabilità verso tanta gente che ci chiede di tornare a sognare, non di volare rasoterra.
@CarloCalenda@matteorenzi Carlo, hai perso di nuovo la bussola. Un leader non può essere costantemente in balìa del suo umore mutevole. Spari nuovamente su Renzi basandoti sul titolo di un articolo? È ormai evidente che ogni pretesto è buono per rompere.
Delusione enorme, il TP era una grande speranza.
@CarloCalenda Basta vittimismo, sei stato il primo a sbandierare tutto in pubblica piazza. Testa bassa e risolvete i vostri problemi interni da persone adulte. Lo dovete ai tanti elettori che hanno creduto nel vostro progetto
@ardigiorgio@Capezzone@matteorenzi Proprio così.. non capiscono che poter contare su un nuovo organo di informazione è un’opportunità.. invece la vedono come una minaccia, evidentemente per un infantile complesso d’inferiorità