J'ai adoré découvrir les coulisses d'Anisha Jo dans l'enquête continue... Elle a tellement évolué grâce à cette émission.
La coach vocale et la coach en danse l'ont vraiment beaucoup aidé.
Fier d'elle !! 💖💯
Et surtout, streamez son nouveau single "Solitude"
#MaskSinger
Lenfatik drenaj egzersizi olarak bilinen bu hareket, lenf akışını hızlandırırken tüm vücutta kan dolaşımını artırıyor.
Üstelik tek bir egzersizle neredeyse tüm kas gruplarını aktif şekilde çalıştırıyor.
Birçok uzmana göre; enerji, dolaşım ve hareket kabiliyeti açısından dünyanın en etkili egzersizlerinden biri olabilir… 👇
La fine di una dannazione. Nessuno potrà più additare Zverev come il primo dei perdenti, a secco di titoli Slam. È stato un lungo viaggio fatto di sonore batoste e frustrazioni, di fantasmi mentali in campo, di accuse di ex fidanzate fuori dal tennis. La consapevolezza di essere inferiore sia ai Big 3 sia ai sopraggiunti Sinner e Alcaraz. Ammettiamolo, l’etichetta di Calimero è stata spesso irrispettosa nei suoi confronti, perché chi vince 24 titoli Atp e per giunta un oro olimpico è un vincente senza se e senza ma. Non si è fatto mancare nulla, compreso l’infortunio tremento proprio al Roland Garros di 4 anni fa, in semifinale contro Nadal: tre legamenti laterali della caviglia destra fanno crack, è costretto ad uscire in sedia a rotelle, ma una volta dentro lo spogliatoio chiede delle stampelle perché desidera tornare in campo, prima di ritirarsi vuole stringere la mano a Rafa.
Eccolo adesso che con gli occhi lucidi si coccola la Coppa dei Moschettieri, i 14 kg più leggeri della sua vita. Rende omaggio a Cobolli che gli ha reso difficile la vita restandogli aggrappato alle caviglie. Flavio ha annusato la tensione del tedesco, ha provato a minarne le certezze, perché quando sente la pressione Zverev entra in un tunnel da psicodramma, perde l’efficacia al servizi, manda a ramengo i drittoni &Co.
C’è un’altra vittoria che vale più di tutte. E la speranza è che tanti bambini davanti alla tv oggi abbiano avuto un genitore dire loro: anche lui è come te, se ce l’ha fatta lui ce la puoi benissimo fare anche tu.
No, non si tratta di vincere uno Slam. Si parla di condurre una vita normale.
Da quando ha quattro anni Zverev convive con il diabete di tipo 1.
In ogni torneo utilizza le siringhe di insulina durante i cambi di campo. Il quantitativo dipende dalla durata del match, in genere una partita di cinque set gli richiede quattro iniezioni. Lo ha fatto anche durante la finale del Roland Garros (FOTO).
Sascha non ha mai lasciato che il diabete lo fermasse. Per molto tempo lo ha nascosto, ne ha parlato pubblicamente solo nel 2022, il suo non è stato un eccesso di pudore, semplicemente non ha mai voluto suscitare pietismo. Perché questo è il punto: Zverev non vuole che sia il diabete a definirlo.
È questo il messaggio che consegna alle migliaia di giovani che aiuta attraverso la sua Fondazione. Ai genitori, i più frastornati dopo le diagnosi, spiega come i loro figli potranno continuare ad avere una vita attiva. È preoccupante l’aumento in età pediatrica dell’incidenza del diabete, per la cura servono attenzione e costanza quotidiana ma l’aiuto della tecnologia ha sostanzialmente rivoluzionato tutto con il monitoraggio continuo del glucosio, i microinfusori di insulina e le App.
La vittoria (finalmente) del primo titolo Slam di Zverev vale doppio. È la fine di una dannazione personale, è il megafono a non porsi limiti per i sogni degli altri.
(e tanti saluti agli specialisti che quando da adolescente Zverev sognava di impegnarsi a tempo pieno nel tennis, gli avevano detto: lascia perdere, non potrai mai fare sport ad alto livello)
#RolandGarros
Credits 📷 @rolandgarros & @Yahoo
@nadalprop_ La personne qui m'a fait aimer le tennis qui valide mon chouchou n°2!!! Et qui a épousé ma favorite (jamais détrôné dans mon cœur) chez les femmes ... je dis OUI!!!
Roland-Garros a commencé hier et personne ne sait qui est Roland Garros.
Ce n'est pas un joueur de tennis. C'est un aviateur. Né à La Réunion. Mort à 29 ans.
En 1909, il assiste à un meeting aérien en Champagne. Il achète un avion, apprend à piloter seul, et décide que le ciel sera sa vie.
Le 23 septembre 1913, il tente l'impossible : traverser la Méditerranée sans escale. 780 kilomètres au-dessus de l'eau. Son moteur tousse. Il arrive à Bizerte avec un réservoir presque vide. La France l'acclame.
Quand la guerre éclate, il n'est pas mobilisable. Né outre-mer, il ne doit rien. Il s'engage quand même. Il invente un système pour tirer à la mitrailleuse à travers l'hélice. Fait prisonnier en 1915, il s'évade trois ans plus tard et retourne au combat.
Le 5 octobre 1918, son avion est abattu dans les Ardennes. Il avait 29 ans. Le lendemain, c'était son anniversaire.
Dix ans plus tard, son ami donne son nom à un stade de tennis.
Vous connaissiez l'homme derrière le tournoi ?
Je sais que je ne rencontrerais plus jamais rien ni personne qui m'inspire de la passion.Tu sais, pour se mettre à aimer quelqu'un, c'est une entreprise.
Il faut avoir une énergie, une générosité, un aveuglement... Il y a même un moment, tout au début, où il faut sauter par-dessus un précipice; si on réfléchit, on ne le fait pas. Je sais que je ne sauterai plus jamais.
La Nausée
Jean-Paul Sartre
« Notre unique obligation morale, c'est de défricher en nous-même de vastes clairières de paix, jusqu'à ce que cette paix irradie vers les autres. Et plus il y aura de paix dans les êtres, plus il y en aura aussi dans ce monde en ébullition. »
Etty HILLESUM
“une vie bouleversée”