Gridatelo dai tetti, suonate le campane, consultate le profezie: Serena Williams è tornata.
La prima sensazione è quella di Ulisse che dopo anni di assenza trova altre persone sistemate a casa sua, sul suo divano, coi piedi sul suo tavolino a guardare la sua tv. Qualcosa è cambiato: ci sono le tende nuove, il mazzo di chiavi appoggiato su un tavolino diverso. Il campo da tennis è sempre casa sua, ma ci vuole qualche secondo per riabituare lo sguardo.
Pochi, in verità.
Serena ha una calma olimpica e un’aura pazzesca. Lo so, è un concetto inflazionato, ma lei è proprio l’archetipo dell’aura, come la Bic lo è delle penne e Luigi XIV delle poltroncine. Per i primi game, sia la sua compagna Victoria Mboko che le avversarie erano confuse per il solo fatto che Serena fosse lì, col kit rosa confetto e lo sguardo da leonessa.
Giocavano anche davanti a un’altra leggenda come Lindsey Vonn, così, per stemperare la tensione.
Comunque, un giorno bisognerebbe approfondire il potere intimidatorio delle acconciature di Serena. Sempre libere, potenti, creative. Più che acconciature elmi da battaglia, di quelli antichi con le piume e i pennacchi, gli stemmi araldici, i leoni e le divinità. Il tipo di cosa che se ti fermi a guardarla parti 0-15 o vieni trasformato in pietra.
Serena e Victoria vincono, ma non è davvero importante raccontare il match. Era inevitabile la polvere sulla racchetta o qualche colpo arrugginito. Di tanto in tanto abbiamo rivisto una di quelle fiammate che conosciamo a memoria, e tanto basta.
“Mi ero stancata di non fare niente” — dirà ridendo alla fine. Ridiamo con lei, poi ci alziamo e rimettiamo le chiavi dove erano sempre state.
#tennis #serenawilliams
8 junio 1990
Hace 36 años comenzaba en San Siro el Mundial Italia90.
La inauguración comenzó con la canción de Gianna Nannini y Edoardo Bennato " Un'estate italiana ".
📺: Rai