@dannydanon Why Israel does not cut the snake, Qatar, head ? Qatar has been financing Islamic fundamentalism & terrorism worldwide with Iran, Turkey.
@targa_rtarga53@francofontana43 Io non sto apprezzando lei ma criticando voi sinistrorzi filo-islamisti, che al governo avreste fatto lo stesso per interessi nazionali. L'Italia ha un saldo commerciale positivo con gli USA e siamo uno stato vassallo dopo la WW2
@MamelisBros@francofontana43 Voi sinistrorzi filo-islamisti siete vittime nei regimi islamici, legga "il mio Iran" di Shirin Ebadi. Sostenete terroristi islamici cacciati da Giordania Libano Libia e Kuwait; loro attentati in Italia (1973, '82 e 85).
https://t.co/FV1mi0ufyU
@targa_rtarga53@francofontana43 lei insegue i "like" ed etichetta gli altri senza argomentare. Voi sinistrorzi filo-islamisti siete ugualmente vittime nei regimi islamici, legga "il mio Iran" di Shirin Ebadi.
In LONDON, an African attacks a WHITE man & the Police grab & arrest the WHITE guy.
Then an overweight officer sits on his legs.
Traitors protect foreign invaders.
The Muslim Mayor & The Labor Party must be removed 😡
Muslims should hold no power anywhere in the West.
Islam is incompatible with the West.
@KNEECAPCEOL Nella battaglia di Berlino i russi uccisero 450mila soldati e 300mila civili. I terroristi islamici vanno combattuti fino alla resa incondizionata come i nazisti nella WW2.
https://t.co/wbkcCmhEC8
Non ne possiamo più!!!!!!
@ComunediGenova
Genova Insicura
Non so se lo avete già pubblicato, copio incollo da altro gruppo FB
GENOVA, TERRORE SUL BUS 641 AD ALBARO: RAGAZZA MOLESTATA DA UN EXTRACOMUNITARIO E DAL SUO BRANCO. SALVATA SOLO DAL CORAGGIO DI UN’AMICA E DALL’AUTISTA
Attimi di terrore assoluto si sono consumati ieri sera, intorno alla mezzanotte, a bordo del bus 641 in transito nel quartiere di Albaro, all’altezza di piazza Leonardo da Vinci. Una giovane ragazza è stata pesantemente molestata da un extracomunitario accompagnato da altri del suo branco. L’aggressione, improvvisa e sfacciata, ha trasformato un normale viaggio notturno in un incubo.
La vittima, presa dal panico, si è divincolata con tutte le forze e, alla prima fermata utile, è scesa di corsa per mettersi in salvo. Un’amica presente sul mezzo è intervenuta senza esitazione, affrontando il gruppo di aggressori per difenderla. L’autista, accortosi della discussione e del pericolo concreto per l’utenza, ha alzato la voce con fermezza: ha intimato al branco di smetterla immediatamente, minacciando di chiamare il 112 se non avessero cessato di importunare le passeggeri.
Solo l’intervento rapido e coraggioso di queste due persone ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente.
Questo episodio si inserisce in una serie sempre più frequente di violenze e molestie sui mezzi di trasporto pubblico genovesi. Un extracomunitario e il suo branco che aggrediscono una ragazza in un quartiere residenziale come Albaro non è un fatto isolato: è il sintomo di un degrado che si allarga e che le politiche di questi anni hanno alimentato anziché contrastare.
Le nostre città, un tempo sicure, stanno diventando luoghi in cui le donne non possono più viaggiare tranquille di notte. Sui bus, alle fermate, nelle piazze, la presenza di gruppi di extracomunitari che non hanno alcun rispetto per le regole della convivenza civile e per la dignità delle donne italiane genera una tensione costante. I cittadini pagano i biglietti, mantengono il servizio pubblico con le tasse, eppure devono temere di essere importunati o aggrediti proprio mentre si spostano per lavoro o per studio.
Il sindacalista Amt Roberto Piccardo ha lanciato un appello preciso: servono interventi decisi, più controlli, maggiore presenza delle forze dell’ordine e, se necessario, persino l’impiego dell’esercito come deterrente. Non si può più affidare la sicurezza delle persone alla fortuna o al senso di responsabilità di singoli autisti e passeggeri. Le violenze sui bus sono in aumento, i turni sono massacranti, i mezzi spesso stracarichi per la carenza di personale e di veicoli. Ma dietro questi problemi organizzativi c’è un dato di fondo che non si può più tacere: troppo spesso gli autori di questi atti sono extracomunitari che, invece di integrarsi, riproducono comportamenti violenti e prevaricatori.
La giovane aggredita ieri sera ad Albaro se l’è cavata. Altre, in altre città e in altre notti, non hanno avuto la stessa fortuna. Quante altre ragazze dovranno scendere di corsa da un bus, terrorizzate, prima che si decida di invertire la rotta?
Basta con l’accoglienza indiscriminata che riempie le nostre strade di persone che non vogliono o non possono rispettare le nostre leggi e la nostra cultura. Serve tolleranza zero per chi delinque: rimpatri immediati, controlli serrati sui mezzi pubblici, e la certezza che chi aggredisce le donne italiane pagherà caro.
La sicurezza delle nostre figlie, delle nostre sorelle, delle nostre madri non è un optional. È un diritto fondamentale che lo Stato ha il dovere di garantire. Finché questo non accadrà, ogni viaggio in bus di notte resterà, per troppe donne, un rischio inaccettabile.