Più che l'annuncio di Mancini, contano il tono e i dettagli della conferenza di Malagò: le risate, i finti colpi di scena, il rapporto con i cronisti. È lì che prende forma il racconto di un potere che cambia interpreti, ma recita sempre lo stesso ruolo
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Il problema non è la caduta del regime iraniano, che da questa parte della barricata auspicavamo quando manco sapevate dove fosse l'Iran, voi che i diritti alle donne volete toglierli anche in Italia: è ovvio che un Iran senza Khamenei sia, potenzialmente, un posto migliore. Il problema è che il futuro del pianeta sia in mano a un puttaniere pazzo e un genocida corrotto, che stanno distruggendo forse per sempre il vago equilibro mondiale nato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e dalla nascita dell'ONU. Poi c'è il terzo passaggio, quello ridicolo: i tizi che denunciavano il nuovo ordine mondiale di Soros e ora tifano per quello di Trump e Netanyahu (e di Putin, da questa parte del mondo, ma tanto quelli sono cazzi degli ucraini, no?).
Perché Pucci merita Sanremo: un’analisi affettuosa
Caro Andrea,
la presente è per chiederti di riconsiderare la tua rinuncia al prestigioso palco dell’Ariston.
Vado a motivare.
Primo motivo: sarebbe un trionfo. Anche se ti piace raccontarti di essere il Ricky Gervais dell’ossobuco, sei perfettamente in sintonia con la stragrande maggioranza degli italiani. Prova ne siano i teatri sempre pieni che ti ospitano. La standing ovation, in sala e a casa, è assicurata.
Secondo motivo: due pernacchie sui social, e so quel che dico, non dovrebbero essere fonte di astensione della lotta per nessuno. Com’è che si dice: “Boia chi molla”, no? Sei parte di quel mondo, lo siamo – purtroppo – un po’ tutti. Nel momento in cui usi i tuoi profili per insultare una parte politica, per sapide battute sull’aspetto fisico di Schlein, per mostrare il culo a mo’ di fescennino per la chiamata all’Ariston, è abbastanza naturale che qualcuno si esprima nei tuoi confronti in modo altrettanto schietto. Se le shitstorm fossero davvero pericolose, i giornali angelucciani, gli account governativi, i singoli social media manager della Destra di Governo, non ne organizzerebbero una ogni dieci secondi. No?
Terzo motivo: si sta liberando il posto di Petrecca. Siccome il Governo ha più poltrone che culi, il rischio di vederti commentare la finale olimpica è elevatissimo. A quel punto meglio che ti mettano direttamente al posto di Tajani, ché a prendere ordini dal tuo amico Trump è meglio un comico dichiarato.
Quarto motivo: comandate voi. La parte politica che orgogliosamente rappresenti ha occupato militarmente quasi ogni rivolo di Stato, parastato, paraculo. Far passare che ti caccia la sinistra è un filo fuorviante anche perché, prima di allontanare qualcuno, la sinistra dovrebbe esistere. E tu, Andrea, sei uno che tiene alla verità. Che è una base della satira. A costo di celiare su culi e tamponi.
Infine, ultimo motivo, accorato: questo chiagni e fotti insopportabile per cui chi ha in mano le leve del potere indica bersagli in chi non sa e non può difendersi – “Nemici della Patria” quattro manifestanti: farebbe anche ridere se non fosse abbastanza pericoloso – fa parte di una deriva che un artista coraggioso come te, uno che è sempre rimasto orgogliosamente di estrema destra in un mondo, parole tue, dominato dalle zecche, non può accettare. Anche perché le zecche ti hanno persino attribuito un Ambrogino d’oro.
Sii coraggioso, Andrea. Stupiscici. Vai all’Ariston a ripigliarti tutto quello che è tuo.
Comunque vada sarà un successo.
Merda, merda, merda, nel senso dell’augurio.
Luca
@Italo_Bocchino LEGGE 20 giugno 1952, n. 645
Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione. (GU Serie Generale n.143 del 23-06-1952)