@Leoni_Simo@MarastiMattia Io mi domando ancora come fate da liberali ad allearvi e farvi schiacciare dai sovranisti di lega e FDI. VI decantate europeisti ma vi alleate con chi vorrebbe farci uscire dall’Europa, chi continua ad ostacolare il superamento nell’unanimità..alla faccia dei valori europeisti
@PiergiuseppeEs1 Sinceramente sono alquanto stufo di chi fa la guerra ad Elly Schlein all’interno del PD. La Picerno sta facendo tutto da sola, se la canta se la suona e non fa altro che andare contro la linea di Schlein..adesso anche basta però!
2…continuando a parlare solo di un’eventuale leadership della coalizione e buttando fango su Schlein, Salis, Conte ecc ecc…. Non parlando male di un ipotetico leader che si risolve il problema..semmai si allontanano i potenziali elettori spianando di nuovo la strada all destra
1. Posso dire “che palle”?!! Non è possibile che il mondo dell’informazione, i partiti, i leader e le relative tifoserie stiano facendo di tutto per distruggere quello che potrebbe essere un bel progetto alternativo a questo governo di incompetenti.. ->
@valeguerrieri@LucaMocci4 Così ignorante che non sai nemmeno che la sinistra ha dato indicazione ai propri elettori di votare il leader dell’opposizione che aveva più probabilità di battere orban..
La sinistra ungherese non ha perso. Ha scelto.
Girano già le interpretazioni di comodo. La sinistra in Ungheria è stata sconfitta, dicono. Ha giocato e ha perso. Orbán è stato battuto dalla destra, quindi nulla cambia per la sinistra europea.
Falso. Falso in modo quasi imbarazzante per chi lo sostiene.
La sinistra ungherese non si è candidata. Non ha perso un solo seggio perché non ne ha conteso nemmeno uno. Il Partito Socialista, quello che ha governato l’Ungheria dal ’94 al ’98 e dal 2002 al 2010, si è ritirato il 20 febbraio. Prima di lui i Verdi, il Dialogo, LMP, il Movimento Soluzione. Tutti fuori. Volontariamente.
I socialisti lo hanno detto con una chiarezza che in Italia sembrerebbe un’allucinazione collettiva: il sistema elettorale di Orbán equivale a “imbrogli legalizzati” e l’unico modo per batterlo è unirsi dietro il candidato più forte. Anche se quel candidato non è dei tuoi. Anche se è un conservatore uscito dalle viscere di Fidesz.
Questo non è un atto di resa. È il contrario. È la scelta politica più matura che un’opposizione frammentata potesse fare davanti a un regime che aveva riscritto le regole del gioco per non perderlo mai. Orbán aveva tagliato due collegi a Budapest, ne aveva aggiunti due nelle campagne fedeli, controllava i media, usava le risorse dello Stato come arma elettorale. Freedom House classificava l’Ungheria solo “parzialmente libera”. Per vincere in quel sistema serviva almeno cinque punti di vantaggio. Non c’era spazio per il lusso delle candidature di bandiera.
La sinistra ungherese ha guardato in faccia la realtà e ha fatto una cosa che richiede più coraggio della candidatura: ha rinunciato a se stessa per uno scopo più grande. Ha detto ai propri elettori: votate Magyar. Votate Tisza. Non importa se è di centro-destra, se viene dal PPE, se è un ex uomo del sistema. L’unica cosa che importa è mandare a casa Orbán.
Il risultato? 79% di affluenza, record assoluto. Magyar al 53,6%. Supermaggioranza dei due terzi. Orbán al telefono che si congratula. Budapest in festa lungo il Danubio.
Chi racconta questa storia come una sconfitta della sinistra sta ribaltando i fatti. La sinistra non era assente perché irrilevante. Era assente perché ha deciso di esserlo. Ha sacrificato la visibilità, le candidature, i seggi, la presenza parlamentare a favore di un obiettivo che considerava più urgente di qualsiasi interesse di partito: abbattere un regime illiberale.
È un concetto che in certi ambienti politici risulta incomprensibile. L’idea che un partito possa scegliere di non esserci per permettere a qualcun altro di vincere. Che la generosità strategica non sia debolezza ma intelligenza politica. Che il risultato conti più della sigla sul manifesto.
Poi certo, si può discutere se la sinistra ungherese riuscirà a ricostruirsi, se questo sacrificio la rafforzerà o la marginalizzerà. Sono domande legittime, per un altro giorno. Quello che non si può fare oggi è raccontare una scelta deliberata come una sconfitta subita. Perché la differenza tra le due cose è la differenza tra chi fa politica e chi la subisce.
@FratellidItalia I partiti di opposizione si sono ritirati per far vincere il partito che aveva più possibilità di vincere contro quel demente di orban..ignoranti..rosicate meno
@ClaudioBorghi Comunque te non stai bene…ma come si fa a difendere il più corrotto e illiberale primo ministro d’Europa?! Che schifo… mi vergogno che nel parlamento italiano sono stati eletti (a causa delle liste bloccate) gente come te!!
@livieri_samuele@ndrnfr@ellyesse Va bene avere delle idee diverse ma non si può remare puntualmente in ogni occasione contro la segretaria..mi dispiace! Se la pensi in maniera diversa sul 90% delle cose è meglio che cambi partito altrimenti non fai altro che minarne la credibilità!!