Scappano da guerre, persecuzioni, violenze, povertà estrema, effetti climatici estremi. Nel mondo le Nazioni Unite contano 41,6 milioni di rifugiati.
A raccontare chi sono non è soltanto uno “status”. Prima di tutto sono persone.
#Giornatamondialedelrifugiato
A man and a woman with a rare and devastating autoimmune disease have been in remission for more than 15 years after receiving a stem-cell transplant
https://t.co/3zPr7f8X1F
Some guy broke into my house and set up residence in the study room. He says his grandparents used to live in this house and now he won't leave.
My family and I tried to kick him out but he got very violent. He brings in his friends and they help beat us up if we ever try to make him leave.
They keep saying I hate the guy because of his religion. I don't even care about his religion, I just don't like sharing my house with some random outsider who broke in here out of nowhere and took my stuff.
"The poor guy just wants one room to call his own," his friends say in his defense. "You and your family have all the surrounding rooms in the house, and yet you have a problem with the guy having sovereignty over ONE room? That's kind of bigoted and evil."
He keeps throwing stuff at me and my family if we get too close to his door, saying we make him feel afraid. His friends say it's understandable because his room is surrounded by enemies who hate him just for existing, but we don't hate him for existing, we hate him because he forcibly inserted himself into our home and keeps throwing stuff at us.
And what's weird is whenever I explain my situation to normal people they completely understand where I'm coming from and agree the guy is being a dick, but if I talk to the police or the local paper they always side with the guy. Almost everyone in town hates this guy now because of how he's been acting, but everyone in power does everything they can to protect him. It's like there's a total disconnect between the authorities and the will of the public on this particular issue.
It's having a nastier and nastier effect on the community at large all across town. The police have been showing up to arrest anyone who says they think the guy's being an asshole. The paper keeps printing these obnoxious lies telling everyone that me and my family are the real criminals and the guy is actually sweet and awesome. It's really unfair.
Things have been so tense and hostile ever since this guy showed up. I honestly think it would be better if he'd never moved in here at all, but whenever I say that his friends claim I'm saying the guy should be exterminated and try to get me in trouble.
It's a real mess, man.
That guy sucks.
@ugoarrigo@fatainsegnante@SandroRossi_x Riforma della scuola. Dare ai ragazzi un’alternativa ai maranza e ai social. Scuole aperte nel pomeriggio, attività e sport e spt non lasciare nessuno solo nella difficoltà. I ragazzi sono recuperabili!
🔥 🇬🇧 @JonathanPieNews: “It’s quite a feat to give the Iranian regime the moral high ground — luckily Trump shattered the illusion of 🇺🇸 morality a long time ago.”
Must watch.
⚡️TRUMP:
“Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”
Cara @GiorgiaMeloni, da sempre mi occupo di analisi politica e di #comunicazione e, con tutto l’affetto, vorrei consigliarle di LICENZIARE chi si occupa della sua #immagine e che, probabilmente, le ha suggerito l’atteggiamento da tenere con #Trump!
AVETE SBAGLIATO TUTTO:
la sua comunicazione non verbale (ed anche verbale) è stata #imbarazzante ed evidenziava la sua impellente necessità di ricucire il #rapporto con Trump:
ammiccamenti, occhiolini, risatine, pose inutilmente infantili e sfacciate!
Ma cosa vi é venuto in mente?!?
Lei è il Presidente del Consiglio d’Italia!
Ovvio che, uno come Trump, abbia poi espresso quel concetto #offensivo… ha incontrato degli “stuoini ridanciani” al #G7 e lui NON ha #rispetto per chi si mostra #sottomesso.
ULTIMI DUE ERRORI:
1. la sua risposta #piccata quando invece doveva essere solo #ironica.
Non si scende MAI allo stesso livello.
2. la rinuncia al viaggio in USA di #Tajani.
Doveva andare, parlarne con #Rubio in modo riservato e serio e ottenere le #scuse.
#Usa #Ue #Italia
Oggi Pedro Sánchez ha espresso solidarietà a Giorgia Meloni.
Lo ha fatto davanti alle telecamere, a fine Consiglio europeo, e in privato, guardandola in faccia.
"Le ho espresso la mia solidarietà, anche in privato, di fronte a questo attacco che non è né politico né personale e che sinceramente non so neanche come qualificare". E lo ha fatto a poche ore di distanza da quando, sempre a Bruxelles, la stessa Meloni aveva accusato la Spagna di aver regolarizzato mezzo milione di cittadini stranieri.
E allora vale la pena ricordare cosa ha fatto lei, in tutti questi mesi, per lui.
Quando Trump, appena insediato, ha liquidato la Spagna come una "nazione BRICS" e ha minacciato di colpirla con dazi al cento per cento, Meloni se ne stava a Mar-a-Lago a farsi celebrare come la sua alleata più fidata in Europa.
Quando Trump, al vertice NATO dell'Aja, ha minacciato Sánchez perché si fermava al 2,1 per cento di spese militari, gridando "è terribile" e promettendo di fargli pagare il doppio sui dazi, Meloni applaudiva il target del cinque per cento e lo chiamava "necessario e sostenibile", arrivando a negare (mentendo) che la Spagna avesse rifiutato l'imposizione.
Quando Trump, in mondovisione, è arrivato a dire che la Spagna "forse dovrebbe essere espulsa dalla NATO", una cosa mai sentita, una minaccia aperta a un Paese alleato, da Palazzo Chigi è sceso un silenzio assoluto.
E quando, ad aprile, il Pentagono ha persino valutato di sospendere la Spagna dall'Alleanza atlantica, perché Sánchez si era rifiutato di prestare le sue basi per bombardare l'Iran, Meloni, ancora una volta, si è girata dall'altra parte.
Un anno e mezzo. Un anno e mezzo di insulti, minacce di dazi e di espulsione contro un leader europeo. Un anno e mezzo in cui Giorgia Meloni ha trovato il tempo di andare a Domenica In a commuoversi sulle pastarelle della domenica con i nonni, ma per Pedro Sánchez, preso a sportellate settimana dopo settimana, mai una parola. Una sola.
Poi è arrivato oggi. Oggi Trump si è voltato e ha colpito lei. E nel giro di poche ore, il primo a difenderla in pubblico e in privato, è arrivato proprio lui, Pedro Sánchez.
Che ha insegnato a Giorgia Meloni una cosa che lei, in due anni, si è sempre dimenticata di fare: comportarsi da persona perbene. E con la schiena rigorosamente dritta.
Mi perdonerete, ma non me la sento di unirmi alla “gara di solidarietà”.
Che Donald Trump fosse un pregiudicato, squilibrato, misogino, con evidenti problemi psicologici, lo sapevamo tutti, ma sapevamo anche un’altra cosa: Giorgia Meloni e Matteo Salvini lo hanno esaltato fino a due giorni fa, arrivando a sostenere che bisognava assegnargli il Nobel per la Pace.
E lo hanno esaltato perché Donald Trump piace molto alla parte più scadente dell’elettorato, a quelle mandrie di trogloditi che sognano “l’uomo forte”, a quei penultimi che odiano gli ultimi.
Che Giorgia Meloni abbia o non abbia implorato Trump per convincerlo a farsi immortalare in una foto con lei, in fondo, ha persino poca importanza.
A posizionare male l’Italia sono state le sue tante dichiarazioni fuori luogo e quel suo goffo tentativo di fare da “ponte” tra lo squilibrato e le istituzioni europee.
A posizionare male l’Italia è stato un governo che non ha condannato lo squilibrato per le continue violazioni del Diritto Internazionale, per i bombardamenti, per le deportazioni e per i crimini delle sue squadracce.
Perché sì, l’Italia non può chiudere i rapporti con un Paese alleato, ma c’è modo e modo di gestire quei rapporti. Il governo Meloni, tra selfie con Elon Musk e grottesche esaltazioni del presidente USA, ha avuto sin da subito un approccio provinciale e fuori luogo.
A umiliare l’Italia, più che le parole di Trump contro la premier, è chi fino a ieri ha trattato Trump come un idolo, svilendo le istituzioni che dovrebbe rappresentare.
«Abbiamo ucciso l’ayatollah, sostituendolo con uno più giovane e radicale. Non abbiamo fatto nulla per i manifestanti in Iran. Abbiamo rimosso le sanzioni. Abbiamo ottenuto un cessate il fuoco che avevamo già prima della guerra. Abbiamo aperto Hormuz, che era già aperto prima. Abbiamo speso chissà quanti miliardi di dollari in bombe e missili. Molte vite americane e civili sono state perse. Abbiamo dato all'Iran il controllo completo dello Stretto di Hormuz e buttato dentro un minimo di 300 miliardi di dollari. In questo momento Melania Trump si sta chiedendo: come posso ottenere un accordo del genere?» (Jimmy Kimmel)
Il riscaldamento della nazionale senegalese. La World Cup, nonostante le divisioni imposte da Trump, continua a celebrare l'identità dei Paesi partecipanti e la voglia di condividerla con gli altri.
@DanFriedman81 Fellow Europeans it is useless trying to convince him that our standard of life beats the American10:1. They judge success by how rich you are, we judge success by how many days we go on vacation, how much time we spend in leisure. Just don’t buy his books.