"Non vai avanti dopo la perdita, ma devi andare avanti. Devi stringerle la mano con dolore perché lei vive con te adesso. E camminerà con te adesso. Il dolore ti è arrivato perché l'amore è venuto prima. L'amore è venuto prima.""
[Donna Ashworth]
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@EsercitoCrucian@marcelgiorda Ammazza che avanguardia. Siamo proprio fortunati, si prospetta un mondo bellissimo.
E dall ex bel paese, ricco di storia, arte, cultura è tutto...si tutto finito.
@eretico_l@AlessandroFusi9 Vero. Una mia conoscente non ha vax il figlio, ha pagato la tangente e lo hanno iscritto. Basta il soldo altro che salute!!! E ci sono i fessi che ancora credono che lo stato ti vuole bbbbene, si come no!!!!
@boni_castellane@graaf63@G_Valditara Fuori da quella scuola, capisco che perdere un anno per uno studente sia pesante. Ma meglio perdere un anno che la libertà e non solo di parola.
@pbecchi@Agenzia_Ansa Anche noi nulla di cosi raccapricciante, orrendo. Ma questi giornalai occhi ne hanno e soprattutto girano per le strade tranquilli o hanno le guardie del corpo? Cosi eh, per dire!
È ovvio che poi ci vanno di mezzo tutti perché quando il bicchiere è colmo, non ci sono più freni
ultime 48 ore dall'Italia:
Avezzano: Violenza sessuale su una sedicenne, il giudice libera l'aggressore egiziano e dice «non sono state riscontrate esigenze cautelari»
Bressanone: Migrante tunisino accoltella un ventenne per rubargli la bicicletta
Bussolengo: Sparatoria, trentenne ferito, arrestato un diciassettenne migrante egiziano
Milano: Tentato omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale su un uomo austriaco, arrestati tre egiziani
Milano, di nuovo: Stupro di gruppo su una studentessa Erasmus, caccia all'uomo per gli aggressori Milano, ancora:
Modella polacca picchiata e quasi stuprata da un gruppo di migranti in strada, salvata da un uomo italiano.
Udine: Minorenne straniero con il volto coperto rapina un supermercato con una pistola in mano
Terni: Due tunisini arrestati per aver aggredito un uomo e rubargli soldi e bicicletta
Viareggio: Rapine violente, arrestati tre nordafricani Un albanese di 50 anni che difendeva un anziano deriso da nordafricani, è stato colpito con una pietra e lasciato in coma.
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Perché l'indottrinamento non è un incidente, è un metodo. Scolaresche in ginocchio verso la Mecca, guidate nella preghiera da un imam. Piani dell'offerta formativa che fissano tra gli obiettivi didattici il riconoscimento dei Cinque Pilastri dell'Islam.
Nel Trevigiano, una scuola cattolica ha portato bambini di tre anni in moschea, dove sono stati fotografati inginocchiati sul tappeto della preghiera rivolti verso la Mecca, con le maestre velate "per rispetto".
Tutto in assenza di qualsiasi intesa tra lo Stato e le comunità islamiche, dunque senza alcuna base giuridica. Quale altra confessione entrerebbe nelle aule pubbliche da una porta che la legge non ha mai aperto?
Laura Boldrini era stata profetica parlando degli immigrati. Riletta con gli occhi di oggi, più che una profezia fu una fatwa. Affermò che "I migranti sono l'avanguardia di quello stile di vita che presto sarà lo stile di vita di moltissimi di noi".
E qualcuno la ha presa sul serio e, nell’attesa di arrenderci, ha iniziato a giustificarli un po’ troppo.
Quando la resa culturale arriva nei palazzi di giustizia, il cerchio si chiude.
Il vertice di questa parabola giudiziaria si è toccato due volte. La prima a Rimini, dove nel 2017 quattro stranieri stuprarono in gruppo una turista polacca e una transessuale peruviana su una spiaggia.
La consulente psicologa nominata dal tribunale ha scritto che l'imputato congolese non aveva "piena consapevolezza della gravità del reato" perché "nel suo contesto di provenienza il rispetto per l'autodeterminazione sessuale della donna non era adeguatamente acquisito".
Tradotto: nel suo Paese si stupra, dunque non poteva sapere che qui non si fa.
La seconda a Salerno, dove l'avvocato Carmen Di Genio, membro del Comitato Pari Opportunità della Corte d'Appello, ha dichiarato testualmente: "Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare."
Sono parole pronunciate dentro le aule di giustizia. Non da commentatori anonimi. Lo stupro diventa "incomprensione culturale".
Il resto è contorno grottesco: a Padova un maiale di plastica in vetrina diventa un'offesa da rimuovere, nel Paese della mortadella. Si sorride, ma è il sorriso di chi misura quanto il terreno sia già morbido.
La sinistra minimizza perché ammettere significherebbe processarsi: ha spalancato le porte, scritto le regole deboli, ha aperto le aule, ha coltivato la dottrina dell'integrazione rovesciata.
Ma la legna accatastata non smette di essere legna perché qualcuno vieta di nominarla. Belfast ha mostrato il finale del film. L'Italia sta ancora girando le scene che lo preparano.
Belfast non è lontana.
È soltanto in anticipo.
Roberto Riccardi:
#Belfast brucia. E presto le fiamme potrebbero arrivare alle nostre case, accese da chi ha reso l’immigrazione incontrollata un affare di soldi e politica.
Torniamo in Ulster per vedere il nostro futuro prossimo. Sessantadue incendi in cinque ore, autobus rovesciati, case di minoranze etniche date alle fiamme, famiglie con neonati in fuga scortate dai vigili del fuoco.
Uomini mascherati che sfondano porte e gridano "stranieri fuori" in quartieri dove trent'anni fa si sparava tra cattolici e protestanti.
La miccia, lunedì notte: Hadi Alodid, trent'anni, sudanese, richiedente asilo con status di rifugiato, ha aggredito un ignaro passante con un coltello da cucina colpendolo alla schiena, al volto e agli occhi.
Poi, come mostra il video visto da milioni di persone, ha portato la lama a ripetizione al collo della vittima. Solo le bastonate dei passanti hanno impedito la decapitazione.
Una settimana prima l'Inghilterra aveva guardato attonita le immagini di Henry Nowak, diciotto anni, ammanettato dagli agenti mentre moriva dissanguato, perché il suo assassino, inglese di seconda generazione, aveva gridato al razzismo e la parola era pesata più del sangue.
Il pogrom è barbarie. Ma la domanda vera non è chi ha acceso il fuoco. È chi ha accatastato la legna per trent'anni.
Chi liquida le fiamme come "violenza dell'estrema destra" racconta una cronaca falsata, perché in piazza sono scese persone che mai si sarebbero sognate persino di sfilare con un cartello di protesta.
Chi cerca la causa deve guardare altrove: alla sistematica inversione dell'integrazione che la sinistra europea ha imposto come dottrina per un ventennio.
Non sono gli ultimi venuti a doversi integrare, ma chi è nato nella nazione ospitante deve assimilare le loro regole e abitudini e soddisfare le loro richieste. Una follia incredibile.
E non si parli di integrazione mancata come se fosse un processo ancora in corso.
Nelle stazioni, nei centri commerciali, nelle piazze del sabato sera, i maranza hanno già risposto: rapine di branco, aggressioni gratuite, devastazioni per noia e per odio. Non sono emarginati in cerca di riscatto.
Sono seconde e terze generazioni che rifiutano il Paese dove sono nate, ne disprezzano le regole, ne aggrediscono i coetanei. Non chiedono inclusione: rivendicano territorio.
Chi liquida tutto questo come cronaca straniera non ha letto la cronaca italiana.
Modena, 16 maggio.
Un italo-marocchino lancia l'auto contro la folla e ferisce sette persone. La risposta della sinistra che governa la città arriva puntuale come un riflesso condizionato: caso isolato, gesto di uno squilibrato, nessuna matrice.
Poi, però, è calato un silenzio assoluto quando dai dispositivi elettronici di El Koudri sono emerse ricerche su attentati commessi in Europa, scaricamento di materiale jihadista.
E lo schema si è ricomposto: non l'esplosione improvvisa di un folle, lo studio paziente di un modello.
È la macchina della derubricazione, oliata da anni di esercizio: ogni attentatore diventa un pazzo, ogni allarme diventa razzismo, ogni critica diventa islamofobia.
È lo stesso copione recitato per ogni episodio che la sinistra non vuole vedere. Quando il fatto è innegabile, si cerca la causa nella vittima o nel contesto. Lo stupratore non sapeva.
L'accoltellatore era fragile. L'investitore era abbandonato dai servizi sociali. La colpa non è mai di chi agisce: è di chi non ha saputo accogliere, includere.
Diciannove giorni dopo, nella stessa Modena, lo stesso sindaco che aveva minimizzato ha accompagnato nelle scuole elementari un indagato per associazione con finalità di terrorismo, braccio destro dell'uomo ritenuto il vertice di Hamas in Italia.
Davanti a lui, bambini di sei anni battevano le mani al ritmo di cori per la Palestina. Non sanno cosa sia il 270 bis. Sanno già da che parte stare: qualcuno ha deciso al posto loro.
Continua sotto nel primo commento ⤵️
@forbiddenmerch@mihirdjin Purtroppo è vero. Basta studiare la storia x capirlo. Gli ebrei sono sempre stati quelli con i denari e sotto sotto manovravano tutto.
@ChurchillPath@marco_borrano Nel frattempo spendete miliardi in guerre solo xché qualcuno ve lo ordina e perché vi credete i padroni del mondo e dovete averne la supremazia.
🇫🇷🙄 Laure Miller, macroniste à Reims-Fismes, minimiser les 120 attaques au couteau par jour en France en osant dire que « cela prend en compte les gens qui se coupent avec leur couteau quand ils cuisinent ».
Une insulte aux victimes, une insulte à la France qui saigne. Ces macronistes n’ont plus aucune humanité : ils protègent leur idéologie ouverte aux frontières et leur pouvoir coûte que coûte, quitte à mépriser ouvertement la souffrance du peuple.
Emmanuel Macron les a sélectionnés précisément parce qu’ils sont médiocres, serviles et prêts à tout pour garder leurs privilèges. Ils sont le symbole d’un régime en décomposition, arrogant et déconnecté, qui préfère rire des statistiques sanglantes plutôt que de protéger les Français.
Ce mépris viscéral finira par se retourner contre eux. Le réveil sera brutal
@Donuncutschweiz@FabioZfz9 Il problema sono anche le forze dell ordine che non capiscono che non sono privilegiati perché indossano una divisa. E se il loro paese sta andando alla deriva è anche x colpa loro. Cosa faranno se toccheranno le loro figlie/mogli o loro stessi quando sono in abiti civili?