@aniaclug@romatoday In pratica una inversione dell'onere della prova: si presume che tutti loro agiscano male, fino a prova del contrario. Smettiamola di condannare una categoria attaccata di continuo dal mainstream (chiediamoci piuttosto perché) coi soliti luoghi comuni.
«I vaccinati trasmettevano il virus quanto i non vaccinati».
Questa piccola, semplice verità, oramai chiara anche ai babbei, divulgata da Pfizer, AIFA, contratti, bugiardini, letteratura, continua a essere negata da te, servo.
Forse perché comporta il tuo arresto?
Confessa, topo.
Prove non ce ne sono, ma a quanto pare l'odio contro #Putin è prova sufficiente del fatto che #Navalny l'abbia ucciso lui.
Come dire: «Dico che l'ha ucciso Putin perché mi piace dirlo».
E va bene, ditelo.
Ma c'è una domanda.
Perché «volete» che sia stato Putin?
Io so la risposta.
Ma vi rendete conto che la sinistra è terrorizzata all'idea che vinca Trump, perché questo significherebbe la fine della guerra ucraina e del rischio di guerra nucleare?
Fino a tal punto si può essere servi, fino a dispiacersi di conservare la vita, se al padrone ciò non piaccia.
Giorgia Meloni invia le armi in Ucraina in una guerra persa tanto tempo fa e perde le elezioni per la presidenza della Sardegna dopo avere giurato guerra alla Russia per i prossimi dieci anni con un trattato appena firmato con Zelensky. Nessuno, al momento, è in grado di stimare esattamente il peso del voto pacifista nella vittoria della candidata di Conte-Schlein, Alessandra Todde, ma nessuno può escludere che gli elettori che odiano massacri e genocidi abbiano avuto un ruolo. Certo, il primo partito in Sardegna è il PD che continua a inviare armi. Però la vittoria è di misura e Schlein ha lasciato intendere mille volte di essere una pacifista costretta a inviare armi perché le hanno puntato una pistola politica alla tempia. A questo punto, Salvini non può fare altro che puntare i piedi per consentire a Zaia di presentarsi per la terza volta in Veneto. Pare che Zaia abbia talmente tanti voti in Veneto che potrebbe arrivare primo regalandone la metà al primo che passa. Tutti sanno che Zaia – più in generale la Lega in Veneto – è su posizioni pacifiste. Com’è normale che sia per una regione economicamente molto forte piena di cattolici. È una legge scientifica: qualunque tipo di guerra danneggia l’economia italiana. Il sistema economico dell’Italia ha caratteristiche particolari, nessuna delle quali è compatibile con le guerre. È una regolarità empirica che non soffre eccezioni di sorta. Quando scoppia una guerra o un conflitto internazionale che coinvolge l’Europa anche soltanto indirettamente (vedi sanzioni contro Iran e Russia), le regioni più produttive soffrono e perdono soldi. Se soffrono loro, soffre tutta l’Italia. Per assicurarsi il Veneto, Salvini vorrebbe candidare Zaia per i prossimi trecento anni perché i voti ringiovaniscono.
I problemi sono due. Il primo è che Fratelli d’Italia è cresciuta molto in Veneto. Ha più voti della Lega e reputa un suo diritto democratico prendersi la presidenza di quella regione, un po’ come la Cina che cresce e vuole prendersi Taiwan, indipendentemente dalle conseguenze. Meloni vuole candidare un proprio uomo alla presidenza del Veneto, anche se poi la conseguenza è che rischia di essere sconfitto dal candidato Schlein-Conte com’è accaduto in Sardegna. Il secondo problema è che Fratelli d’Italia ha più voti della Lega, ma l’eventuale candidato di Meloni potrebbe avere meno voti di Zaia, il quale non si è mai pronunciato sulla guerra in Ucraina. Certo, è silente, ma pure le pietre sanno che Zaia pensa che Ursula von der Leyen dovrebbe essere arrestata per vilipendio all’intelligenza per malagestione della guerra in Ucraina. E i consensi di Zaia sono probabilmente destinati ad aumentare con la sconfitta dell’Ucraina, avvenuta molti mesi fa, che soltanto un Paese con un sistema dell’informazione sulla politica internazionale completamente corrotto come l’Italia può continuare a nascondere. Zaia è favorito nei consensi anche dalla recessione della Germania causata proprio dalla guerra: una recessione che avrà ripercussioni importanti sull’economia italiana. Insomma, adesso è presto, ma arriverà il momento in cui Zaia si affaccerà alla finestra è urlerà con un megafono (...). Leggi il mio nuovo editoriale:
https://t.co/Ao0IT7a20W
È gravissimo che Zelensky abbia detto ai giornali italiani che sta preparando una lista di italiani a cui bisognerebbe chiudere la bocca, magari assassinandoli quando si muovono all’estero, come ha fatto con la figlia di Dugin. Queste minacce nei confronti del nostro Paese sono una linea rossa che Zelensky non avrebbe dovuto superare. Avendola superata, Zelensky è diventato ufficialmente un nemico del popolo italiano e una minaccia per la nostra Repubblica e per le nostre libertà. Soltanto certi politici corrotti possono lodare queste minacce di Zelensky anziché censurarle.
Zelensky è sempre più odiato e disprezzato dal popolo italiano.
Difendiamo le nostre libertà da questo piccolo dittatore corrotto che minaccia gli italiani.
L'Italia va a inginocchiarsi a #Kiev.
È doloroso, dopo la sconfitta nel 1945, dopo le «cessioni di sovranità» che hanno venduto il popolo agli sfruttatori, vedere la nazione vincolata a una promessa di guerra solo per viltà, solo per non alzare la testa davanti agli assassini.
L'élite legata alla bugia delle «emissioni che causano catastrofi» reputa uomini e animali come «produttori di CO2» la cui soppressione eviterebbe sciagure.
Per la prima volta si auspica l'eliminazione dell'uomo in quanto tale.
È chiaro che siamo davanti a una banda di assassini.
Dopo avere ascoltato il comizio di Trump in South Carolina, ho capito che l'Ucraina è finita definitivamente. Trump sta sempre più costruendo la campagna elettorale sul tema della pace con Putin in Ucraina. Prima lasciava intuire le sue intenzioni con cautela nell'attesa degli eventi. Adesso è esplicito e brutale. In sostanza, ha detto che, una volta alla Casa bianca, non darà all'Ucraina nemmeno un dollaro e ha lasciato intendere che obbligherà Zelensky a chiudere la guerra prendendolo per un orecchio. Ha anche detto che gli ucraini vengono massacrati tutti i giorni e che i media dicono un sacco di sciocchezze per nascondere che l’esercito ucraino è esanime.
Si avvicina sempre più il giorno in cui i vari Calenda, Enrico Letta, Luciano Fontana, Maurizio Molinari, Libero, il Giornale, il Foglio, la Repubblica, il Corriere della Sera, la Stampa - praticamente un'intera classe dirigente mediatica - dovranno assumersi la responsabilità di avere sostenuto in Ucraina una linea politica - la linea poitica dell'imperatore del momento - che ha causato la distruzione di quel Paese. Il problema educativo degli adulti italiani è molto più grande di quello dei giovani. Gli adulti italiani non sanno assumersi le proprie responsabilità. Noi abbiamo una classe dirigente irresponsabile di scaricabarili. Il Corriere della Sera ha appoggiato una linea politica iper-fallimentare in Ucraina. Invece di scusarsi, continua a bersagliarmi e a cianciare di "putiniani" e di complotti.
Capito a che livello siamo?
Secondo il Corriere della Sera, le mie analisi sulla guerra in Ucraina, radicate nella logica dell’indagine scientifico-sociale, erano il frutto di un "complotto" del Cremlino. Avevo detto: “Per ogni proiettile della Nato che l’Ucraina lancerà contro la Russia, la Russia lancerà dieci proiettili contro l’Ucraina”. E così è stato. Non si chiama “putinismo”. Si chiamano scienze sociali.
Caro direttore del Corriere della Sera, l'Ucraina ha perso la guerra, la controffensiva di Zelensky è stato un fallimento colossale. Comportati da persona adulta e prenditi le tue responsabilità scusandoti per il modo in cui hai fatto informazione in questi due anni di guerra. Superati i dieci anni, si smette di essere bambini.
Non possiamo aspettare in eterno la tua fuoriuscita dalla culla.
Un’ultima cosa: viva il movimento pacifista italiano. Oggi alle 15 sarò da Michele Santoro a “servizio pubblico”, canale YouTube.
Mentre la Rai, a #Sanremo2024, umilia l'Italia con balli del qua qua e indottrinamento politico da paese coloniale, a #Mosca#TuckerCarlson intervista #Putin e fa la storia.
Mi offende appartenere a un paese di servi, ma la figura di Putin mi dà forza e speranza nel genere umano.
Italia Sovrana e Popolare . Capite perché ci chiamiamo così? La UE e gli USA ci trattano come una colonia. Basta! Vogliamo una Sovranità vera. Col 25 Settembre si cambia pagina.
La par condicio secondo @PiazzapulitaLA7 e @La7tv consiste nel dare lo stesso tempo a chiunque possa insultare, diffamare, attaccare o criticare, Giorgia Meloni.
In assenza sua e di chiunque sostenga una sua difesa.
Con orgoglio rivendichiamo il nostro ruolo nella grande famiglia dei popolari europei. Il simbolo di Forza Italia alle prossime elezioni sarà arricchito dal nome dell'@EPP. Il nostro collocamento in politica estera è chiaro, siamo noi i garanti del governo di CDX che nascerà.