Data 0,
L’infinita possibilità prima del tour vero e proprio.
Rimini, ho passato due notti di prove perfette
230 tende in attesa della data per Il Blasco fan club.
25.000 il 29/5
25.000 il 30/5
Ringrazio tutti voi, e ringrazio chi rende possibile questo evento passando giorni e notti davanti ai computer, montando e smontando il mio palco.
Tutti i reparti e tutte le persone che rendono possibile questo evento
Divertiamoci tutti 🤟🫵
#ilblascofanclub #rimini #csdb #vascolive026
📷 #alessandra_trucillo #gianluca_simoni #roberto_villani #chiaroscurocreative
Milano, la stazione Tricolore della linea M4 (blu) entra a far parte del racconto scudetto: per sette giorni, i suoi spazi saranno dominati dai colori dell'Inter, trasformandola in una vera e propria “fermata neroblu”
L'errore di #Bastoni è stato invertire le partite
Se il fallo sull'ultimo uomo lo faceva contro la Juventus e veniva espulso e la simulazione la faceva contro la Bosnia lasciandoli in 10 e portandovi alla vittoria, a quest' ora era idolo degli juventusmilanisti ed eroe nazionale
Con Andrea Baccan, in arte Pucci, eravamo vicini di casa a Riccione.
I nostri figli, che sono coetanei, giocavano insieme e quando lui veniva in spiaggia era la sala giochi di tutti i ragazzini: li faceva volare facendogli fare i tuffi nel mare, li faceva ridere a crepapelle e divertire per ore.
Andrea Pucci è un uomo gentile, educato, è un uomo perbene.
Andrea Pucci, però, ha un problema: fa il comico non allineato. Che poi, in fondo, non fa altro che dire quello che pensano e dicono milioni di italiani al bar, a casa, al tassista.
Ma non si può: quelli che temono di “perdere la libertà di espressione” lo hanno aggredito, insultato, minacciato (lui e la sua famiglia).
Se parla Pucci è fascista, se lo fanno i guitti ruffiani che del politicamente corretto se ne fottono se c’è da offendere qualcuno di destra, è “sarcasmo estremo”.
Il politicamente corretto lo hanno inventato loro per chi non la pensa come loro: è uno strumento censorio contro la libertà di espressione, di pensiero e di parola.
Nessun comico “democratico” ha solidarizzato con Pucci per l’ondata di aggressività che gli è stata rovesciata addosso. Nessuno. Che tristezza, che bassezza.
Pucci ha fatto bene: secondo me la sua non è una resa, è un “andate tutti affanculo, tanto continuerò a dire che a Milano si rischia la pelle, che le mogli rompono le palle e che la Bindi non si può guardare”.
Credo che gli abbiano dato un assist stellare per una tournée coi fiocchi.
Perché non capiscono mai che quello che fanno si ritorce sempre contro le loro cause del cazzo.
Hanno ragione a dire che viviamo tempi di totalitarismo: il loro.
A causa di questa frase la Sinistra Italiana bandì per sempre il nome di Oriana Fallaci che fortunatamente oggi torna, prepotentemente.
“I mediocri del Politically Correct [di sinistra] negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità. Ma è la qualità che muove il mondo, cari miei, non la quantità. Il mondo va avanti grazie ai pochi che hanno qualità, che valgono, che rendono, non grazie a voi che siete tanti e scemi.”
Tratto dal libro "𝐎𝐫𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐅𝐚𝐥𝐥𝐚𝐜𝐢 ღ 𝐀𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐠𝐚" di Antonio Nobili.
Oriana Fallaci: «La prego, Imam, devo chiederle ancora molte cose. Di questo “chador” a esempio, che mi hanno messo addosso per venire da lei e che lei impone alle donne. Mi dica; perché le costringe a nascondersi come fagotti sotto un indumento scomodo e assurdo con cui non si può lavorare né muoversi? Eppure anche qui le donne hanno dimostrato d’essere uguali agli uomini. Come gli uomini si sono battute, sono state imprigionate, torturate, come gli uomini hanno fatto la rivoluzione...»
Khomeini: «Le donne che hanno fatto la rivoluzione erano e sono donne con la veste islamica, non donne eleganti e truccate come lei che se ne vanno in giro tutte scoperte trascinandosi dietro un codazzo di uomini. Le civette che si truccano ed escono per strada mostrando il collo, i capelli, le forme, non hanno combattuto lo Scià. Non hanno mai fatto nulla di buono quelle. Non sanno mai rendersi utili: né socialmente, né politicamente, né professionalmente. E questo perché, scoprendosi, distraggono gli uomini e li turbano. Poi distraggono e turbano anche le altre donne».
Fallaci: «Non è vero, Imam. E comunque non mi riferisco soltanto a un indumento ma a ciò che esso rappresenta: cioè la segregazione in cui le donne sono state rigettate dopo la rivoluzione. Il fatto stesso che non possano studiare all’università con gli uomini, ad esempio, né lavorare con gli uomini, né fare il bagno in mare o in piscina con gli uomini. Devono tuffarsi a parte con il “chador”. A proposito, come si fa a nuotare con il “chador”?»
Khomeini: «Tutto questo non la riguarda. I nostri costumi non vi riguardano. Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla. Perché la veste islamica è per le donne giovani e perbene».
Fallaci: «Molto gentile. E, visto che mi dice così, mi tolgo subito questo stupido cencio da Medioevo. Ecco fatto».
(Dall’intervista di Oriana Fallaci all’ex Guida Suprema dell’Iran, Ruhollah Khomeini. Corriere della Sera, 26 settembre 1979)
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Gabriele Paglialonga
A chiunque creda di sapere cosa succede in Venezuela.
Grazie per il vostro interesse, ma prima di sentenziare, se non siete in grado di rispondere SÌ ad almeno la metà di queste domande, astenetevi dall'emettere opinioni sul petrolio o sulla geopolitica dalla comodità della vostra poltrona!
- Sei venezuelano? O hai vissuto in Venezuela cercando disperatamente di sopravviverci?
‐ Hai mai vissuto con meno di 5 dollari al mese?
- Hai provato l'umiliazione di vedere i risparmi di una vita polverizzati dall'iperinflazione in poche settimane?
- Hai mai fatto una fila di 12 ore sotto il sole per un pacco di farina o un chilo di riso, per poi sentirti dire che era finito?
- Hai visto amici e parenti perdere 20 chili in pochi mesi? Quella che chiamano ironicamente "La dieta di Maduro", dove con fortuna si rimedia solo un pezzo di yucca o una patata per tutto il giorno.
- Hai mai passato una settimana intera al buio durante i blackout nazionali? Vedendo il poco cibo rimasto marcire nel frigorifero mentre il governo parlava di assurdi "sabotaggi elettromagnetici".
Sei mai entrato in un ospedale portandoti da casa tutto? Lenzuola, garze, alcol e persino le lampadine per la sala operatoria, sapendo che senza i medicinali portati da te, il tuo caro morirà su una barella arrugginita.
- Un tuo conoscente è morto per mano di un criminale impunito o per la mancanza di un banale antibiotico?
- Hai provato il terrore costante persino dentro casa tua, sapendo che le bande armate dal regime hanno più potere della legge?
- Hai perso giorni in coda per votare, vedendo poi la tua volontà calpestata da elezioni rubate e risultati prefabbricati?
- Hai mai accompagnato i tuoi figli a un confine o a un aeroporto, sapendo che quel bacio potrebbe essere l'ultimo perché fuggono a piedi attraverso un continente solo per sopravvivere?
Se la vostra risposta alla maggioranza di queste domande è NO, allora tenetevi per voi le vostre opinioni. Noi venezuelani abbiamo sopportato l'insopportabile.
Non ci interessa cosa pensino i difensori di Maduro e i loro fanatici sostenitori dalla comodità dei loro divani. Parlate di "rivoluzione" e "sovranità", mentre noi contiamo i morti e gli oltre 7,7 milioni di fratelli e sorelle fuggiti in quella che è la più grande crisi migratoria del mondo.
Il petrolio venezuelano ha smesso di essere nostro nel 1999. Oggi non è un dibattito accademico: è un corpo che sanguina ogni giorno. Per noi, qualunque alternativa a questo inferno è il nostro futuro.
In Venezuela, la fame non è mancanza di cibo nei supermercati, è mancanza di soldi nelle tasche. Vedere i bambini frugare tra i rifiuti mentre i vertici del regime brindano è la ferita che non rimarginerà mai.
Oltre 7,7 milioni di venezuelani sono fuggiti. Non è un viaggio, è una fuga per la vita. È la più grande crisi migratoria del mondo, superiore persino a quella della Siria.
Secondo la Federazione Medica Venezuelana, gli ospedali operano con meno del 10% del materiale necessario. Si muore di malattie scomparse nel secolo scorso.
Il Venezuela non è una dittatura classica, è uno Stato dove il crimine organizzato e la politica sono la stessa cosa.
Durante la partita di campionato tra Napoli Women U17 e Don Guanella maschile U14 (nella prima parte di stagione, le giovanili della femminile napoletana giocano contro le selezioni maschili per carenza di avversarie) si è verificato un fatto increscioso. Le ragazze sono state vittime di insulti omofobi, sessisti e sessuali da parte degli avversari, dal vivo e successivamente sui social network. Messaggi pesantissimi: «tornate a fare le ballerine», «le avete prese, pu**ane», «vogliamo i vostri reggiseni».
Un episodio incommentabile, da condannare, a cui il Napoli Women (la cui prima squadra milita in Serie A Women) ha voluto rispondere con i fatti: «Denunciamo pubblicamente quanto accaduto. Non per alimentare rabbia, ma per assumere una responsabilità che riguarda tutti. Perché se i ragazzi di oggi parlano così, significa che noi adulti – società, allenatori, famiglie, istituzioni – non stiamo facendo abbastanza.
Il Napoli Women, però, non vuole limitarsi a condannare. Noi crediamo nella possibilità di crescere, di imparare, di cambiare. E crediamo che il compito dello sport sia anche questo.
Per questo invitiamo ufficialmente la società, i suoi tecnici e i ragazzi coinvolti a trascorrere una giornata con noi presso un centro antiviolenza e antidiscriminazione, per un momento formativo sul rispetto, sulla parità di genere, sulle parole che feriscono e su quelle che costruiscono. Non per punire. Non per umiliare.
Ma per offrire un’occasione vera di consapevolezza.
Perché i bambini e i ragazzi di oggi non diventino gli uomini violenti di domani. Perché il calcio possa essere un luogo sicuro e inclusivo. Perché le nostre ragazze – e tutte le ragazze – sappiano che intorno a loro esiste una comunità pronta a proteggerle, sostenerle e credere in loro.
Alle nostre ragazze vogliamo dire una cosa chiara: non siete sole. Il Napoli Women sarà sempre un luogo in cui il talento viene rispettato, la dignità viene protetta e la voce di ogni giovane atleta viene ascoltata. Trasformiamo questo episodio vergognoso in un punto di svolta.
Non per alimentare conflitti, ma per costruire – insieme – un modo diverso di stare in campo, e fuori dal campo».
#cronachedispogliatoio
(1/7)
DESTRA/SINISTRA
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Differenze tra chi è di destra e chi è di sinistra
A) Quando un tipo di destra non è cacciatore e non gli piacciono le armi, semplicemente non va a caccia e non usa armi;
se si tratta, invece, di un tipo di sinistra, chiede che sia vietata la caccia e che non si vendano armi.
B) Quando un tipo di destra è vegetariano, si limita a non mangiare carne;
il vegetariano di sinistra, invece, promuove una campagna contro il consumo di carne e pretende che si proibisca a tutti di mangiarne.
C) Quando un tipo di destra è omosessuale, conduce una una vita normalissima, frequentando chi gli pare;
se ad essere omosessuale è, invece, uno di sinistra, pretende che si propagandi l’omosessualità, partecipa al gay pride e accusa di “omofobia” tutti coloro i quali sostengono di voler avere rapporti soltanto con persone dell’altro sesso.
D) Se un tipo di destra perde il lavoro, pensa a come uscire dalla difficile situazione e si adopera per trovare un nuovo lavoro;
quello di sinistra, invece, va a lamentarsi col sindacato, va a tutte le manifestazioni e scioperi contro la destra e contro gli imprenditori colpevoli di violare la Costituzione perché il lavoro è un diritto garantito dalla Carta.
E) Quando un tipo di destra ha problemi economici, si dà da fare per guadagnare di più e si mette a risparmiare;
quello di sinistra, invece, ne attribuisce la responsabilità alla destra, agli imprenditori, alla borghesia, al capitalismo, ai neoconservatori ecc. ecc., e poi si iscrive ad un sindacato, sperando di passare successivamente in un partito politico.
F) Se un tipo di destra è ateo, si limita a non andare in Chiesa;
quello di sinistra, invece, insulta tutti quelli che credono in Dio, denuncia la scuola che nelle aule espone il crocifisso, protesta contro ogni segno di identità religiosa, chiede che venga confiscato tutto il patrimonio del Vaticano, che si proibisca la settimana Santa e che si vietino presepi, processioni e pellegrinaggi.
G) Quando a un tipo di destra non piace un programma televisivo, spegne il televisore o cambia canale;
quello di sinistra, invece, se ne lamenta coi giornali denunciando l’abuso su tutti i media (quotidiani, radio, televisioni...), fa appelli ai partiti politici e, a volte, promuove persino un’associazione perché venga oscurato il canale televisivo colpevole di trasmettere quel programma.
H) Quando un tipo di destra legge queste parole, sorride e gira il messaggio ai propri conoscenti;
quello di sinistra, invece, si infuria, dice che si tratta di volgare diffamazione e, naturalmente, accusa di essere fazioso e fascista chi glielo ha mandato!
[Messaggino whatsapp da amico burlone]
❤️“Ci insegnano a dare il meglio, a sorridere ogni giorno, a vivere il presente. Ma nessuno ci prepara al silenzio che resta quando se ne vanno.
🐾Un cane non è solo un compagno: è una parte di noi che cammina su quattro zampe, ci guarda negli occhi e ci ama senza condizioni.
🕊️E quando ci chiedono qual è la cosa più difficile… non servono spiegazioni. È perderli. È continuare a vivere con quel vuoto che abbaia nei ricordi.”