di quei testi conservò una lunga frase che tirava fuori nei momenti di malumore: "In un triangolo rettangolo l'ipotenusa è il lato opposto all'angolo retto"
Segundo Castillo dovrà pagare alla Conmebol 50000 $ per "marketing de emboscada": i suoi outfit stravaganti erano parte di una campagna pubblicitaria della Loteria Nacional
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Lo stato del giornalismo in Italia.
Uno, ossia il sottoscritto, tra mille impegni, si fa il mazzo per coprire più cose in un giorno, incluso Fabregas che parla a Londra (lo sapevo da un mese, in quanto accreditato al Festival SXSW, non l’ho scoperto oggi).
Vado a Shoreditch, rinunciando a un altro impegno. Non ci sono altri media italiani. Scrivo il pezzo su @repubblica. Diventa virale.
E cosa fanno i cari colleghi dall’Italia, davanti a un computer, e non sul posto? Vedono il mio pezzo su @repubblica, fanno copincolla integrale dei miei virgolettati dall’evento con Fabregas (non era in streaming) e ovviamente non citano @repubblica.
Ho una marea di screenshot a provarlo. Ma non voglio fare nomi perché non voglio scendere anche io nella pochezza. Eppure, senza @repubblica, quei colleghi, anche di altri giornali importanti, non avrebbero mai avuto accesso alle frasi di Fabregas, o perlomeno non così presto. Con la mia traduzione ovviamente, riportato in maniera integrale e fedele.
Eppure, potevano riprendere anche tutte le frasi ovviamente. Ma per correttezza, e per rispetto professionale, bastava semplicemente aggiungere nel pezzo una riga: “…come riportato da @repubblica”.
Poi, cari colleghi dall’Italia, non lamentatevi se i giornali perdono credibilità.
O se ogni tanto vi capita di pensare di non avere il giusto riconoscimento per il vostro lavoro.
Se sminuite il lavoro di un vostro collega che vai sui posti, per poi plagiarlo senza pietà, non vi lamentate del resto.
Se voi lettori invece volete dare una mano al giornalismo serio, o per lo meno fatto sul campo, questo è il pezzo dal quale è partito tutto (link nel tweet sotto)
Grazie e buon lavoro.
Che dire 👏🏻👏🏻👏🏻
Mentre Alcaraz e Paul stanno giocando il loro match di quarti di finale, un giornalista ha chiesto a Musetti come avrebbe preparato la
semifinale contro il tennista spagnolo.
Questa la risposta dell'azzurro 😌
Ti chiami Kimi Antonelli, sei il nuovo fenomeno italiano della Formula Uno, e ieri sera hai deciso di andare a vedere Virtus-Milano.
Del resto sei bolognese e hai il basket nel dna.
La tv, com'è normale che sia, ti ha inquadrato per tutta la partita perchè non capita tutti i giorni di vedere sugli spalti il più giovane pilota della storia, che guida la Mercedes, che è subito dietro a Lewis Hamilton in classifica, e che ormai è conosciuto in tutto il mondo.
Applaudi, e ti inquadrano.
Tifi, e ti inquadrano.
Vai a pisciare, ti inquadrano.
Ormai sai che questa è la vita che spetta alle persone famose come te.
Poi però rifletti un attimo.
Tu non guidi mica una Formula Uno. Anzi, il tuo unico mezzo è una Punto a tre porte, tra l'altro con la revisione scaduta.
E poi non sei alto 1.72 ma 1.95, non hai 18 anni ma 28, non sei seguito sui social da 3 milioni di persone ma da un migliaio di amici e parenti, e soprattutto non ti chiami Kimi Antonelli.
Tu ti chiami Alessandro Luini, e su 9000 persone presenti al palasport ti conosce solo Pajola che è tuo amico.
...
Sì, ieri sera, per circa 2 ore, uno a caso tra il pubblico è diventato per la tv Kimi Antonelli.
La cosa ancor più straordinaria è che Kimi Antonelli ieri sera c'era per davvero.
Solo che non se l'è cagato nessuno.
Capolavoro.
Quella vaga sensazione di esserci ritrovati in una distopia...
"Non si tratta più di convincere razionalmente, ma di produrre immaginari che catturano l’energia libidinale delle masse"
#TrumpInauguration2025
https://t.co/6HfcqEW1Yh
Nella quarta stagione di Dark i Jalisse approfittando di un warmhole apertosi nel 1997 tornano a Sanremo nel cuore della notte, trovano il maestro Vessicchio ma invece di Romano Prodi si imbattono in un governo di destra sociale
#Sanremo2024