Il ministro dell'istruzione e del merito (e sottolineo dell'istruzione e del merito) Giuseppe Valditara: "Piersanti Mattarella ucciso dalle Brigate rosse". La classe dirigente che esprime questa maggioranza di governo è semplicemente imbarazzante.
A lui la domanda iniziale di rito (“che belva si sente?”) sarebbe stata proprio adatta.
I più giovani scambieranno questo signore per un fragile vecchietto, probabilmente anche con gravi problemi di salute.
Invece è uno dei più feroci criminali della storia italiana: Roberto Savi, capo della Banda della Uno Bianca. Un gruppo di agenti di polizia (più un civile, il fratello Fabio Savi) che dal 1987 al 1994 ha terrorizzato l’Emilia Romagna facendo 24 morti e centinaia di feriti nelle loro attività criminali (furti, rapine, estorsioni).
La bravissima Francesca Fagnani l’ha intervistato per il programma Belve (su Rai Due) nel carcere dove è detenuto da 32 anni.
In tutto questo tempo è la prima volta che parla agli italiani.
Ha fatto accuse pesantissime alle forze dell’ordine e agli apparati di sicurezza della Repubblica. E quello che non ha detto esplicitamente, lo ha lasciato intendere.
Le parole di un criminale sono le parole di un criminale. Valgono l’aria lungo la quale sono entrate nelle case degli italiani questa sera, lasciando sconvolti chi tra noi si ricorda l’angoscia di quegli anni.
E il primo pensiero va ai parenti delle vittime, destinatari di una ferita che non si rimarginerà mai, che meritavano molto più rispetto di quello che Savi, anche sul tramonto della propria vita, è riuscito a dimostrare. Il secondo pensiero a chi vigila sulla nostra sicurezza (in vari ruoli), istituzioni verso cui nutriamo fiducia e gratitudine che non possono certo essere intaccate dalle parole di un criminale.
Tuttavia questo non è un paese normale, e certamente non lo era in quegli anni.
Roberto Savi ha la possibilità non di trovare un perdono che non arriverà mai. Ma di fare almeno una cosa giusta nella sua criminale vita, proprio quando essa probabilmente giunge verso il termine: parli con i magistrati e racconti senza reticenze tutto quello che sa o che crede di sapere.
E sarà la giustizia - e le istituzioni della Repubblica - a fare il possibile per accertare la verità su questo ennesimo capitolo (parzialmente) oscuro della nostra Storia.
Da parlamentare, farò quanto nelle mie prerogative per assicurarmi che l’onorabilità di chi serve le istituzioni sia tutelata, ed eventuali responsabilità accertate (sul piano giudiziario o più probabilmente storico).
Infine, un plauso a Francesca Fagnani: sempre stata bravissima, ma stasera ha fatto qualcosa che la maggior parte dei suoi colleghi non sarebbe stata in grado neanche di immaginare di fare.
L'EUR di Roma era il quartiere preferito da Fellini per tanti motivi: per il suo senso di opera metafisica e per il suo senso di provvisorio. L'intervista al grande regista, estratto dalle preziose #TecheRai, è nello speciale realizzato da #RaiCultura: https://t.co/yJYm6WdHiN
Crozza su sciopero e Meloni "politici che lavorano 2gg a settimana fanno battute sul venerdì...i lavoratori rinunciano a stipendio per protestare contro governo...avete tolto il piacere di dire 'andate a casa' perché ci siete già"
applausi
#FratelliDiCrozza#Crozza#8novembre
"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo."
Ricordando Pier Paolo Pasolini, assassinato il #2novembre 1975.
“In un certo senso, è quasi tutta la vita che scrivo di bambini come Hänsel e Gretel” riflette @StephenKing
L'idea era di reinterpretare la storia per una versione teatrale, con i disegni realizzati da un altro leggendario autore americano, Maurice Sendak (1928-2012).
“La trasformazione non è un peso, ma un respiro: ciò che eri si scioglie, e ciò che sarai si forma nel silenzio."
—Reiner Maria Rilke, Lettera a Lou Salomè
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“—Su non pianga – dico io – tutti abbiamo il nostro momento d’oro. E dopo, è bello ricordarlo. Se fosse sempre il nostro momento d’oro, non ce ne accorgeremmo neanche…”
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Fai buon viaggio…
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“La sua memoria è adesso un manoscritto a inchiostro simpatico, lo sfoglio pagina per pagina e ci passo la fiamma vicino perché le si riveli …”
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